Mondiali 2026 e pause idratazione: la novità contro il caldo estremo è utile?

Mondiali 2026 e pause idratazione: la novità contro il caldo estremo è utile?

Mondiali 2026 e pause idratazione: la novità contro il caldo estremo è utile?

Le pause idratazione ai Mondiali 2026 sono state presentate come una misura contro il caldo estremo, ma secondo il ricercatore Harry Brown, su Nature, rischiano di trasformarsi in interruzioni di routine più utili al palinsesto televisivo che alla salute degli atleti.

I Mondiali di calcio 2026, in svolgimento tra Stati Uniti, Messico e Canada, prevedono per la prima volta due stop per partita dedicati all’idratazione di giocatori e pubblico, in quella che sembra un’operazione avanguardistica di attenzione al cambiamento climatico e all’innalzamento delle temperature estive. Tuttavia, secondo Harry Brown, ricercatore del Centro di Ricerca su Calore e Salute dell’Università di Sydney, l’approccio adottato dalla FIFA sarebbe scorretto.

Le critiche alla FIFA: pause idratazione o spot televisivi?

Sebbene, infatti, le pause di idratazione siano formalmente concesse dalla FIFA per il benessere dei giocatori – scrive Brown su Nature – non sembra che siano realmente legate all’attuale rischio di stress da calore o pianificate per concedere ai partecipanti un raffreddamento efficace, quanto piuttosto per favorire il palinsesto televisivo, la trasmissione di spot commerciali e infastidire i tifosi, che spesso fischiano.

Molto spesso, infatti, le pause vengono usate dagli allenatori per dare consigli e istruzioni alle proprie squadre e finiscono per svolgersi comunque sotto il sole, vanificando il proposito di concedere ai giocatori una pausa di refrigerio. Secondo Brown, questo tipo di interruzioni sono raccomandate dalle linee guida mediche della FIFA quando lo stress ambientale supera una certa soglia, ovvero una temperatura del bulbo umido superiore ai 32 gradi.

Stress da calore nel calcio: quando servono davvero le pause

In questo Mondiale, però, le pause vengono concesse indiscriminatamente durante ogni partita, anche negli stadi con climatizzazione attiva. “Se le pause vengono sempre concesse, indipendentemente dal rischio, perdono di significato e iniziano ad apparire come semplici interruzioni di routine”, scrive Brown.

Le pause, inoltre, dovrebbero essere usate nel modo giusto, ovvero permettendo ai giocatori di raffreddarsi attivamente tramite asciugamani imbevuti di ghiaccio o bevande fresche, somministrate all’ombra. Non, quindi, distraendo i giocatori con istruzioni sulla partita.

Caldo estremo nello sport: gli esempi di tennis e rugby

Brown cita alcuni esempi positivi finora visti nel mondo dello sport. Per esempio, gli Australian Open di tennis, che usano una scala di stress termico fatta di cinque livelli e capace di combinare il rischio fisiologico dello stress da calore con le temperature rilevate. Oppure il World Rugby, che dal 2025 ha deciso di adottare un approccio simile, con interventi adattati in base al rischio effettivo, fino anche alla sospensione della partita.

Non così, lamenta Brown, è accaduto in Europa per Wimbledon o per il Tour de France, avvenuti proprio durante la grande ondata di calore estremo, che ha messo in pericolo i partecipanti.

Le tre raccomandazioni per proteggere gli atleti dal caldo

Brown raccomanda tre risoluzioni che ogni ente sportivo dovrebbe intraprendere: prevedere interruzioni basate su effettivi dati fisiologici e misurazioni in tempo reale; rendere obbligatorio l’effettivo raffreddamento attivo durante le pause; infine, tutelare le pause, limitando l’uso di queste tempistiche da parte degli allenatori e lasciandole ai giocatori per riprendersi.

Un buon esempio, dunque, quello dei Mondiali, ma da calibrare intorno agli effettivi bisogni dei giocatori e non, ribadisce lo scienziato australiano, intorno al profitto.

Gloria Frezza

06 Luglio 2026

© Riproduzione riservata

Liste d’attesa. Nel primo semestre 2026 oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi di garanzia. Ma restano quasi 2,8 milioni di prestazioni fuori soglia. Il nuovo report Agenas
Liste d’attesa. Nel primo semestre 2026 oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più nei tempi di garanzia. Ma restano quasi 2,8 milioni di prestazioni fuori soglia. Il nuovo report Agenas

Oltre 1,6 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici in più erogati entro i tempi massimi di garanzia rispetto allo scorso anno. È questo il dato più significativo che emerge...

Sicurezza stradale. Oms: morti sulle strade in calo del 21% nel mondo, ma ogni anno perdono ancora la vita 1,16 milioni di persone
Sicurezza stradale. Oms: morti sulle strade in calo del 21% nel mondo, ma ogni anno perdono ancora la vita 1,16 milioni di persone

Nonostante una crescita senza precedenti della mobilità globale, con oltre un miliardo di nuovi veicoli entrati in circolazione negli ultimi quindici anni, il numero delle vittime della strada è diminuito...

Fame nel mondo in calo per il terzo anno consecutivo, ma 645 milioni di persone restano colpite
Fame nel mondo in calo per il terzo anno consecutivo, ma 645 milioni di persone restano colpite

La fame nel mondo è diminuita per il terzo anno consecutivo nel 2025, dimostrando che i progressi sono possibili. Tuttavia, i miglioramenti restano fragili, distribuiti in modo disomogeneo e insufficienti...

Energy drink, SIP: “Quasi 4 adolescenti su 10 iniziano prima dei 12 anni”
Energy drink, SIP: “Quasi 4 adolescenti su 10 iniziano prima dei 12 anni”

Quasi 4 adolescenti consumatori su 10 hanno iniziato ad assumere energy drink prima dei 12 anni e, in alcuni casi, addirittura prima dei 9. È il dato che emerge da...