Lombardia. Consuntivo Guardia di Finanza. Nel 2013 frodi assistenziali e previdenziali per 90 mln 

Lombardia. Consuntivo Guardia di Finanza. Nel 2013 frodi assistenziali e previdenziali per 90 mln 

Lombardia. Consuntivo Guardia di Finanza. Nel 2013 frodi assistenziali e previdenziali per 90 mln 
A livello di spesa sanitaria, effettuati 700 controlli nei confronti di soggetti che hanno indebitamente beneficiato di prestazioni agevolate, con una frode complessiva al Ssn pari a 767.976 euro. Nel 2014 stipulato apposito protocollo con la Regione per migliorare efficacia controlli. IL CONSUNTIVO

Conseguimento indebito di rimborsi da parte di associazioni no profit impegnate nel trasporto socio-sanitario, percezioni indebite di contributi previdenziali a danno dell’Inps, false invalidità, truffa e peculato legati all’attività di intramoenia. Sono queste le principali operazioni riguardanti l’ambito socio-sanitario che la Guardia di Finanza della Lombardia ha condotto nel 2013. Interventi che sono descritti e analizzati nel consuntivo presentato oggi a Milano.

Nel complesso, per quanto riguarda le frodi previdenziali e assistenziali, nel corso del 2013 sono stati controllati contributi pubblici per un ammontare complessivo pari quasi a 100 milioni . Le attività hanno condotto alla denuncia di 147 soggetti e all’accertamento di circa 90 milioni di euro indebitamente percepiti. In relazione alle prestazioni sociali agevolate sono stati effettuati 1.541 accertamenti nei confronti di soggetti che ne hanno beneficiato indebitamente. Le indagini hanno consentito di individuare 25 falsi poveri, con una frode complessivamente accertata pari a 372mila euro. A livello di spesa sanitaria, sono stati effettuati 700 controlli nei confronti di soggetti che hanno indebitamente beneficiato di prestazioni sanitarie agevolate, con una frode complessiva al Ssn pari a 767.976 euro.

Nei primi giorni di gennaio 2014, si è proceduto alla stipula di un Protocollo di Intesa con la Regione Lombardia sul “coordinamento dei controlli e dello scambio di informazioni in materia di finanziamenti, contributi ed erogazioni (comunitari, nazionali e regionali) e di spesa sanitaria”. L’iniziativa è stata messa in campo con lo scopo di migliorare l’efficacia complessiva del sistema dei controlli su finanziamenti, contributi ed erogazioni pubblici, agevolando il recupero delle somme che, per qualsiasi motivo, sono state indebitamente incassate da soggetti richiedenti nei vari settori d’intervento della Giunta regionale. Nel contempo, tende a mitigare gli impatti dell’attività di controllo nei confronti di imprese, persone fisiche ed enti beneficiari di erogazioni pubbliche.

Tra i principali interventi condotti nel 2013, c’è l’operazione ‘Resecue’, che ha accertato gravi e reiterate ipotesi di peculato, falsità ideologica e materiale, truffa in danno di ente pubblico, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode nelle pubbliche forniture a carico di associazioni no profit e di volontariato. – stati sequestrati, a ristoro del danno subito dalla Regione, quasi 2 milioni di Euro, a fronte di una frode complessiva inerente a pubbliche forniture per un importo complessivo superiore a 5 milioni.

Da segnalare inoltre che la Guardia di Finanza di Brescia (Tenenza Desenzano del Garda) ha scoperto un soggetto che percepiva dal 1985 una pensione di invalidità (erogata dall’Inps) e, dall’anno 2000, una pensione netta con assegno familiare ed indennità di accompagnamento (erogate dall’Inail) in quanto persona non vedente a seguito di un infortunio sul lavoro occorso nel 1984. A seguito di attività di osservazione e controllo, è stato possibile effettuare delle riprese dalle quali è emerso che il soggetto in parola svolgeva delle mansioni incompatibili con il suo status di “cieco al 100%”. La truffa nei confronti degli Istituti previdenziali è stata quantificata in oltre 100.000 euro. E’ stato quindi emesso nei suoi confronti un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” per un’unità immobiliare, depositi bancari per 62.000 euro e titoli azionari per 19.000 euro.

La Guardia di Finanza di Como (Compagnia Erba), nel corso di un’indagine di polizia giudiziaria, ha denunciato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche due falsi ciechi residenti nell’erbese. Appostamenti e riprese video hanno consentito di raccogliere elementi per sostenere l’insussistenza della dichiarata disabilità e di documentare le reali capacità di orientamento ed autonomia dei soggetti, intenti a passeggiare per le vie cittadine senza alcun ausilio. L’ipotesi, al vaglio dell’autorità giudiziaria anche sulla base del parere di un perito medico nominato dalla Procura, è che le diagnosi sulle disabilità (cecità assoluta) non fossero “congrue” e che comunque entrambi i soggetti non siano affetti da patologie così gravi da far scaturire il diritto ad emolumenti erogati dall’Inps. Secondo l’ipotesi accusatoria, dal 2007 ad oggi, i due indagati avrebbero indebitamente percepito indennità di accompagnamento e pensioni di invalidità per un ammontare complessivo di circa 135.000 euro.

La Guardia di Finanza di Mantova (Nucleo PT), ha denunciato per i reati di truffa e peculato un medico ortopedico che svolgeva l’attività di intramoenia allargata presso il proprio studio, senza rilasciare alcun tipo di documentazione fiscale. A fronte di questo comportamento non solo si procurava un ingiusto profitto, ma non versava nelle casse dell’ospedale il corrispettivo pattuito per aver scelto il regime di intramoenia allargata, che obbliga il professionista ad incassare dai pazienti visitati il corrispettivo dovuto, ad emettere ricevuta a nome e per conto dell’Azienda Ospedaliera e successivamente a versare il tutto su un conto corrente del predetto Ente, che trattiene la percentuale di sua spettanza e riaccredita al professionista le somme dovute. Il medico effettuava visite specialistiche anche in altro studio non dichiarato, contravvenendo anche in questo caso al suo rapporto di lavoro. A seguito di una perquisizione locale, delegata dalla Procura della Repubblica di Mantova, presso lo studio medico, venivano rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 550 mila euro in contanti, di cui oltre 400.000 in tagli da 50,00 euro, provento delle visite mediche effettuate.
 

05 Febbraio 2014

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