Sangue cordonale: crescono le donazioni, nel 2010 oltre 20mila unità raccolte

Sangue cordonale: crescono le donazioni, nel 2010 oltre 20mila unità raccolte

Sangue cordonale: crescono le donazioni, nel 2010 oltre 20mila unità raccolte
Ha superato le 32.000 unità l'inventario delle Banche pubbliche italiane per la raccolta di sangue del cordone ombelicale, con 19.727 unità raccolte nel 2010 contro le 16.207 dello scorso anno. Ma secondo gli esperti ne servirebbero almeno il triplo. Sono questi i principali numeri del Report 2010 del Centro nazionale Sangue.

Sono 19.727 le unità di cellule staminali emopoietiche donate in Italia nel 2010, contro le 16.207 dello scorso anno. Cresce, quindi, la raccolta solidaristica mentre diminuisce l’esportazione di campioni di sangue cordonale ad uso autologo presso le banche private, passato da circa 15.000 unità nel 2009 a 12.000 nel 2010. Lo rileva il Report sulle Banche di sangue di cordone ombelicale diffuso nei giorni scorsi dal Centro Nazionale Sangue. In cui si spiega che l’inventario nazionale ha raggiunto oggi oltre 32.000 unità, ma tuttavia si tratta di una quota ancora molto bassa. Per dare ai pazienti una maggiore possibilità di trovare una donazione totalmente compatibile e con adeguata cellularità, spiegano gli esperti, l’inventario nazionale dovrebbe essere addirittura triplicato.
Il trend, però, fa ben sperare. Soprattutto perché, spiega il Centro nazionale sangue, “la fonte è maggiormente diversificata”. A contribuire a questo risultato, oltre alle “storiche” banche di Milano e Pavia, certificate FACT, di Torino, di Padova, di Firenze e di  Roma sono state anche altre strutture come Treviso, Bologna, Pescara, Pisa, e Reggio Calabria, a dimostrare che l’attività della rete pubblica sta migliorando i suoi standard di sistema.
L’Italia, spiega il Centro in una nota, sta lavorando soprattutto sulla qualità e rende assolutamente stringenti i requisiti di idoneità al bancaggio, escludendo campioni con dosaggi cellulari al di sotto di 1 miliardo di staminali emopoietiche. “Questa che apparentemente può sembrare una rigidità del sistema, invece rappresenta un punto di forza: l’inventario italiano è costituito da un ‘patrimonio’ cellulare biologicamente sicuro e già tipizzato, dunque di immediata disponibilità”. A supporto della donazione, inoltre, la comunità scientifica italiana sta elaborando un position statement nel quale illustrerà perché al momento, in mancanza di evidenze scientifiche, sia inutile conservare per sé il sangue di cordone ombelicale (conservazione autologa), ma al contrario, sia auspicabile favorirne la raccolta a scopo solidaristico per arrivare in tempi brevi all’obiettivo di 75.000 donazioni a dimora nell’inventario nazionale.
Dal 1993 ad oggi, nel mondo, sono circa 1.500.000 famiglie che hanno donato il sangue del cordone ombelicale dei propri figli riuscendo a creare un inventario mondiale di 537.276 unità, contenenti ciascuna una dose cellulare adeguata per il trapianto di cellule staminali emopoietiche. Finora questo sistema ha consentito di realizzare circa 20.000 trapianti in pazienti affetti da leucemia, linfoma, talassemia, malattie metaboliche e difetti immunologici.
 

29 Marzo 2011

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