La sanità privata cresce. Ocse: in aumento finanziarizzazione dei servizi ambulatoriali, in testa private equity

La sanità privata cresce. Ocse: in aumento finanziarizzazione dei servizi ambulatoriali, in testa private equity

La sanità privata cresce. Ocse: in aumento finanziarizzazione dei servizi ambulatoriali, in testa private equity
Crescente interesse, investimento e coinvolgimento da parte di imprese finanziarie, incluse le società di private equity e le catene a scopo di lucro, nelle pratiche di assistenza ambulatoriale. Questo aumento della finanziarizzazione ha alimentato un dibattito sui potenziali benefici e rischi di tali tendenze

In un sondaggio Ocse condotto nel 2024, molti paesi hanno indicato che la finanziarizzazione dei servizi ambulatoriali sembra in aumento, con metà dei 20 paesi rispondenti che la considerano una tendenza alta o moderata. Tra tutti gli attori finanziari, le società di private equity sembrano essere le più attive. Il report è intitolato “Trends in the financialisation of outpatient care across OECD countries”.

Negli ultimi anni, nei paesi Ocse si è registrato un crescente interesse, investimento e coinvolgimento da parte di imprese finanziarie, incluse le società di private equity e le catene a scopo di lucro, nelle pratiche di assistenza ambulatoriale. Questo aumento della finanziarizzazione ha alimentato un dibattito sui potenziali benefici e rischi di tali tendenze. Sebbene la partecipazione di attori a scopo di lucro nell’erogazione dell’assistenza sanitaria sia comune nei paesi Ocse, la portata e le implicazioni dell’ingresso recente di soggetti con finalità puramente finanziarie nell’assistenza primaria e ambulatoriale — inclusi rischi e benefici potenziali — sono ancora poco comprese.

La finanziarizzazione del settore sanitario si riferisce alla crescente influenza di attori finanziari e di entità non finanziarie il cui core business è esterno alla sanità, ma che possiedono e gestiscono organizzazioni sanitarie. Questo rapporto si concentra in particolare sul settore ambulatoriale, che ha ricevuto finora meno attenzione rispetto agli ospedali e alle strutture di assistenza a lungo termine.

I settori più coinvolti nell’assistenza ambulatoriale sono odontoiatria, oftalmologia, radiologia, laboratori e assistenza primaria. Ad esempio, la quota di ambulatori gestiti da organizzazioni di servizi odontoiatrici in Nord America e in Europa è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni, raddoppiando tra il 2015 e il 2018 in Danimarca, Norvegia, Spagna e Regno Unito. La finanziarizzazione ha anche determinato una significativa concentrazione in alcune regioni e specialità, tanto che le autorità garanti della concorrenza in diversi paesi hanno sollevato preoccupazioni sugli effetti sul mercato sanitario. In Francia, ad esempio, i laboratori hanno registrato una forte concentrazione: tra il 2010 e il 2022, la quota di laboratori ambulatoriali di proprietà diretta di investitori finanziari è passata dal 16% al 78%.

Secondo il report, i principali fattori che guidano la finanziarizzazione nei paesi OCSE includono: domanda crescente di assistenza sanitaria finanziata con fondi pubblici, soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione, che rappresenta un flusso di entrate stabile per gli investitori; possibilità di consolidamento e miglioramento della produttività, in particolare in settori ad alto costo come la radiologia; cambiamento nella demografia dei fornitori: medici anziani desiderosi di vendere al miglior prezzo prima della pensione e giovani medici interessati a posizioni salariali o incapaci di competere sul prezzo di acquisto delle cliniche; un ambiente normativo protettivo che governa le pratiche mediche e può influenzare la concorrenza.

In un contesto di crescente domanda sanitaria e finanziamenti pubblici sempre più limitati, l’interesse degli attori finanziari può sembrare un’opportunità benvenuta, segnala l’Ocse. Tuttavia, è urgentemente necessario raccogliere più prove per valutare gli impatti potenziali della finanziarizzazione su: costi, sicurezza dei pazienti, qualità dell’assistenza, accesso, esperienza del paziente e personale. Le ricerche esistenti indicano che le acquisizioni da parte di investitori finanziari potrebbero portare a un aumento dei costi per pazienti e pagatori, mentre prove dai settori della cura a lungo termine e ospedaliero sollevano dubbi sulla qualità e accessibilità dell’assistenza.

Ad oggi, la maggior parte delle evidenze sull’impatto della finanziarizzazione nell’assistenza ambulatoriale proviene dagli Stati Uniti. È fondamentale approfondire lo studio degli effetti in altri contesti sanitari per avere un quadro completo. La maggior parte dei paesi intervistati ha dichiarato che non sono in corso valutazioni, e solo tre hanno riferito di rapporti pubblicati da autorità nazionali o regionali. Sebbene la finanziarizzazione sia in atto in molti paesi, i sistemi di raccolta dati e monitoraggio restano insufficienti.* In molti casi, i decisori politici dispongono di informazioni limitate per comprendere la portata e gli effetti della finanziarizzazione. Solo due dei 20 paesi intervistati hanno riferito che i dati sulla proprietà degli ambulatori sono raccolti e aggregabili a livello nazionale. Migliorare la raccolta dati aiuterebbe a monitorare meglio questi impatti. Dato il persistere della tendenza, è essenziale che i responsabili politici comprendano meglio la portata del fenomeno. Alcune caratteristiche dei sistemi sanitari possono favorire o disincentivare la finanziarizzazione di determinati settori. Comprendere come politiche e regolamenti influenzino queste tendenze e migliorare le evidenze disponibili sugli effetti è fondamentale per risposte informate, che mitighino i rischi senza escludere benefici potenziali. I sistemi sanitari dovrebbero considerare opzioni politiche che aumentino la trasparenza e garantiscano standard di qualità e accesso. Ciò può includere: raccolta sistematica di informazioni sulla proprietà dei servizi ambulatoriali, rafforzamento della cooperazione tra autorità antitrust e Ministeri della Salute, introduzione di standard per la qualità dell’assistenza, regolamentazioni sui prezzi e sulla proprietà per garantire l’accesso ai medici e ai servizi, prevenire spostamenti inappropriati di attività e scoraggiare l’aumento dei costi per pazienti e assicurazioni. Per il futuro, occorre lavorare su una definizione più precisa di finanziarizzazione e identificare se alcuni tipi di attori finanziari abbiano un impatto particolarmente dannoso o vantaggioso. Servirebbe anche un quadro interpretativo per capire quali caratteristiche delle imprese e dei sistemi sanitari favoriscono queste tendenze, al fine di sviluppare strumenti normativi più mirati.

21 Maggio 2025

© Riproduzione riservata

Il Piano sanitario nazionale e non sociosanitario: il segno di un errore politico originario
Il Piano sanitario nazionale e non sociosanitario: il segno di un errore politico originario

Vi è qualcosa di profondamente rivelatore nel fatto che, dopo quasi vent’anni di assenza programmatoria, lo Stato torni finalmente a dotarsi di un Piano nazionale per il Servizio sanitario e...

Malattie croniche, l’Ocse divide l’Europa in sette profili di rischio. Italia nel gruppo dei Paesi più anziani con alto peso dei tumori
Malattie croniche, l’Ocse divide l’Europa in sette profili di rischio. Italia nel gruppo dei Paesi più anziani con alto peso dei tumori

Le malattie non trasmissibili restano il principale banco di prova per i sistemi sanitari europei. Tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche e diabete di tipo 2 continuano infatti a rappresentare...

Italia sempre più anziana e diseguale. Multicronicità per 12,8 milioni di persone, ma le risorse sanitarie non seguono i reali bisogni. La fotografia nel nuovo Rapporto annuale Istat
Italia sempre più anziana e diseguale. Multicronicità per 12,8 milioni di persone, ma le risorse sanitarie non seguono i reali bisogni. La fotografia nel nuovo Rapporto annuale Istat

L’Italia non è soltanto un Paese che invecchia. È un Paese in cui l’invecchiamento rischia di trasformarsi sempre di più in una frattura sanitaria e sociale. Da una parte anziani...

Prima della cura ci sono le liste d’attesa: per 7 professionisti su 10 sono il primo ostacolo all’accesso. E così è boom di pazienti che si rivolgono al privato. La survey di Quotidiano Sanità
Prima della cura ci sono le liste d’attesa: per 7 professionisti su 10 sono il primo ostacolo all’accesso. E così è boom di pazienti che si rivolgono al privato. La survey di Quotidiano Sanità

Parte da un tema centrale per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale il ciclo di survey di Quotidiano Sanità, realizzate dal team Market Research di Homnya. La prima indagine, dedicata all’accesso alle cure,...