Peste suina africana. Efsa: diminuiscono i focolai di nei suini dell’Ue, in Italia 31 focolai più oltre 1200 nei cinghiali selvatici

Peste suina africana. Efsa: diminuiscono i focolai di nei suini dell’Ue, in Italia 31 focolai più oltre 1200 nei cinghiali selvatici

Peste suina africana. Efsa: diminuiscono i focolai di nei suini dell’Ue, in Italia 31 focolai più oltre 1200 nei cinghiali selvatici
Il rapporto evidenzia anche che il numero di Stati membri dell'UE interessati dalla PSA è diminuito per la prima volta dal 2014, passando da 14 a 13, con la Svezia ora indenne dalla malattia e nessun nuovo Paese che abbia segnalato infezioni.

Lo scorso anno i focolai di peste suina africana (PSA) nei suini domestici sono diminuiti dell’83% rispetto al 2023 (da 1929 a 333), si apprende dall’ultimo rapporto epidemiologico annuale dell’EFSA. Il calo è dovuto principalmente alla diminuzione di focolai in Romania e Croazia e rappresenta il numero totale annuale più basso di focolai nell’UE dal 2017.

Il rapporto evidenzia anche che il numero di Stati membri dell’UE interessati dalla PSA è diminuito per la prima volta dal 2014, passando da 14 a 13, con la Svezia ora indenne dalla malattia e nessun nuovo Paese che abbia segnalato infezioni. In un’ottica più ampia, la maggior parte degli Stati membri è stata interessata da focolai sporadici di PSA, mentre è la Romania ad aver avuto il 66% del numero totale di focolai nell’UE. La maggior parte di essi (il 78%) si è verificata in allevamenti con meno di 100 suini. Tuttavia, in Italia e Polonia è stato osservato un aumento dei focolai in allevamenti con più di 100 suini. Sono 32 i focolai segnalati in Italia fra i suini e 1.205 nei cinghiali selvatici. In tutta Europa, il numero di focolai nei cinghiali selvatici è rimasto stabile dal 2022. Il rapporto EFSA indica anche che il 30% di tutti i focolai nei cinghiali selvatici è stato segnalato dalla Polonia.

Nel 2024 gli Stati membri interessati hanno analizzato un numero crescente di campioni di suini domestici provenienti da attività di sorveglianza passiva. Questo tipo di sorveglianza consiste nell’indagare i casi sospetti di malattia e ha permesso di individuare l’80% circa dei focolai di PSA tra i suini domestici e il 70% dei focolai tra i cinghiali selvatici dell’UE. Gli scienziati dell’EFSA raccomandano agli Stati membri interessati di continuare a mirare le misure di monitoraggio alla sorveglianza passiva. Raccomandano inoltre di continuare a eseguire, nelle aree e nei periodi considerati a rischio, il campionamento sistematico dei suini morti (sorveglianza passiva rafforzata) onde garantire l’individuazione precoce della malattia.

Come negli anni precedenti, si è registrata una chiara stagionalità per i focolai nei suini domestici, con il 51% di essi notificato tra luglio e settembre. La maggior parte dei focolai nei suini domestici è stata rilevata tramite sorveglianza passiva basata sul sospetto clinico (79,4%), mentre un numero inferiore di focolai è stato rilevato tramite sorveglianza passiva rafforzata che prevede test sistematici sui suini morti (14,2%) e il 6,4% tramite tracciamento dei contatti dopo il rilevamento del focolaio. Nei cinghiali, il numero di focolai notificati è rimasto stabile dal 2022 (tra 7000 e 8000) con una stagionalità meno chiara rispetto ai suini domestici e un picco invernale osservato solo in Ungheria, Italia, Polonia e Slovacchia. Complessivamente, il 29% delle 23.919 carcasse di cinghiale rinvenute durante le attività di sorveglianza passiva è risultato positivo al virus della PSA mediante PCR, che rappresenta il 70,4% dei focolai nei cinghiali nell’UE. Al contrario, circa lo 0,4% dei 412.753 cinghiali cacciati è risultato positivo al test PCR, che rappresenta il 28,4% dei focolai nei cinghiali. Sebbene l’uso dei test sierologici eseguiti sui cinghiali sia diminuito, il numero di test PCR è rimasto stabile. Nonostante la riduzione del numero di focolai nei suini domestici, la superficie totale delle zone soggette a restrizioni III nell’UE è rimasta stabile, con un leggero aumento delle zone soggette a restrizioni II + III nel 2024.

19 Maggio 2025

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