Acn stralcio Case di Comunità: ecco perché non abbiamo firmato

Acn stralcio Case di Comunità: ecco perché non abbiamo firmato

Acn stralcio Case di Comunità: ecco perché non abbiamo firmato

Gentile Direttore, vorremmo dire la nostra opinione, il giorno dopo che ACN stralcio di medicina generale è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, su una procedura che incide negativamente sul lavoro dei medici di famiglia. Riteniamo che non si possa intervenire su un Accordo Collettivo Nazionale già sottoscritto in precedenza, inserendo norme su Case di Comunità e ruolo unico senza un confronto adeguato su programmazione, servizi

 

Gentile Direttore, vorremmo dire la nostra opinione, il giorno dopo che ACN stralcio di medicina generale è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, su una procedura che incide negativamente sul lavoro dei medici di famiglia.

Riteniamo che non si possa intervenire su un Accordo Collettivo Nazionale già sottoscritto in precedenza, inserendo norme su Case di Comunità e ruolo unico senza un confronto adeguato su programmazione, servizi, organizzazione del lavoro e ricadute sul rapporto medico-paziente. La medicina generale non può essere cambiata sulla testa dei medici e dei pazienti.

Rimaniamo basiti dal silenzio e dalla timidezza politica; della assenza di progettualità del Governo. Ci sorprende la morbida se non assente distrazione di tutto il Parlamento. Non abbiamo firmato l’Accordo Collettivo Nazionale stralcio sulle Case di Comunità e continueremo a difendere la dignità del lavoro medico e il rapporto di fiducia medico-paziente, perché riteniamo che siano state messe in atto procedure illegittime realizzate con la condivisione politica della FIMMG, sindacato di categoria maggioritario. Si è utilizzando e abusato il termine di responsabilità istituzionale e con questo criterio la FIMMG ha accettato di firmare uno stralcio di accordo estrapolando alcuni articoli di quello nazionale sottoscritto a gennaio scorso da tutti i sindacati firmatari . Quando si firma un contratto si rispetta …..non si fanno stralci di articoli da far firmare a latere ledendo a regole e procedure ben precise.

La responsabilità, invece, deve essere indirizzata non verso la categoria della medicina generale , ma verso un Governo e verso tutti i partiti presenti in Parlamento che hanno solo puntato al recupero dei fondi europei.

Non esiste, infatti, una proposta chiara e condivisa di una nuova medicina territoriale e di prossimità, un progetto reale di rilancio della funzione del medico sia sul piano professionale che su quello di una nuova assistenza integrata nei sistemi sociosanitari territoriali al cittadino ammalato. Un esempio? L’assistenza domiciliare del paziente!

Qualcuno sta decretando la fine della medicina generale e territoriale, la frantumazione del SSN e questo qualcuno ha un nome e cognome: impreparazione politica e privatizzazione della sanità.

Ludovico Abbaticchio

Presidente Nazionale Sindacato Medici Italiani (SMI)

02 Luglio 2026

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