Una seduta infuocata alla Camera questa mattina, dove l’interpellanza urgente presentata da Marianna Ricciardi (M5S) sulla mancata pubblicazione dei bollettini epidemiologici nazionali ha acceso un duro confronto politico. A rispondere in Aula, per il Ministero della Salute, è stato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha letto una nota di risposta del dicastero.
“Con riferimento ai quesiti posti dall’onorevole interpellante”, ha esordito Mazzi, “riferisco che il Ministero della Salute, preso atto della problematica relativa all’interruzione della pubblicazione dei bollettini periodici, sta provvedendo a risolverla con il necessario raccordo con l’Istituto superiore di sanità, le regioni e il Garante per la protezione dei dati personali”.
Secondo quanto spiegato, la mancata pubblicazione dei bollettini relativi a RespiVirNet, alla sorveglianza integrata morbillo-rosolia, alle arbovirosi, al sistema Seieva e al monitoraggio delle acque reflue è dovuta a un problema di adeguamento normativo. La norma di riferimento (articolo 12, comma 13 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179) prevede che i sistemi di sorveglianza vengano istituiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della Salute, previa intesa in Conferenza Stato-Regioni e parere del Garante della privacy.
“Al fine di assicurare la piena conformità della gestione dei dati personali – ha proseguito Mazzi – è stato avviato il procedimento per l’acquisizione del necessario confronto con il Garante. Nelle more dell’adeguamento, le regioni hanno rappresentato la necessità di sospendere l’alimentazione dei flussi delle ‘sorveglianze speciali’ a partire dal 1° marzo 2026”. Resta invece attivo il sistema PREMAL, già normato, per la segnalazione delle malattie infettive.
Per quanto riguarda RespiVirNet, il sistema che rappresenta l’evoluzione di InfluNet includendo altri patogeni oltre all’influenza (Sars-CoV-2, VRS, rhinovirus e altri), il Ministero ha precisato che “questa evoluzione tecnica, allineata alle indicazioni internazionali, non risulta essere formalmente istituita e pertanto necessita di un adeguato intervento normativo su cui si sta lavorando”. Una proposta di norma è già stata predisposta e potrà essere inserita nel “primo veicolo normativo utile”.
La replica di Ricciardi: “Il Ministero lo scopre con la mia interrogazione?”
La replica di Marianna Ricciardi è stata durissima. “Ma io sono basita”, ha esordito la deputata del M5S. “Hanno scritto su questo foglio che il Ministero della Salute, preso atto della interrogazione, si è messo a lavorare. Cioè: aveva bisogno di questa interrogazione per sapere che c’è un problema, che si attende da 5 mesi che questa piattaforma venga aggiornata? Senza la mia interrogazione, quanti mesi avremmo dovuto aspettare? Dieci? Un anno?”
Ricciardi ha poi spiegato la differenza tra i dati trasmessi al sistema ordinario PREMAL e quelli delle sorveglianze speciali. “Il sistema di sorveglianza ordinario riceve dati aggregati, non dettagliati. Faccio l’esempio dell’epatite A: il Ministero riceve i dati del tipo: età, sesso e numero di persone contagiate; il sistema di sorveglianza speciale, invece, riceve i dati che ci fanno capire qual è la via di trasmissione – se è stata contratta dall’alimentazione, da molluschi o per rapporti sessuali. Se io non ho queste informazioni, non posso intervenire come Istituto superiore di sanità”.
“Capisca la mia rabbia”, ha proseguito la deputata. “Persone devono rischiare di ammalarsi e di morire perché c’è un’inefficienza e il Ministero viene a conoscenza del problema dalla mia interrogazione? Per me questa è una cosa inaccettabile e denota un’incompetenza su cui veramente non voglio esprimermi. Mi dispiace che abbiano mandato lei, avrei voluto vedere il Ministro o il Sottosegretario metterci la faccia”.
Ricciardi ha poi richiamato il tema della pandemia: “Nell’interrogazione chiedevo se vogliamo far tesoro di quanto appreso in pandemia. La Commissione d’inchiesta avrebbe dovuto capire quali sono stati i problemi per evitare future pandemie. Invece, questa Commissione vedo che sta impiegando tante energie come clava politica contro l’opposizione”.
“Non posso ritenermi soddisfatta”, ha concluso Ricciardi. “Finché non verranno pubblicati questi decreti, continueremo a vigilare. È una cosa che richiede assoluta urgenza. Non si può arrivare a settembre, andrebbe fatta a luglio. Gli operatori sanitari non hanno a disposizione questi dati e l’Istituto superiore di sanità non può mettere in atto le azioni necessarie per contrastare la diffusione di queste malattie infettive”.