Rapporto Banco Farmaceutico. Con la pandemia aumentate di quasi il 40% le persone che non hanno soldi per acquistare i farmaci: nel 2021 sono 600 mila

Rapporto Banco Farmaceutico. Con la pandemia aumentate di quasi il 40% le persone che non hanno soldi per acquistare i farmaci: nel 2021 sono 600 mila

Rapporto Banco Farmaceutico. Con la pandemia aumentate di quasi il 40% le persone che non hanno soldi per acquistare i farmaci: nel 2021 sono 600 mila
Si tratta di 163.387 persone in più rispetto alle 434.173 del 2020. “A causa della crisi economica derivante dalla pandemia - ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico che ha curato il rapporto - molte persone sono state spinte in una situazione di indigenza, e chi già era povero vive una condizione di ulteriore marginalità”. 

Nel 2021, almeno 597.560 persone povere non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno. Si tratta di 163.387 persone in più rispetto alle 434.173 del 2020. Si è registrato, quindi, un incremento del 37,63% di persone in povertà sanitaria. 

È quanto emerge dal 9° Rapporto Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci realizzato da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico). I dati, rilevati attraverso la rete dei 1.790 enti assistenziali convenzionati con il Banco ed elaborati da OPSan, sono stati presentati oggi in un convegno in diretta streaming promosso da Banco Farmaceutico e AIFA.
 
L’aumento del numero di persone in difficoltà economiche per l'acquisto di farmaci è anch'esso – sottolineano i ricercatori – una conseguenza della pandemia da Covid-19 che ha arrecato gravi danni alla salute e al reddito di milioni di residenti. deriva dalla pandemia da Covid-19 che ha arrecato gravi danni alla salute e al reddito di milioni di residenti.  

Nonostante il forte universalismo del nostro Servizio Sanitario Nazionale, il 42,2% della spesa farmaceutica resta comunque a carico delle famiglie, che nel 2020 (ultimi dati disponibili) hanno speso 8,7 miliardi di euro su un totale di 20,5 miliardi.

E chi è povero ha in media un budget sanitario pari a 10,25 euro, meno di 1/5 (17%) della spesa sanitaria di chi non è povero (60,96 euro mensili). Per le famiglie povere, inoltre, ben il 62% della spesa sanitaria (6,37 euro) è assorbita dai farmaci e solo il 7% (0,75 euro) è dedicata ai servizi dentistici. Questo determina esiti problematici, poiché ai servizi dentistici si ricorre spesso in funzione preventiva oltre che terapeutica. Le famiglie non povere, invece, destinano il 43% del proprio budget sanitario mensile (25,94 euro) all’acquisto di medicinali e il 21% ai servizi dentistici (12,6 euro)
 
Sia i poveri, sia i non poveri, compiono un “investimento” o un “sacrificio” simile per tutelare la propria salute. Il peso della spesa sanitaria sul totale della spesa per consumi si attesta, per entrambi, su valori molto simili (2% vs. 1,6%) anche se con valori monetari molto distanti (60,96 euro vs. 10,25 euro).
 
Le difficoltà riguardano tutti i residenti, poveri e non poveri: nel 2020 il 15,7% delle famiglie italiane (4 milioni 83 mila famiglie, pari a 9 milioni 358 mila persone) ha risparmiato sulle cure, limitando il numero delle visite e degli accertamenti o facendo ricorso a centri diagnostici e terapeutici più economici. Hanno fatto ricorso a una di queste strategie 33 famiglie povere su 100 e 14 famiglie non povere su 100.
 
“A causa della crisi economica derivante dalla pandemia –  ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico – molte persone sono state spinte in una situazione di indigenza, e chi già era povero vive una condizione di ulteriore marginalità. Il nostro Rapporto rappresenta non tanto e non solo un’analisi sociologica e statistica della povertà, quanto uno strumento per consentire a Banco Farmaceutico di poter fare meglio il proprio lavoro (raccogliere farmaci per gli indigenti) e per smuovere idee e coscienze, fornendo al dibattito alcuni suggerimenti in termini di politiche pubbliche”.
 
“Crediamo in particolare che, sia nell’ambito del PNRR, sia in quello delle strategie sanitarie generali, occorra valorizzare adeguatamente il ruolo sussidiario del Terzo settore. Crediamo sia sufficiente guardare a ciò che già esiste. A quello che accade, per esempio in alcune regioni, dove gli enti assistenziali hanno assunto una funzione di sistema non ignorabile dalle istituzioni pubbliche, le quali considerano tali enti partner delle politiche sanitarie, coinvolgendole talora nella co-progettazione del welfare locale a sostegno dei poveri”, ha concluso Daniotti. 
 

16 Dicembre 2021

© Riproduzione riservata

Salute globale. Più accesso alle cure per 567 milioni di persone: i progressi dell’Oms nel 2025 tra tagli e sfide aperte
Salute globale. Più accesso alle cure per 567 milioni di persone: i progressi dell’Oms nel 2025 tra tagli e sfide aperte

Più 567 milioni di persone con accesso ai servizi sanitari essenziali senza spese catastrofiche, grazie ai progressi nella lotta contro le malattie infettive, in particolare HIV e tubercolosi, e alla...

Morbillo e rosolia. Ue/See, In un anno oltre 4.600 casi di morbillo, 6 i decessi. Italia terzo paese colpito. Solo 83 invece casi di rosolia e 0 morti
Morbillo e rosolia. Ue/See, In un anno oltre 4.600 casi di morbillo, 6 i decessi. Italia terzo paese colpito. Solo 83 invece casi di rosolia e 0 morti

In dodici mesi l’Europa torna a fare i conti con il morbillo: 4.623 casi segnalati tra il 1° marzo 2025 e il 28 febbraio 2026 nei Paesi UE/SEE, a fronte...

World Malaria Day. Nel 2024 oltre 282 mln di casi e 610mila morti nel mondo. Tanti i progressi, ma anche i rischi nonostante innovazioni e vaccini
World Malaria Day. Nel 2024 oltre 282 mln di casi e 610mila morti nel mondo. Tanti i progressi, ma anche i rischi nonostante innovazioni e vaccini

La malaria continua a mietere centinaia di migliaia di morti nel mondo: nel 2024 si sono registrati circa 282 milioni di casi e 610mila cessi, un leggero aumento rispetto al...

La sfida di Decaro per la sanità pugliese: dal disavanzo ai costi standard
La sfida di Decaro per la sanità pugliese: dal disavanzo ai costi standard

Un vero leader è colui che sa leggere fino in fondo un problema complesso, scomponendolo in una serie di domande più semplici senza però smarrirne la visione d’insieme. Il tutto...