Proposta di riforma delle professioni della salute: la relazione (quinta parte)

Proposta di riforma delle professioni della salute: la relazione (quinta parte)

Proposta di riforma delle professioni della salute: la relazione (quinta parte)
Il testo della proposta offre la visione di una riforma significativa dello stato giuridico dei professionisti della salute in Italia, con l’obiettivo di migliorare la qualità del Servizio Sanitario Nazionale e garantire una determinante e strategica partecipazione più attiva da parte dei professionisti stessi nella programmazione e nell’erogazione delle cure, andando oltre il potere monocratico del Direttore Generale.

La presente proposta di legge descritta nelle quattro parti già pubblicate (parte prima, parte seconda, parte terza, parte quarta) è a libera, gratuita, parziale o tale disposizione per chi la voglia presentare o condividere o sostenere ed è il frutto di ormai mezzo secolo di esperienza professionale, sindacale, legislativa, ministeriale, regionale, aziendale in materia sanitaria ed in particolare della questione riguardante quelli che chiamo “produttori di salute” cioè l’oltre un milione di professionisti sanitari e sociosanitari impegnati, appunto, nelle linee di produzione della salute sul territorio, negli ospedali, nei dipartimenti di prevenzione e di quelli di salute mentale, nella ricerca scientifica sanitaria.

La proposta di legge inizia con una dichiarazione di valenza quasi costituzionale e cioè l’impegno della Repubblica, intesa come Parlamento, Governo e Regioni, a valorizzare questo personale garantendo loro diritti e aspettative sinora se non negati di sicuro non attuati a fronte di doveri sempre più richiesti e talora non attinenti alle funzioni proprie di una professione della salute.

Il testo della proposta offre la visione di una riforma significativa dello stato giuridico dei professionisti della salute in Italia, con l’obiettivo di migliorare la qualità del Servizio Sanitario Nazionale e garantire una determinante e strategica partecipazione più attiva da parte dei professionisti stessi nella programmazione e nell’erogazione delle cure, andando oltre il potere monocratico del Direttore Generale.

Gli assi portanti della proposta prevedono:
– L’istituzione della Categoria Speciale al pari della altre categorie speciali che garantiscono l’attuazione di un diritto costituzionalmente garantito, a categoria speciale per il personale del SSN appartenente alle professioni e ai profili professionali previsti dalla legge 3/18, il che permetterebbe una contrattazione collettiva specifica per questa categoria, liberandosi reciprocamente della contrattazione del personale amministrativo, tecnico e professionale che rimarrebbe nella contrattazione dei comparti pubblici presso l’ARAN;

– la contrattazione Nazionale e l’Accordo Quadro di Filiera: la contrattazione nazionale per la nuova categoria speciale avverrebbe presso il Ministero della Salute, con la partecipazione di rappresentanti del Ministero del Lavoro e della Solidarietà Sociale, della Funzione Pubblica e delle Regioni, propedeutico alla contrattazione per area (dirigenza medica e sanitaria, professionisti della salute dipendenti, medici e altre professioni convenzionati) è la proposta di un “Accordo Quadro di Filiera” dell’insieme delle realtà pubbliche e private dei professionisti della salute al fine di per omogeneizzare gli istituti contrattuali e favorire la partecipazione sindacale nella programmazione della salute;

– la riforma del Lavoro sanitario e la depenalizzazione dell’atto medico e di quello sanitario: il rapporto di lavoro dei professionisti della salute sarebbe orientato per obiettivi di salute concordati, e si propone la depenalizzazione dell’atto medico, e di quello sanitario eccetto nei casi di colpa grave; andrebbero ridotti gli adempimenti non sanitari o clinici che non rientrano nelle competenze dirette dei professionisti della salute;

– la partecipazione e democratizzazione dell’attività professionale garantendo e una maggiore partecipazione delle rappresentanze sindacali e ordinistiche nella definizione del Patto per la Salute, e a democratizzare l’attività professionale attraverso la riforma del potere monocratico del Direttore Generale, la creazione di organi elettivi rappresentativi, e la non punibilità delle dichiarazioni e atti esercitati in virtù del mandato elettivo;

– la sorveglianza e sicurezza nei luoghi di lavoro prevedendo la presenza di un presidio di pubblica sicurezza nei Dipartimenti di Emergenza e Accettazione, l’attivazione di strumenti di videosorveglianza in presidi a rischio, e la rimozione di ostacoli per garantire l’attuazione del diritto alla salute senza situazioni di disagio per i professionisti e l’attribuzione agli stessi della qualifica di pubblico ufficiale;

– la promozione dell’umanizzazione nei luoghi di assistenza e la realizzazione di campagne mediatiche per sensibilizzare la popolazione sul ruolo strategico dei professionisti della salute e sulle modifiche legislative introdotte;

– la riforma del mercato del lavoro con il divieto di ricorrere ad agenzie interinali o cooperative, prevendo per i medici e gli altri professionisti sanitari in specializzazione uno specifico contratto di formazione lavoro, inserito all’interno del contratto della dirigenza, analogo contratto di formazione lavoro per gli studenti del terzo anno del corso di laurea abilitante degli infermieri e di altre professioni sanitarie;

– uno specifico articolato impegno per affrontare e risolvere l’emergenza infermieristica e di altre professioni;

– una diversa riforma della formazione specialistica e delle lauree triennali abilitanti attraverso una maggiore responsabilizzazione e partecipazione del SSN.

È, pertanto, una proposta di legge che riflette una visione ampia e articolata della riforma del settore della salute, mirando a coinvolgere attivamente i professionisti nella gestione del sistema sanitario e a migliorare le condizioni di lavoro e la qualità delle cure offerte.

È evidente che l’attuazione di una riforma di questa portata ha bisogno di un approfondito e partecipato dibattito e una valutazione dettagliata degli impatti e delle implicazioni.

Saverio Proia

Saverio Proia

31 Gennaio 2024

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