Farmaci a pagamento. Nel Lazio botta a risposta tra la Regione e l’ex assessore D’Amato

Farmaci a pagamento. Nel Lazio botta a risposta tra la Regione e l’ex assessore D’Amato

Farmaci a pagamento. Nel Lazio botta a risposta tra la Regione e l’ex assessore D’Amato

Il consigliere di Azione contro le nuove indicazioni ai medici per le prescrizioni che, interpretando in senso restrittivo le indicazioni Aifa, renderanno a carico dei cittadini alcuni farmaci. La Regione risponde: "Non è la Regione, ma l'Aifa, a decidere in merito ai rimborsi, ma spetta alla Regione vigilare sull’appropriatezza”.

Botta e risposta ieri tra il consigliere regionale di Azione ed ex assessore alla Salute, Alessio D’Amato, e la Regione Lazio. Al centro della querelle le nuove indicazioni ai medici di famiglia sull’appropriatezza prescrittiva.

“In questi giorni mi stanno arrivando molte segnalazioni da parte di pazienti del Lazio, preoccupati perché dal 1° febbraio alcuni farmaci molto diffusi, come il Normix e il Lansoprazolo, sono di fatto diventati a carico dei cittadini, attraverso nuovi vincoli nelle prescrizioni che interpretano in senso restrittivo le indicazioni Aifa. Quindi, a differenza di ciò che accadeva prima, oggi, a seguito delle scelte restrittive della Regione, ci sarà una spesa a carico del cittadino che dovrà pagare di tasca propria”, dichiara in una nota Alessio D’Amato. Per D’Amato “ancora una volta una decisione sbagliata che scarica i costi e le responsabilità sulle famiglie del Lazio, come già avvenuto con la modifica della validità delle ricette. Questo è accanimento. Una scelta che colpisce soprattutto le persone più fragili, che sempre più spesso rinunciano alle cure, aumentando le disuguaglianze”.

Non si è fatta attendere la risposta della Regione, secondo la quale “ancora una volta il capogruppo D’Amato fa allarmismo e disinformazione, a discapito del diritto dei cittadini a ricevere notizie corrette. Ricordiamo, infatti, che, tra le facoltà di una Regione (compreso il Lazio) non c’è la possibilità di decidere arbitrariamente il pagamento di un farmaco. La classificazione dei medicinali e i relativi rimborsi sono decisi a livello nazionale dall’Agenzia italiana del farmaco”.

“La Regione Lazio ha il dovere, invece – sottolinea la nota – , di garantire che l’erogazione avvenga secondo i criteri di appropriatezza, assicurando, allo stesso tempo, che le risorse pubbliche siano usate con efficienza e oculatezza nell’interesse della salute pubblica. Pertanto, la Regione Lazio non ‘aumenta la spesa a carico del cittadino’ – come erroneamente sbandierato dal megafono D’Amato – anche perché non rientra tra le sue competenze. L’appropriatezza prescrittiva e la de-prescrizione sono strumenti di monitoraggio a tutela della salute pubblica e dei corretti stili di vita del cittadino. La salute, solo per fare un esempio, non viene garantita con l’aumento del numero di pillole da assumere, ma attraverso una cura corretta in base alla diagnosi”.

Per la Regione “le accuse rivolte da D’Amato al presidente Rocca e alla Giunta regionale sono, per l’ennesima volta, destituite di ogni fondamento e totalmente fantasiose”.

Alessio D’Amato ha però difeso la su posizione, definendo “la nota anonima della Regione di replica è imbarazzante e fuorviante. Il tema è molto semplice: a causa delle interpretazioni regionali un paziente affetto ad esempio da diverticolite che deve prendere il Normix dal primo febbraio deve pagare 8,32 euro poiché sono state date indicazioni restringenti ai medici di famiglia. Lo stesso vale per il Lansoprazolo”.

Per D’Amato, dunque, “dietro il termine appropriatezza prescrittiva si sta giocando con i malati e si stanno punendo i medici di famiglia chiedendo loro somme in restituzione, come sta avvenendo in molte Asl. La tutela della salute non può avere una visione ragionieristica altrimenti eliminiamo i medici di famiglia e sostituiamoli con un algoritmo”.

12 Febbraio 2026

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