Prosegue il declino demografico: nel 2024 fecondità al minimo storico e popolazione sempre più anziana. La speranza di vita cresce e supera i livelli pre Covid. I nuovi dati Istat

Prosegue il declino demografico: nel 2024 fecondità al minimo storico e popolazione sempre più anziana. La speranza di vita cresce e supera i livelli pre Covid. I nuovi dati Istat

Prosegue il declino demografico: nel 2024 fecondità al minimo storico e popolazione sempre più anziana. La speranza di vita cresce e supera i livelli pre Covid. I nuovi dati Istat
Il 2024 si conferma un anno di svolta per la demografia italiana. I segnali di allarme sono molteplici: una natalità ai minimi, una popolazione sempre più anziana, un tessuto familiare che cambia e una mobilità che accentua le disuguaglianze territoriali. Boom di emigrazioni italiane: raggiunta quota 191mila (+20,5%) soprattutto verso Germania, Spagna e Regno Unito. Segnale positivo sul fronte della salute: la speranza di vita torna a crescere, raggiungendo gli 83,4 anni, con un guadagno di 5 mesi rispetto al 2023. I DATI

Il quadro demografico italiano tracciato dall’Istat nel report Indicatori demografici 2024 conferma un’Italia in profonda trasformazione: meno nascite, più emigrazioni, invecchiamento marcato della popolazione e strutture familiari sempre più ristrette. Un lento ma costante declino che incide sul tessuto sociale ed economico del Paese.

Fecondità mai così bassa: solo 1,18 figli per donna
Nel 2024 la fecondità ha toccato il minimo storico: 1,18 figli per donna, superando al ribasso il precedente record negativo del 1995 (1,19). I nuovi nati sono stati solo 370mila, 10mila in meno rispetto al 2023 e ben 156mila in meno rispetto al 1995. A pesare è anche l’età media delle madri, salita a 32,6 anni, segno di una maternità sempre più posticipata.

Popolazione in calo, ma con divari territoriali
La popolazione residente al 31 dicembre 2024 è di 58 milioni e 934mila unità, in calo di 37mila (-0,6 per mille). Tuttavia, il decremento non è omogeneo: mentre il Nord cresce (+1,6 per mille), il Mezzogiorno continua a perdere abitanti (-3,8 per mille), con punte critiche in Basilicata (-6,3) e Sardegna (-5,8).

Cresce la speranza di vita: superati i livelli pre-Covid
Segnale positivo sul fronte della salute: la speranza di vita torna a crescere, raggiungendo gli 83,4 anni, con un guadagno di 5 mesi rispetto al 2023. Gli uomini possono ora aspettarsi 81,4 anni di vita, le donne 85,5. Si tratta di valori superiori anche al periodo pre-pandemico, confermando il superamento dell’emergenza sanitaria.

Boom di emigrazioni italiane, ma anche di acquisizioni di cittadinanza
Le emigrazioni verso l’estero hanno raggiunto quota 191mila (+20,5%), spinte dall’esodo di cittadini italiani (156mila, +36,5%). I Paesi preferiti sono Germania, Spagna e Regno Unito. Al tempo stesso, sono aumentate le acquisizioni di cittadinanza italiana: 217mila nel 2024, nuovo record assoluto. In testa gli albanesi (31mila), seguiti da marocchini e rumeni.

Famiglie sempre più piccole e sole
Il numero medio di componenti per famiglia è sceso a 2,2, rispetto ai 2,6 di venti anni fa. Oggi oltre un terzo delle famiglie italiane (36,2%) è costituito da una sola persona. Le coppie con figli rappresentano meno del 30%, mentre aumentano le famiglie monogenitoriali (10,8%) e quelle senza figli (20,2%).

Italia che invecchia: 1 su 4 ha più di 65 anni
L’età media della popolazione ha raggiunto i 46,8 anni. I residenti over 65 sono 14,6 milioni (24,7% della popolazione), in crescita. Particolarmente significativa la crescita degli ultra85enni (2,4 milioni) e degli ultracentenari (oltre 23.500, l’83% donne). Solo l’11,9% della popolazione ha meno di 14 anni.

Nord attrattivo, Sud in fuga
Il saldo migratorio interno penalizza il Mezzogiorno (-52mila), mentre il Nord guadagna 47mila residenti grazie ai trasferimenti da altre aree del Paese. L’Emilia-Romagna è la regione più attrattiva (+2,7 per mille), seguita da Piemonte e Valle d’Aosta.

Il 2024 si conferma un anno di svolta per la demografia italiana. I segnali di allarme sono molteplici: una natalità ai minimi, una popolazione sempre più anziana, un tessuto familiare che cambia e una mobilità che accentua le disuguaglianze territoriali. Politiche strutturali, investimenti nei servizi per le famiglie, nel lavoro giovanile e nell’integrazione potrebbero essere le leve per invertire una rotta che appare oggi sempre più in discesa.

31 Marzo 2025

© Riproduzione riservata

Avere figli aumenta le possibilità di povertà o esclusione sociale, Italia quinta in Ue per rischio. I dati Eurostat
Avere figli aumenta le possibilità di povertà o esclusione sociale, Italia quinta in Ue per rischio. I dati Eurostat

Avere figli aumenta il rischio di povertà o esclusione sociale. I dati pubblicati oggi da Eurostat non dovrebbero stupire, considerato il trend di denatalità che colpisce molti Paesi. Ma il...

Personale sanitario, solo 9 Paesi Ue fissano standard nazionali
Personale sanitario, solo 9 Paesi Ue fissano standard nazionali

Un’Europa divisa tra modelli rigidi, sistemi flessibili e governance locale. È questa la fotografia che emerge dal nuovo report europeo sugli standard di personale sanitario nei sistemi sanitari, che analizza...

Mieloma multiplo, eccellenza clinica ma sistema in affanno. L’indagine di Cittadinanzattiva
Mieloma multiplo, eccellenza clinica ma sistema in affanno. L’indagine di Cittadinanzattiva

Il sistema ematologico italiano per la cura del mieloma multiplo vanta standard clinici di alto livello, ma mostra al contempo crepe strutturali significative e un costo umano ed economico ancora...

L’importanza degli screening cardiovascolari, da fare entro i 35 anni. L’invito di Efpia
L’importanza degli screening cardiovascolari, da fare entro i 35 anni. L’invito di Efpia

Le malattie cardiovascolari uccidono circa 1,7 milioni di persone ogni anno nell'Unione Europea, colpiscono circa 62 milioni di cittadini e generano costi economici superiori a 282 miliardi di euro all'anno....