Arbovirosi. Esperti a confronto allo Spallanzani di Roma per una preparazione e risposta più efficace

Arbovirosi. Esperti a confronto allo Spallanzani di Roma per una preparazione e risposta più efficace

Arbovirosi. Esperti a confronto allo Spallanzani di Roma per una preparazione e risposta più efficace

Due giornate formative. Per Alessandra D’Abramo, Francesca Colavita e Martina Spaziante, responsabili scientifiche, “essenziale promuovere una formazione specifica e integrata che coinvolga i diversi settori impegnati nella risposta sanitaria, per l’identificazione precoce dei casi e per la loro gestione clinica e di sanità pubblica”.

“Gli arbovirus rappresentano una minaccia crescente per la salute pubblica, interessando con sempre maggiore frequenza anche aree tradizionalmente non endemiche. I recenti casi di dengue verificatisi in Italia evidenziano un aumento dell’importazione del patogeno in contesti temperati con conseguente circolazione autoctona. Anche il focolaio di malattia da virus West Nile registrato nel Lazio nel 2025 ha ulteriormente confermato che le arbovirosi sono da considerarsi oramai endemiche sul territorio nazionale. L’impatto di queste infezioni sul Sistema Sanitario Nazionale e Regionale è pertanto destinato a crescere nel prossimo futuro”. Partendo da queste premesse e dalla consapevolezza che, con l’inizio della stagione estiva e la proliferazione delle zanzare, nei prossimi mesi potrebbero osservarsi focolai di arbovirosi, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS di Roma ha organizzato il corso di formazione “Arbovirus: patogeni d’importazione con rischio di circolazione autoctona”.

Come spiegato da Alessandra D’Abramo, Francesca Colavita e Martina Spaziante, responsabili scientifiche del corso, “risulta essenziale promuovere una formazione specifica e integrata che coinvolga i diversi settori impegnati nella risposta sanitaria, al fine di fornire strumenti operativi, aggiornamenti scientifici e informazioni utili per l’identificazione precoce dei casi e per la loro gestione clinica e di sanità pubblica”.

Durante le due giornate, esperti nazionali e internazionali si sono confrontati sulle più recenti evidenze scientifiche, sulle strategie di prevenzione, diagnosi e controllo e sulle nuove prospettive terapeutiche e vaccinali. L’evento – spiegano le esperte – ha “promosso un approccio integrato One Health che ha messo in relazione salute umana, salute animale e tutela dell’ambiente, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario a queste emergenze infettive favorite dai cambiamenti climatici, dall’aumento dei viaggi internazionali e dall’espansione degli insetti vettori anche in Europa e in Italia”.

In particolare, l’evento formativo ha mirato a rendere i medici in grado di riconoscere tempestivamente i sintomi di arbovirosi, fornire counseling e assistenza medica adeguata ai pazienti, e segnalare correttamente i casi per implementare misure di sanità pubblica; fornire agli operatori di laboratorio le competenze necessarie per l’esecuzione e l’interpretazione di un corretto percorso diagnostico; rendere gli operatori del Dipartimento di prevenzione delle ASL e degli istituti zooprofilattici consapevoli dell’epidemiologia e del rischio associato delle arbovirosi; promuovere la capacità di indirizzare e supportare interventi di prevenzione, sorveglianza epidemiologica, monitoraggio entomologico, comunicazione del rischio, implementazione e valutazione delle misure di controllo.

La prima giornata è stata caratterizzata dagli intervenuti di diversi esperti internazionali provenienti da Turchia, Brasile, Argentina, Francia e Olanda, arricchendo il confronto con esperienze e prospettive maturate in diversi contesti epidemiologici emergenti. Nel corso dell’incontro è stata inoltre organizzata una tavola rotonda dedicata al confronto tra Lazio, Puglia, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna finalizzata a condividere esperienze, modelli organizzativi e buone pratiche maturate sul territorio.

10 Giugno 2026

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