Sanità e disuguaglianze, l’allarme Ue: “Chi è povero vive fino a 7 anni in meno”. In Italia divario Nord-Sud e spesa privata alle stelle

Sanità e disuguaglianze, l’allarme Ue: “Chi è povero vive fino a 7 anni in meno”. In Italia divario Nord-Sud e spesa privata alle stelle

Sanità e disuguaglianze, l’allarme Ue: “Chi è povero vive fino a 7 anni in meno”. In Italia divario Nord-Sud e spesa privata alle stelle
La Commissione europea mette in evidenza come le disuguaglianze socio-economiche e le condizioni di povertà incidano pesantemente sulla salute dei cittadini nei 27 Stati membri. L’analisi mostra che i gruppi più vulnerabili hanno aspettative di vita inferiori e maggiore difficoltà ad accedere a servizi sanitari di qualità. Nel focus sull’Italia, il rapporto segnala un forte divario Nord-Sud, una quota elevata di spesa sanitaria privata e difficoltà nell’assicurare equità di accesso, soprattutto per le fasce a basso reddito. IL RAPPORTO

Il documento della Commissione europea mette in relazione salute, povertà e disuguaglianze sociali. Nei Paesi membri, chi appartiene a gruppi socialmente ed economicamente svantaggiati ha un’aspettativa di vita mediamente più bassa, spesso di 5-7 anni rispetto alle classi più abbienti. Inoltre si evidenzia come l’accesso ai servizi sanitari risulti particolarmente critico per le persone con redditi bassi, con percentuali di rinuncia alle cure più elevate nei Paesi dell’Europa orientale e meridionale.

La Commissione sottolinea anche che la spesa sanitaria pubblica, in diversi Stati, non riesce a compensare le disuguaglianze strutturali. Ne deriva un aumento della spesa “out of pocket” che grava maggiormente sulle famiglie vulnerabili. Il documento lega questi fenomeni anche alla crisi del costo della vita e alla persistente scarsità di personale sanitario.

Il focus sull’Italia

L’Italia è citata come uno degli esempi di Paese dove il divario socio-economico si traduce direttamente in disuguaglianza sanitaria. I dati mostrano:

-Divario Nord-Sud: Le regioni meridionali presentano indicatori peggiori di salute, maggiore mortalità evitabile e una più alta quota di cittadini che rinunciano alle cure per motivi economici.

-Spesa privata elevata: La componente “out of pocket” supera il 22% della spesa sanitaria totale con famiglie a basso reddito più esposte al rischio di impoverimento sanitario.

-Accesso ai servizi: Persistono difficoltà di accesso a prestazioni specialistiche e diagnostiche, aggravate da liste d’attesa e carenza di personale.

– Aspettativa di vita: Pur restando sopra la media UE, l’Italia registra una forbice significativa: chi ha un basso livello di istruzione vive in media 4-5 anni in meno rispetto a chi ha titoli di studio elevati.

Il rapporto evidenzia che le politiche di welfare sanitario hanno in parte attutito l’impatto delle crisi economiche, ma il sistema rimane esposto alle fragilità di lungo periodo: invecchiamento della popolazione, carenze di programmazione del personale e disparità regionali.

26 Settembre 2025

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