Ebola. In Congo, 782 casi e 181 morti. L’epidemia si allarga: colpite 31 zone sanitarie

Ebola. In Congo, 782 casi e 181 morti. L’epidemia si allarga: colpite 31 zone sanitarie

Ebola. In Congo, 782 casi e 181 morti. L’epidemia si allarga: colpite 31 zone sanitarie

Il virus Bundibugyo preoccupa anche l'Europa: domani i ministri della Salute Ue riuniti in Consiglio a Lussemburgo, tra cui Schillaci, faranno il punto sulla situazione.

Continua a espandersi l’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo, con 72 nuovi contagi e 29 morti registrati al 13 giugno. Il totale cumulativo dei casi confermati sale così a 782, con 181 decessi, mentre il tasso di mortalità si attesta al 23,1 per cento. Le autorità congolesi segnalano che il virus ha colpito due nuove zone sanitarie – Nia-Nia (Ituri) e Mabalako (Nord Kivu) – portando a 31 il numero complessivo delle aree colpite su 104. Sul fronte positivo, cresce anche il numero dei guariti, ufficialmente salito a 40.

Domani, martedì 16 giugno, in occasione della riunione del Consiglio Epsco (Occupazione, politica sociale, salute e consumatori) in Lussemburgo, i ministri della Salute dell’Unione europea, tra cui il titolare italiano Orazio Schillaci, affronteranno il tema Ebola. L’aggiornamento sull’andamento dell’epidemia in Africa centrale è tra i punti all’ordine del giorno alla voce “varie”. I ministri si confronteranno anche sull’atto legislativo europeo sulle biotecnologie e su una direttiva che adatta la normativa Ue in materia di microrganismi geneticamente modificati e trattamento degli organi. La presidenza cipriota condividerà inoltre i progressi sul regolamento che rivede le norme relative ai dispositivi medici e medico-diagnostici in vitro.

La risposta al focolaio procede, ma non senza criticità. Medici Senza Frontiere avverte che “la diffusione della malattia sta superando gli sforzi di risposta”. E Save the Children mette in luce il prezzo pagato dai più piccoli: “Almeno 52 bambini, tra cui 16 neonati e lattanti, hanno contratto l’Ebola nel mese successivo alla dichiarazione dell’ultima epidemia – si legge in una nota – e 19 di questi sono deceduti”. Secondo l’analisi condotta dall’organizzazione, i minori di 14 anni hanno una probabilità più che doppia di morire dopo aver contratto la malattia rispetto ai pazienti tra 15 e 44 anni.

“Questo focolaio è più di un’emergenza sanitaria: è una dilagante crisi sociale con conseguenze significative per i bambini, per chi si prende cura di loro e per le comunità”, dichiara Greg Ramm, direttore di Save the Children nella Rdc. “Non solo molte famiglie hanno perso i propri cari, ma molte altre si stanno prendendo cura di parenti malati cercando al contempo di proteggere se stesse e i propri figli”. Ramm sottolinea che “la paura, le voci e la disinformazione stanno ritardando la ricerca di assistenza, rallentando il tracciamento dei contatti e mettendo a rischio la possibilità di una sepoltura sicura”. Ma conclude con un messaggio di speranza: “L’epidemia può ancora essere contenuta, se la risposta è immediata, su larga scala e coordinata”.

La ripartizione degli ultimi 72 nuovi casi conferma l’Ituri come la provincia più colpita, con 56 nuovi contagi, seguita dal Nord Kivu con 16. Il ministero della Salute congolese precisa che “l’elevato numero di casi rilevati riflette anche una sorveglianza comunitaria più attiva: la popolazione segnala, le squadre indagano”. Nelle nuove zone sanitarie coinvolte, assicurano le autorità, “viene implementata una risposta immediata”. E rilanciano l’appello: “Le testimonianze dei guariti sono la prova vivente che l’Ebola può essere curata. Segnalate qualsiasi caso sospetto al team sanitario più vicino. Prima vi rivolgete alle cure, maggiori saranno le vostre possibilità di sopravvivenza”.

15 Giugno 2026

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