Ebola, Hantavirus e altre infezioni. Sifo: “Farmacisti ospedalieri pronti a supportare risposte alle emergenze”

Ebola, Hantavirus e altre infezioni. Sifo: “Farmacisti ospedalieri pronti a supportare risposte alle emergenze”

Ebola, Hantavirus e altre infezioni. Sifo: “Farmacisti ospedalieri pronti a supportare risposte alle emergenze”

Infezioni emergenti, l'allarme della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera: “I sistemi sanitari devono mantenere alta la capacità di risposta. I farmacisti sono un tassello strategico per la resilienza”.

Le recenti segnalazioni internazionali relative a nuovi focolai di Ebola e ai casi di infezione da Hantavirus riportano l’attenzione globale sul tema delle malattie infettive emergenti e sulla necessità di mantenere elevata la capacità di preparedness dei sistemi sanitari.

In questo contesto, dichiara la Societa Italiana di Farmacia Ospedaliera-Sifo, i farmacisti ospedalieri e i servizi farmaceutici delle aziende sanitarie rappresentano una componente strategica nella gestione delle emergenze ad alto impatto biologico, attraverso attività di supporto clinico-organizzativo, governo delle scorte, gestione dei dispositivi di protezione individuale, continuità terapeutica e collaborazione multidisciplinare con infettivologi, microbiologi, direzioni sanitarie e autorità di salute pubblica.

“Le emergenze infettive richiedono strutture sanitarie preparate, percorsi condivisi e professionisti efficaci nell’operare in rete”, dichiara il Arturo Cavaliere, presidente della Sifo. “I farmacisti ospedalieri contribuiscono in modo concreto alla preparedness del sistema: dalla pianificazione delle risorse alla disponibilità sicura dei farmaci, fino al supporto nella definizione dei protocolli terapeutici e organizzativi.”

L’attenzione internazionale è oggi rivolta principalmente alla recrudescenza di episodi correlati a Ebola in alcune aree del mondo, scenario che richiama la necessità di rafforzare sorveglianza epidemiologica, tempestività organizzativa e coordinamento tra istituzioni sanitarie nazionali e internazionali. Tutti temi su cui l’Area Scientifico-Culturale Infettivologia di Sifo (coordinata da Francesca Vivaldi) è da sempre allertata.

In particolare: il virus Ebola appartiene alla famiglia dei Filoviridae ed è responsabile di una febbre emorragica ad elevata mortalità, trasmessa attraverso il contatto diretto con fluidi biologici di persone o animali infetti. Le recenti segnalazioni internazionali confermano come il rischio legato ai patogeni ad alta conseguenza richieda sistemi sanitari in grado di attivare rapidamente procedure di isolamento, percorsi dedicati, approvvigionamento di dispositivi di protezione e coordinamento multidisciplinare. In tale contesto, la capacità organizzativa e la tempestività della risposta rappresentano elementi fondamentali per contenere il rischio di diffusione e garantire la sicurezza di pazienti e operatori sanitari.

Parallelamente, anche eventi più circoscritti come il recente focolaio di Andes virus a bordo della MV Hondius dimostrano come i patogeni zoonotici emergenti richiedano monitoraggio costante e capacitâ  di risposta rapida. Secondo gli aggiornamenti diffusi dalle autorità sanitarie internazionali e dal Ministero della Salute, il cluster di hantavirus segnalato a maggio 2026 ha coinvolto passeggeri provenienti da numerosi Paesi, determinando l’attivazione di misure di sorveglianza e contact tracing anche in Italia. Sebbene il rischio per la popolazione generale europea sia stato valutato molto basso, l’episodio conferma l’importanza di mantenere elevata l’attenzione verso le infezioni emergenti e verso i possibili scenari di diffusione internazionale.

Gli hantavirus sono virus zoonotici trasmessi principalmente dai roditori attraverso l’inalazione di particelle contaminate. Alcuni ceppi come l’Andes, virus identificato nel focolaio della MV Hondius, sono associati a forme respiratorie severe e, in rari casi, a trasmissione interumana. Attualmente non sono disponibili vaccini autorizzati né terapie antivirali specifiche.

“In situazioni di potenziale emergenza biologica – conclude Sifo – la preparazione non riguarda soltanto gli aspetti clinici, ma anche quelli logistici e organizzativi. I servizi farmaceutici ospedalieri sono chiamati a garantire appropriatezza, disponibilità e sicurezza nell’impiego di medicinali, dispositivi medici e strumenti di protezione, contribuendo alla resilienza del sistema sanitario”. L’obiettivo prioritario rimane per tutti uno solo: quello di mantenere alta l’attenzione verso le infezioni emergenti, evitando allarmismi, ma promuovendo informazione scientificamente corretta, sorveglianza sanitaria, formazione continua degli operatori e collaborazione interdisciplinare.

03 Giugno 2026

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