Cancro: in 30 anni la spesa oncologica Ue è raddoppiata, ma l’assistenza è più efficiente
Secondo il Cancer Comparator Report 2025 elaborato dallo Swedish Institute for Health Economics (IHE), l’assistenza oncologica in Europa è diventata progressivamente più efficiente, riuscendo a migliorare in modo significativo gli esiti clinici senza determinare un aumento sproporzionato della spesa sanitaria. IL REPORT
Negli ultimi 30 anni l’assistenza oncologica in Europa è diventata progressivamente più efficiente, riuscendo a migliorare in modo significativo gli esiti clinici senza determinare un aumento sproporzionato della spesa sanitaria. È quanto emerge dal Cancer Comparator Report 2025 elaborato dallo Swedish Institute for Health Economics (IHE) su incarico della piattaforma oncologica di EFPIA (Federazione europea delle Industrie e Imprese Farmaceutiche), che analizza l’evoluzione dei costi e degli esiti delle cure oncologiche nel continente.
Il cancro rappresenta oggi uno dei principali carichi di malattia in Europa: è responsabile del 23% di tutti i decessi e di circa il 17% degli anni di vita persi corretti per disabilità (DALY). Nonostante ciò, la spesa destinata all’oncologia rimane relativamente contenuta all’interno dei bilanci sanitari. In media, infatti, il trattamento dei tumori assorbe soltanto il 6–7% della spesa sanitaria totale nei Paesi europei, una quota rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi tre decenni. In altre parole, circa il 93% della spesa sanitaria è destinato ad altre patologie.
Secondo l’analisi, questo dato smentisce la percezione diffusa secondo cui il cancro rappresenterebbe una minaccia crescente per la sostenibilità economica dei sistemi sanitari. Al contrario, l’oncologia europea sembra produrre un valore crescente in termini di risultati clinici rispetto alle risorse investite.
Costi sanitari in aumento, ma calano quelli indiretti
Tra il 1995 e il 2023 la spesa sanitaria diretta per il cancro in Europa è più che raddoppiata, passando da 62 a 146 miliardi di euro. Tuttavia, questa crescita non racconta l’intera storia economica della malattia. Oltre ai costi sanitari esistono infatti quelli indiretti, legati alla perdita di produttività dovuta a assenze dal lavoro, pensionamenti anticipati o morte prematura.
Questi costi indiretti, che nel 1995 ammontavano a circa 97 miliardi di euro, sono diminuiti fino a 82 miliardi nel 2023. Il calo è attribuito soprattutto al miglioramento degli esiti clinici: trattamenti più efficaci riducono la mortalità in età lavorativa e consentono a un numero maggiore di persone di restare attive o tornare al lavoro.
Se si considerano sia i costi diretti sia quelli indiretti, il peso economico complessivo del cancro è aumentato del 43% tra il 1995 e il 2023. Questo incremento, tuttavia, è sostanzialmente in linea con l’aumento del 60% dell’incidenza dei tumori nello stesso periodo. Di conseguenza, il costo economico per nuovo paziente oncologico è rimasto relativamente stabile, oscillando tra circa 69.000 e 79.000 euro per caso.
Secondo gli autori, ciò indica un cambiamento strutturale: una quota maggiore dei costi è oggi sostenuta dal sistema sanitario, quindi più visibile per i decisori pubblici, mentre diminuisce la perdita economica per la società dovuta alla riduzione della produttività.
Come cambia la spesa oncologica
Negli ultimi decenni è cambiata anche la composizione della spesa per le cure oncologiche. La quota destinata all’assistenza ospedaliera in regime di ricovero è diminuita, mentre è aumentata quella per cure ambulatoriali e farmaci.
Questo cambiamento è stato favorito da progressi terapeutici e organizzativi: degenze più brevi, migliore gestione degli effetti collaterali, recuperi più rapidi e minori recidive. Inoltre, l’introduzione di nuovi farmaci oncologici, tra cui terapie orali assunte a domicilio o formulazioni sottocutanee somministrabili in pochi minuti, ha ridotto la necessità di infusioni endovenose prolungate. Paradossalmente, dunque, una maggiore spesa per i medicinali può contribuire a generare risparmi in altre parti del sistema sanitario.
Differenze tra Paesi e relazione con la sopravvivenza
La spesa oncologica varia ancora significativamente tra i Paesi europei. Nel 2023, la spesa pro capite per la cura dei tumori (a parità di potere d’acquisto) è inferiore a 150 euro in alcuni Paesi dell’Europa orientale, come Bulgaria, Croazia, Ungheria, Lettonia e Romania; mentre supera i 400 euro in Paesi come Germania e Svizzera. L’Italia si stanzia invece su circa 160 euro.
Il report evidenzia inoltre una correlazione generale tra livelli di spesa e tassi di sopravvivenza: i Paesi che investono di più tendono a registrare risultati migliori, l’Italia ad esempio si stanza sul 55% di tasso di sopravvivenza. Tuttavia, oltre una certa soglia, i miglioramenti di sopravvivenza per ogni euro aggiuntivo diminuiscono, segnalando l’importanza non solo di investire di più, ma anche di farlo in modo efficiente.
Progressi importanti, ma la sfida resta aperta
Nel complesso, l’analisi conclude che gli investimenti nell’oncologia europea hanno prodotto risultati tangibili. Dal 1995 al 2023 i tassi di sopravvivenza sono migliorati in modo significativo in tutti i Paesi per cui sono disponibili dati.
Nonostante questi progressi, la battaglia contro il cancro è tutt’altro che conclusa. Se per tumori come quello della mammella o della prostata la sopravvivenza a cinque anni si avvicina ormai al 90%, altre neoplasie, in particolare il tumore del polmone, presentano ancora tassi inferiori al 30%.
Per gli autori del rapporto il messaggio è chiaro: le cure oncologiche in Europa non rappresentano una spirale incontrollata di costi, ma un esempio di investimento sanitario che ha migliorato gli esiti clinici mantenendo sotto controllo la spesa. Per continuare a ridurre il peso della malattia sarà però necessario proseguire con investimenti mirati e sempre più efficienti.
Nel 2023, tra i residenti dell’UE si sono registrati 4,84 milioni di decessi, causati principalmente da malattie circolatorie (1,59 milioni; 32,8% di tutti i decessi), tumori (1,16 milioni; 23,9%) e malattie...
Tra il 29 novembre 2025 e il 27 febbraio 2026, sono stati segnalati 2.514 casi di influenza aviaria altamente patogena (HPAI) A(H5) in uccelli domestici (406) e selvatici (2108) in...
L’Italia è tra i Paesi europei con il tasso di criminalità minorile più basso, ma negli ultimi anni aumenta il numero di minorenni denunciati o arrestati per alcuni reati violenti...
La recentissima legge 26 dello scorso 28 febbraio ha reso definitivo lo scudo penale 2026, approvato provvisoriamente a fine anno con decreto legge, anche su importante invito al Ministero della...