Anziani non autosufficienti. Il Patto per un nuovo Welfare boccia il nuovo Piano: “Riforma resta solo sulla carta”

Anziani non autosufficienti. Il Patto per un nuovo Welfare boccia il nuovo Piano: “Riforma resta solo sulla carta”

Anziani non autosufficienti. Il Patto per un nuovo Welfare boccia il nuovo Piano: “Riforma resta solo sulla carta”

La rete di 60 realtà del settore: "Criteri di riparto più equi, ma assistenza frammentata e risorse insufficienti. Per le famiglie nulla cambia".

“Il nuovo Piano Nazionale per l’assistenza agli anziani non autosufficienti introduce criteri più equi per distribuire le risorse tra le Regioni, ma lascia invariati i principali nodi del settore: un’assistenza ancora frammentata, pochi servizi territoriali a sostegno delle famiglie e risorse insufficienti per rispondere ai bisogni degli anziani non autosufficienti”.

È questo il giudizio espresso dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, rete che riunisce circa 60 realtà del settore, sull’analisi del Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2025-2027, primo documento di programmazione successivo all’approvazione della Riforma della Non Autosufficienza (Legge 33/2023).

Il Patto evidenzia come il Piano, pur collocandosi nel percorso della Riforma, finisca per consolidare l’esistente senza introdurre cambiamenti strutturali e senza dare piena attuazione agli obiettivi di trasformazione del sistema di assistenza.

“L’unico aspetto positivo del Piano – si legge in una nota – riguarda i nuovi criteri di riparto del Fondo per le non autosufficienze (FNA). Superando il vecchio sistema basato in gran parte sulla popolazione residente, le risorse vengono ora distribuite tra le Regioni utilizzando indicatori più aderenti ai bisogni reali: la popolazione ultra75enne (esposta al rischio), i titolari di indennità di accompagnamento (bisogno già riconosciuto) e le persone con disabilità grave. Questo cambiamento rappresenta un importante passo avanti verso una distribuzione delle risorse più equa e coerente con le finalità del Fondo; tuttavia, il risultato complessivo è insoddisfacente e inadeguato al reale bisogno”.

“Altra grande criticità – prosegue – resta la mancata ricaduta pratica sulla vita quotidiana delle persone. Il Piano Non Autosufficienza approvato dal Governo mantiene, infatti, una frammentazione, limitando il coordinamento ai soli servizi sociali, mentre l’ambizione della riforma era quella di creare una programmazione che unisse sociale, sanità e Inps. Per le famiglie questo significa continuare a dover ‘ricomporre da sole’ percorsi, uffici e procedure differenti”.

“E ancora, sono poco chiari i diritti: sebbene si parli di Livelli Essenziali (LEPS), manca ancora una definizione precisa di ‘che cosa’ il cittadino abbia diritto a ricevere concretamente in base al proprio bisogno. Il Piano definisce l’organizzazione del sistema, ma non quale prestazione sia realmente esigibile dai cittadini”.

“Infine, registriamo un arretramento sui servizi. Il Piano rinuncia a utilizzare il Fondo come leva per obbligare le Regioni a investire in assistenza domiciliare e servizi alla persona, lasciando spazio alla mera erogazione di trasferimenti monetari che non risolvono il carico assistenziale quotidiano. In questo modo – aggiunge la nota – la riforma resta solo sulla carta, e non entra nelle case”.

“Nonostante l’aumento nominale dei fondi previsti per i prossimi anni – precisano i coordinatori del Patto Cristiano Gori ed Eleonora Vanni – che da 914 milioni nel 2024 arriveranno a 1,1 miliardi di euro nel 2027, l’attuale Governo non ha stanziato alcuna nuova risorsa strutturale. La crescita del finanziamento deriva infatti dall’attuazione della traiettoria di incremento definita nel 2021 dal Governo Draghi, anche a seguito delle campagne di pressione del Patto. Inoltre, le risorse finanziarie oggi disponibili rimangono largamente insufficienti per rispondere alla crescita dei bisogni di una popolazione che invecchia velocemente”.

Il tema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti sarà al centro di una conferenza stampa online che si svolgerà il 16 luglio. Con l’occasione il Patto illustrerà le sue proposte per la Legge di Bilancio 2027.

01 Luglio 2026

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