Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

“I casi di Hantavirus e la recente epidemia di Ebola hanno evidenziato ancora una volta la vulnerabilità e l’interconnessione dei sistemi sanitari globali. Fondamentale la preparazione e formazione continua” ha spiegato la co-responsabile scientifica del corso Laura Scorzolini, insieme al colonnello Alessandro Fiorini. 

Preparare gli operatori sanitari a riconoscere, contenere e gestire in sicurezza le emergenze infettive ad alto rischio biologico. È questo l’obiettivo del corso di formazione “Emergenze infettive che richiedono alto isolamento”, iniziato questa mattina presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS di Roma.

Il percorso formativo è organizzato dallo Spallanzani insieme all’Aeronautica Militare e si inserisce in un contesto internazionale segnato da nuove allerte sanitarie. I casi di Hantavirus e la recente epidemia di Ebola hanno infatti riportato al centro dell’attenzione la necessità di rafforzare la preparazione dei sistemi sanitari, sempre più esposti a rischi infettivi che possono superare rapidamente i confini geografici.

“Questo corso nasce in un momento storico in cui le emergenze infettive ad alto rischio biologico non sono più limitate a scenari teorici o a contesti geografici lontani, ma rappresentano una realtà concreta e in continua evoluzione anche per i nostri sistemi sanitari”, spiega Laura Scorzolini, responsabile scientifica del corso insieme al Colonnello Alessandro Fiorini.

Secondo Scorzolini, gli eventi osservati negli ultimi mesi hanno mostrato ancora una volta quanto i sistemi sanitari globali siano vulnerabili e interconnessi. Tra questi, la diffusione in Europa di casi di Hantavirus associati a viaggi internazionali e la recente epidemia di Ebola virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda.

Episodi che, sottolinea la responsabile scientifica, confermano un principio ormai imprescindibile: la preparedness, cioè la preparazione alle emergenze infettive, non è un’opzione, ma una necessità. Occorre garantire il riconoscimento tempestivo dei casi sospetti o confermati, l’adozione di misure efficaci di contenimento, l’attivazione rapida delle procedure di allerta in coordinamento con le autorità sanitarie e la gestione sicura dei pazienti, tutelando al tempo stesso operatori e popolazione.

Il corso proseguirà anche domani allo Spallanzani con una seconda giornata di lavori teorici e pratici. Il programma prevede poi una due giorni a settembre a Pratica di Mare, presso l’infermeria principale, e si concluderà a ottobre nuovamente presso l’Istituto romano.

L’obiettivo è fornire competenze avanzate e operative per affrontare le infezioni ad alto rischio biologico attraverso un approccio integrato, che unisce teoria e pratica. Ampio spazio sarà dedicato alle simulazioni realistiche, pensate per trasformare le conoscenze acquisite in capacità operative concrete.

Il percorso formativo affronta in modo sistematico gli aspetti clinici, diagnostici, organizzativi e di sanità pubblica legati alla gestione delle infezioni ad alto rischio biologico. Tra i temi al centro delle lezioni figurano l’identificazione precoce e la classificazione delle infezioni a rischio epidemico o pandemico, le strategie di isolamento e contenimento, l’uso appropriato dei dispositivi di protezione individuale ad alto livello e la progettazione di percorsi clinico-assistenziali dedicati.

Un capitolo specifico riguarda anche la logistica sanitaria nei contesti ad alta criticità, con la simulazione di scenari complessi di allerta epidemica e risposta multidisciplinare. I partecipanti saranno formati sull’utilizzo dei sistemi di biocontenimento e sulle procedure di decontaminazione, elementi essenziali per operare in sicurezza in presenza di patogeni ad alto rischio.

Particolare attenzione sarà inoltre dedicata all’organizzazione e all’impiego delle risorse per il trasporto sanitario in alto biocontenimento, sia terrestre sia aeromedico. In questo ambito, la collaborazione tra Spallanzani e Aeronautica Militare rappresenta un elemento strategico per rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario nazionale di fronte a emergenze infettive complesse.

18 Giugno 2026

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