Personale Ssn. Una sanità sempre più al femminile: il 68% è donna

Personale Ssn. Una sanità sempre più al femminile: il 68% è donna

Personale Ssn. Una sanità sempre più al femminile: il 68% è donna
Le donne medico sono il 48,1% del totale dei camici bianchi, ma tra gli under 45 arrivano al 63,5%. Tra il personale infermieristico le donne fanno la parte del leone: sono quasi il 78%. Anche nel ruolo amministrativo sono la stragrande maggioranza: ben il 72,3% del personale è donna. I dati 2019 del Rapporto “Le donne nel servizio sanitario nazionale” del ministero della Salute IL RAPPORTO

Ormai non è una novità, il mondo della sanità italiana ha sempre di più una marcata componente femminile. Il 68% circa del personale del Ssn è costituito da donne. In numeri, sono ben 428.506 quelle con contratto a tempo indeterminato censite dal Conto Annuale Igop della Ragioneria Generale dello Stato alla fine del 2019.
Una presenza femminile che varia a seconda dell’inquadramento e della categoria professionale. Infatti, nel ruolo sanitario il 68,7% del personale è donna, in quello professionale il 22,7%. E ancora, il 63,1% del ruolo tecnico è rappresentato da donne, nel ruolo amministrativo sono la stragrande maggioranza: ben il 72,3%.
Il 48,1% dei dirigenti medici è donna e quasi il 78% del personale infermieristico è costituito da donne. Anche a livello regionale gli scenari sono molto diversificati: le donne fanno la parte del leone nella Provincia autonoma di Bolzano (il 75,8%), mentre nella Regione Campania non superano la soglia del 50% (la presenza femminile è del 49,4%).
Ma guardando al futuro è facile presumerne che gli orizzonti si tingeranno sempre più di rosa. Un dato su tutti: tra i medici under 45, il 63,5% sono donne.

A fotografare l’universo femminile nella sanità è un Rapporto “Le donne nel servizio sanitario nazionale” del 2021,pubblicato solo nei giorni scorsi sul sito del ministero della Salute. Una presenza femminile che, si sottolinea nell’incipit del Rapporto “grazie al suo apporto peculiare e specifico, contribuisce in maniera fattiva e costante all’incremento della qualità, della sicurezza, del gradimento dell’assistenza, e ad un rinnovato approccio alle cure sanitarie”.

 
Personale dipendente a tempo indeterminato. Nelle strutture del Ssn alla fine del 2019, , come abbiamo visto su un totale complessivo di 630.810 lavoratori 428.506 sono donne (il 67,9%).

 

 
 
Nelle varie Regioni la componente femminile domina nella provincia di Bolzano (75,8%) e in Friuli Venezia Giulia (75,7%) tallonate dal Piemonte (75,%). Ma in generale in quasi tutte le regioni sul totale del personale assunto la componete femminile supera la maggioranza. Maglia nera alla Campania dove, anche se di poco, la presenza delle donne rimane sotto l’asticella del 50% (49,4%).

 
Sono 22.273 le donne con rapporto di lavoro flessibile. Se le donne con un contratto a tempo indeterminato sono la maggioranza (il 67,9% del personale totale), anche quelle a tempo determinato rappresentano complessivamente quasi il 70% del personale (sono in totale 22.273, dato al 31 dicembre 2019, fonte Conto Annuale Igop – Ragioneria Generale dello Stato).
Hanno un contratto a tempo determinato, nel ruolo sanitario il 71,4% e nel ruolo professionale il 22,2%. Sempre su questo fronte contrattuale, il 64,3% del ruolo tecnico è rappresentato da donne, nel ruolo amministrativo le donne sono pari al 71,5%. A livello regionale emerge un’ampia variabilità della presenza femminile: dall’85,1% nella Regione Molise al 60,2% nella Regione Campania.

 
Il trend negli anni: l’onda rosa cresce. In generale, sottolinea il rapporto, si può affermare che la presenza femminile all’interno del Ssn è significativamente cresciuta negli ultimi anni. In particolare per i profili dirigenziali e meno per il personale del comparto. Dal 2010 al 2019 ad esempio, se la percentuale di donne nel personale infermieristico è rimasta pressoché invariata (pari a circa 77%), cresce invece considerevolmente – oltre alla quota di donne medico sul totale medici, anche la percentuale di veterinari e di dirigenti sanitari donna.
Dal 2010 al 2019 infatti la percentuale di dirigenti veterinari donna passa dal 18% al 24% ed il peso della componente femminile della dirigenza sanitaria (biologi, farmacisti, fisici, chimici e psicologi) aumenta dal 72% al 78%.
Il confronto temporale mostra come il quadro di riferimento sia in continua evoluzione e come la presenza femminile si stia facendo sempre più importante in tutte le categorie professionale inclusa quella medica. La percentuale di dirigenti medici donna è cresciuta progressivamente negli ultimi anni passando dal 38,4% dell’anno 2010 al 48,1% dell’anno 2019.
 

 
 
Una curva destinata a crescere alla luce della prevalenza del genere femminile tra i più giovani: guardando ai soli medici Ssn di età inferiore ai 45 anni i dati mostrano come il 63,5% è donna diversamente da quanto si rileva nelle classi di età superiori o uguali a 45 anni in cui c’è una netta prevalenza di uomini rispetto alle donne che rappresentano solo il 42% del totale medici di età pari a 45 anni ed oltre.
 

 
E.M.

E.M.

21 Gennaio 2022

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