Traumi. Studio Iss: uno su dieci è agli arti superiori

Traumi. Studio Iss: uno su dieci è agli arti superiori

Traumi. Studio Iss: uno su dieci è agli arti superiori
Oltre 1 milione di persone si recano ogni anno al PS per questo genere di infortuni, producendo il 6% del totale degli accessi e 200mila ricoveri. Queste le stime che l’Iss ha rilevato per il progetto “Manisicure” della Sicm. Lanciata una campagna di prevenzione per gli infortuni alla mano del bambino.

Sono oltre 1 milione e 300 mila le persone che ogni anno si recano in Pronto Soccorso per un infortunio all’arto superiore costituendo il 6% del totale degli accessi al pronto soccorso e il 20% degli accessi per trauma e 200mila i ricoverati. Sono queste le stime che l’Istituto superiore di sanità ha rilevato per il progetto “Manisicure” della Società italiana di chirurgia della mano (Sicm) e che costituiscono il focus del workshop “Tre anni per la prevenzione dei traumi all’arto superiore” in programma oggi all’Iss. Durante l’incontro è stata presentata la Campagna di prevenzione degli infortuni alla mano del bambino per il triennio 2013-2015 della Sicm.

L’Iss ha quantificato in una forbice compresa tra 1.383.000 e 1.606.000 il numero di prestazioni annue di pronto soccorso secondarie a traumatismi dell’arto superiore. “Si tratta di una patologia mediamente non grave ma certamente assai frequente dal momento che in Pronto Soccorso 1 prestazione su 5 secondaria a incidente o violenza interessa l’arto superiore – ha affermato Alessio Pitidis, direttore del reparto Ambiente e Traumi e responsabile del Siniaca, il sistema di sorveglianza degli incidenti in casa – dai dati sintetici risulta che circa 890mila all’anno sono gli accessi in pronto soccorso per un trauma alla mano mentre oltre 660mila/anno sono quelli che interessano il braccio. Non sono rare le situazioni mediamente critiche, suscettibili di rischio evolutivo negativo se non trattate adeguatamente: oltre 1 accesso su 10 arriva in codice giallo o talvolta anche rosso”.

Il tasso di ricovero tra gli infortunati alla mano o al braccio è in media del 10% ma con differenze marcate se l’infortunio principale è localizzato alla mano (5,1%) ovvero al braccio (17,4%). Complessivamente i ricoveri con diagnosi di lesioni al braccio e/o alla mano registrati nel sistema delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) sono circa 200mila (circa 1,8% del totale dei ricoveri che si registrano in un anno in Italia e il 20% di quelli per trauma), con un tasso di incidenza di circa 340 casi per 100.000 ab./anno. I maschi con circa 111mila casi presentano un’incidenza superiore a quella delle femmine (387 vs 280 casi per 100.000 ab./anno) che contano circa 86mila ricoveri. L’andamento per età dei tassi di incidenza di ricovero ospedaliero mostra 2 picchi, il primo (400 casi per 100.000 ab./anno) centrato sui 12 anni di età, il secondo nelle età più avanzate (700 casi per 100.000 ab./anno).
Per la maggior parte si tratta di prestazioni ospedaliere in regime di ricovero ordinario (81,3%) che nel 62% dei casi riveste carattere di urgenza, tuttavia per i traumi alla mano la quota di ricoveri in regime di Day Hospital sale al 26,6%, indipendentemente dal genere del soggetto ricoverato.

Principalmente (58,3%) il ricovero avviene per lesioni singole (solo mano o solo braccio), soprattutto in caso di lesione alla mano dove la lesione singola arriva al 65,1%, tuttavia va rimarcato come il multitrauma delinei un quadro più grave – indice di maggior violenza nel trauma – con una degenza media 3 volte superiore rispetto alla lesione singola (8,8 vs 2,9 giorni di degenza). La distribuzione dei casi di ricovero per genere e distretto corporeo interessato mostra una forte associazione tra traumi alla mano e genere maschile mentre le lesioni al braccio interessano maggiormente il genere femminile.

Nel campione di ricoveri dove è nota l’eziologia spicca il ruolo degli incidenti sul lavoro che in termini relativi pesano tre volte di più nei traumi della mano rispetto a quelli che interessano il braccio. Nei bambini (0-14 anni) l’intervento più praticato l’applicazione di un tutore per le fratture dell’avambraccio (30%), nei giovani (15-30 anni) la chirurgia eseguita per la riduzione della frattura di carpo e metacarpo (13%), negli adulti (31-65 anni) la riduzione cruenta della frattura di radio e dell’ulna, (10%), mentre tra gli anziani (oltre 65 anni) prevale frattura dell’omero (17%). Alla luce di dati così allarmanti la Sicm ha costituito il gruppo di studio per la prevenzione degli infortuni alla mano, TrauMaNo e ha indetto la Campagna di Prevenzione degli Infortuni alla Mano del Bambino per il triennio 2013-2015 con il coinvolgimento del Ministero della Salute, del Miur e del Ministero dell'Interno.

 

13 Maggio 2013

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