Spesa sanitaria. “Laboratorio Fiaso” per studiare nuove forme di finanziamento delle Asl

Spesa sanitaria. “Laboratorio Fiaso” per studiare nuove forme di finanziamento delle Asl

Spesa sanitaria. “Laboratorio Fiaso” per studiare nuove forme di finanziamento delle Asl
Dai tagli di spesa al recupero di efficienza con un migliore riparto delle risorse. É l’obiettivo della ricerca, che parte oggi, realizzata da Fiaso con il contributo di Eli Lilly, con la collaborazione del Ceis-Tor Vergata. Superare il modello basato sulla spesa storica.

Sulla spesa della sanità si puntano spesso i riflettori per additare sprechi veri o presunti ma poco o nulla si è indagato sulle modalità con le quali si allocano le risorse tra le aziende, per comprendere se il finanziamento sia una delle leve, forse la più importante, per premiare chi è efficiente e disincentivare chi non lo è.  Un problema cardine non solo per il buon funzionamento della sanità ma anche per garantire quei regolari flussi di cassa che sono poi indispensabili a dare certezze sui tempi di pagamento dei fornitori.
 
Proprio per mettere a fuoco le distorsioni degli attuali criteri di finanziamento delle aziende sanitarie prende il via oggi, giovedì 11 aprile, il Laboratorio Fiaso sui criteri di riparto intra-regionale, realizzato con il contributo di Eli Lilly e la collaborazione scientifica del Ceis Tor Vergata.

“Del resto già altri studi condotti da FIASO – ricorda il Presidente della Federazione di Asl e Ospedali,  Valerio Fabio Alberti – hanno in parte evidenziato come il criterio fino ad oggi prevalente di riparto delle risorse sia di fatto tarato sulla spesa storica, che non premia i migliori e finisce anzi per alimentare inefficienze”. “Il Laboratorio sul governo del territorio – ricorda il Presidente Fiaso – ha già analizzato la correlazione tra spesa pro-capite complessiva e tasso di ospedalizzazione in un gruppo di 12 Aziende rappresentativo di varie realtà regionali.  Ebbene la Asl con la spesa pro-capite più alta, 1.989 euro, riscontra anche il tasso di ospedalizzazione tra i più bassi (164). Mentre le aziende con minor finanziamento pro-capite (tra i  1.400 e i 1.500 euro) registrano spesso tassi di ospedalizzazione in linea con la media o addirittura più alti.  Evidentemente l’utilizzo inappropriato di strutture ospedaliere non è la causa unica  o prevalente dell’incremento dei costi, ma ci sono altri fattori non adeguatamente governati.”
Analizzando un altro campione di sette aziende ospedaliere si evince invece  che i finanziamenti integrativi regionali variano in modo incomprensibile da un minimo del 20% a un massimo del 60% dei costi.

“Obiettivo del Laboratorio  – spiega il Direttore di Fiaso, Nicola Pinelli – è quello di individuare sistemi di finanziamento che premiando le aziende più efficienti consenta poi in un ciclo virtuoso di attivare sistemi premianti in grado di motivare il personale. Che nella sanità per il suo livello professionale resta elemento imprescindibile per raggiungere qualsiasi obiettivo di qualità ed efficienza”.      
 
 
Un’altra spia delle distorsioni presenti nei criteri di riparto intra-regionale viene dal  differenziale del 24,15% nel 2009 del finanziamento pro-capite di una ventina di Asl abbastanza uniformi per caratteristiche territoriali. Differenziale aumentato di  ben 7 punti percentuali dal 2004, quando lo spread tra la quota capitaria massima e quella minima era, in quel contesto,  del 17,40%.
Compito del Laboratorio sarà quello di passare da una osservazione empirica ad uno studio analitico dei criteri di riparto intra-regionale, fornendo da ultimo proposte per ottimizzare gli stessi meccanismi di ripartizione delle risorse. “Nella consapevolezza – conclude Alberti – che attraverso l’adeguatezza dei criteri di riparto passa anche la capacità di valutare l’efficienza manageriale e, quindi, una migliore tutela dei cittadini e dei fornitori privati”.

“Questo progetto mostra elementi di innovatività, con grande potenziale di ricadute positive sulla vita del paziente e di efficentamento dell’intero sistema” spiega Maurizio Guidi, Direttore Affari Istituzionali Eli Lilly. “Lilly Italia è stata una delle prime aziende a mettere a disposizione il know how per supportare e realizzare dei progetti con le amministrazioni sanitarie pubbliche, offrendo un supporto che va oltre il farmaco.  Abbiamo già realizzato fino a oggi oltre 20 progetti in molte regioni, progetti che hanno in comune tre principi ispiratori: conducono a un miglioramento concreto del servizio sanitario, lasciano invariati i costi per il sistema, danno maggiore certezza del percorso diagnostico e assistenziale per il paziente”

11 Aprile 2013

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