Conflitto in Medio Oriente. Oms, crisi energetica compromette sistemi sanitari, a rischio cure e servizi essenziali

Conflitto in Medio Oriente. Oms, crisi energetica compromette sistemi sanitari, a rischio cure e servizi essenziali

Conflitto in Medio Oriente. Oms, crisi energetica compromette sistemi sanitari, a rischio cure e servizi essenziali

La crisi evolve da shock del carburante a disfunzione dei sistemi, con ospedali in difficoltà, interruzioni dei servizi sanitari e rischi per catena del freddo e forniture. Persistono sfollamenti, minacce ambientali e aumento dei bisogni sanitari, segnala il quarto report Oms, sulla escalation del conflitto 

“La crisi in Medio Oriente è passata da uno shock dei prezzi del carburante a una disfunzione dei sistemi operativi, compresi quelli sanitari, con diversi Paesi che hanno dichiarato emergenze energetiche. Ad esempio, la carenza di carburante a Cuba sta compromettendo il funzionamento di ospedali e infrastrutture. A Gaza si registrano interruzioni nell’erogazione dei servizi sanitari e nei servizi di acqua, igiene e sanificazione. I rischi sistemici includono il fallimento della catena del freddo, l’interruzione delle forniture mediche e limitazioni nei trasporti”.

Questo il bilancio del quarto rapporto pubblico globale dell’Oms che fotografa la situazione sanitaria nei Paesi colpiti nelle regioni del Mediterraneo Orientale e dell’Europa, e non solo

Minacce sanitarie acute La cessazione delle ostilità, conseguente al cessate il fuoco di 14 giorni, resta fragile – spiega l’Oms – evidenziando la necessità di mantenere un’elevata prontezza operativa in vista di un possibile deterioramento della situazione. Il conflitto ad alta intensità in Libano continua.

Proseguono, infatti, gli sfollamenti e i movimenti di popolazione in tutta la regione, inclusi il rientro di cittadini iraniani attraverso la Turchia, lo spostamento di cittadini libanesi verso la Siria e il ritorno di cittadini siriani e afghani nei loro Paesi di origine. Questi movimenti transfrontalieri sono principalmente determinati dall’insicurezza, dal peggioramento delle condizioni e da bisogni umanitari non soddisfatti.

I rischi ambientali e industriali restano elevati, con attacchi a infrastrutture vitali come impianti di desalinizzazione dell’acqua e strutture per il carburante. Attacchi che possono compromettere l’accesso all’acqua per le comunità rurali, causando rischi per la salute e contaminazione ambientale. Il Libano e la Repubblica Islamica dell’Iran restano Paesi prioritari, soprattutto alla luce dei significativi spostamenti di popolazione in Libano.

I principali rischi per la salute includono traumi e lesioni; interruzioni nella continuità delle cure per le malattie non trasmissibili; aumento del bisogno di servizi di salute mentale e supporto psicosociale; accesso limitato ai servizi sanitari essenziali; maggiore rischio di trasmissione di malattie infettive in contesti collettivi; ed esposizione a rischi radiologici, nucleari e chimici industriali, con potenziali impatti sulla salute ambientale e sull’accesso ad acqua sicura.

17 Aprile 2026

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