“Il gusto nel percorso di cura”. Al Santo Stefano di Prato nuovo progetto pilota per la disfagia

“Il gusto nel percorso di cura”. Al Santo Stefano di Prato nuovo progetto pilota per la disfagia

“Il gusto nel percorso di cura”. Al Santo Stefano di Prato nuovo progetto pilota per la disfagia

Grazie a un macchinario di ultima generazione installato nella cucina dell’ospedale, il cibo viene trasformato in una mousse adatta alla deglutizione sicura per i pazienti disfagici, senza alterare il gusto delle pietanze. Il Dg Mari: “Un modello di presa in carico integrata che mette al centro la persona”.

Parte dall’ospedale Santo Stefano dell’Asl Toscana centro il progetto pilota “Il gusto nel percorso di cura”, nato dall’integrazione tra diverse professionalità: medici specialisti della SOC ORL 1, logopedisti, nutrizionisti e operatori della ristorazione. Grazie a un approccio multidisciplinare, il progetto consente di definire proposte alimentari personalizzate, calibrate sul quadro clinico e sul percorso terapeutico di ciascun paziente, con l’obiettivo di rendere il cibo un elemento centrale nel processo di cura e riabilitazione.

La disfagia, ossia la difficoltà ad alimentarsi, è una condizione clinica altamente invalidante che interessa il 15% della popolazione over 65, l’80% dei pazienti post-ictus, oltre a persone affette da patologie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e SLA, da sindromi neuro-infiammatorie come la sclerosi multipla e da tumori delle vie aereodigestive superiori.

Nella pratica, illustra la Asl Toscana Centro in una nota, grazie a un macchinario di ultima generazione installato nella cucina dell’ospedale, il cibo viene trasformato in una mousse adatta alla deglutizione sicura per i pazienti disfagici, senza alterare il gusto delle pietanze. Questo consente di rendere il momento del pasto più piacevole e gratificante, stimolando l’appetito e rispettando le esigenze cliniche del paziente. Nel corso della mattinata sono stati preparati alcuni piatti dimostrativi per la degustazione.

Il progetto è stato presentato ieri mattina nella Sala Cembalo dell’ospedale di Prato, alla presenza del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani; dell’assessora regionale alla Cultura, Cristina Manetti; del direttore generale dell’Asl Toscana Centro Valerio Mari. Presenti la dott.ssa Maria Teresa Mechi, direttrice del presidio ospedaliero e della Rete Ospedaliera, il dottor Antonio Sarno, direttore della SOC ORL 1 Firenze-Prato-Pistoia, la dott.ssa Laura Belli, direttrice esecutiva dei Servizi Soft dell’ospedale, la dott.ssa Monica Chiti, direttore SOC Assistenza Infermieristica area territoriale Prato, i professionisti della ristorazione e alcuni pazienti che hanno preso parte al progetto. È stata infatti già avviata, nel percorso ospedaliero, l’implementazione del nuovo sistema di lavorazione del cibo denominato “IoSano”.

Il progetto pilota vede la stretta collaborazione della SOC ORL 1 Firenze-Prato-Pistoia dell’Asl Toscana Centro, diretta dal dottor Antonio Sarno, responsabile anche dell’HUB aziendale di Chirurgia complessa Testa-Collo dell’ospedale Santo Stefano.

Considerata la numerosità dei pazienti e la complessità dei casi trattati dalla SOC ORL 1, il progetto “Il gusto nel percorso di cura” nasce come iniziativa pilota rivolta in particolare ai pazienti con neoplasie del distretto testa-collo. L’obiettivo è garantire pasti sicuri e adeguati alle esigenze cliniche, intervenendo su consistenze e modalità di preparazione, ma preservando gusto e riconoscibilità degli alimenti. In questo modo, il momento del pasto assume un valore più ampio, diventando parte integrante del percorso di cura e contribuendo al benessere complessivo durante il ricovero.

Il progetto si integra inoltre con un percorso più ampio che prosegue dopo la dimissione ospedaliera. Attraverso ambulatori dedicati alla disfagia presenti nei territori di Firenze, Prato e Pistoia, i medici specialisti e i logopedisti lavorano sul completamento della riabilitazione dei pazienti, sia dopo interventi chirurgici sia in presenza di disfagia dovuta ad altre cause, come patologie neurologiche, infiammatorie, vascolari, degenerative o legate all’invecchiamento.

La sperimentazione di questa prima parte del progetto dedicata ai pazienti con neoplasie del distretto testa collo terminerà l’11 maggio. Il servizio verrà poi esteso a tutti i degenti con disfagia dell’ospedale che ne abbiano necessità, con una fornitura media prevista di oltre 100 pasti al giorno.

“Siamo molto soddisfatti di questo progetto, che riconosce all’alimentazione un ruolo centrale nel percorso di cura dei pazienti con disfagia – ha dichiarato il Direttore generale Valerio Mari – Non si tratta solo di un intervento assistenziale, ma di un modello di presa in carico integrata che mette al centro la persona. È anche la dimostrazione della capacità del nostro sistema sanitario di innovare e rispondere in modo concreto a bisogni spesso poco visibili. Un ringraziamento sentito va a tutti i professionisti coinvolti, che con competenza e dedizione hanno reso possibile questo risultato”.

“L’impegno – ha spiegato il dottor Antonio Sarno – è quello di sviluppare un percorso di recupero dell’alimentazione anche per pazienti dimessi dall’ospedale, supportandoli nel processo riabilitativo, coinvolgendo i caregiver e aumentando la consapevolezza su una problematica altamente invalidante. L’obiettivo è quello di restituire autonomia e ridurre complicanze. Ringrazio L’Azienda, il Dipartimento delle specialistiche chirurgiche, medici, staff infermieristico e tutti i professionisti coinvolti nel progetto per il fondamentale supporto”.

Alla presentazione è intervenuta l’Assessora regionale alla Cultura, all’Università alla Ricerca e all’Editoria che ha annunciato l’evoluzione del progetto in un’iniziativa editoriale: un libro che raccoglierà ricette dedicate ai pazienti disfagici, sviluppate con il contributo di uno chef stellato. Un modo concreto per coniugare salute, cultura e qualità della vita, restituendo al momento del pasto sicurezza, ma anche piacere e socialità.

Il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha infine evidenziato il valore strategico dell’iniziativa. Il macchinario utilizzato consente infatti di trasformare gli alimenti in preparazioni sicure e al tempo stesso appetibili, migliorando significativamente l’esperienza del paziente. Un risultato che premia la visione, la collaborazione e la passione di chi ha creduto in questo progetto.

29 Aprile 2026

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