Geriatria di comunità. Terapisti Occupazionali di Milano: “Le nostre competenze al servizio dell’anziano”

Geriatria di comunità. Terapisti Occupazionali di Milano: “Le nostre competenze al servizio dell’anziano”

Geriatria di comunità. Terapisti Occupazionali di Milano: “Le nostre competenze al servizio dell’anziano”

La Commissione interprovinciale accoglie con favore la Risoluzione sul Geriatra di Comunità, che valorizza il ruolo del Terapista Occupazionale nelle reti territoriali. Un’integrazione strategica per promuovere autonomia, qualità di vita e continuità assistenziale delle persone anziane e fragili.

La Commissione d’Albo Terapisti Occupazionali dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio accoglie con soddisfazione la recente approvazione della Risoluzione sul Geriatra di Comunità da parte della III Commissione Sanità di Regione Lombardia, e auspica un’integrazione stabile della figura del Terapista Occupazionale nelle reti di supporto alla fragilità.

“Nel testo della proposta – commenta la presidente Michela Bentivegna – viene menzionata esplicitamente la necessità di integrare e valorizzare il Terapista Occupazionale, insieme ad altre figure, nei modelli organizzativi e nelle reti assistenziali della geriatria di comunità. Si tratta del riconoscimento e, auspichiamo, del consolidamento di una realtà già presente: il Terapista Occupazionale opera in diversi snodi territoriali e nei servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), dove svolge un ruolo essenziale nella valutazione delle capacità funzionali e dell’ambiente di vita della persona. Nell’ambito delle Case della Comunità e dei servizi territoriali previsti dal DM 77/2022, questo Professionista contribuisce all’individuazione precoce delle condizioni di fragilità, alla valutazione e alla definizione di percorsi personalizzati finalizzati al mantenimento dell’autonomia e della partecipazione sociale”.

Il presidente dell’Ordine, Diego Catania, ribadisce l’importanza di una concezione multidimensionale di salute, che preveda il dialogo tra competenze e professionalità diverse: “Di fronte a un panorama demografico complesso, caratterizzato da numerose situazioni di fragilità e cronicità, occorre ripensare l’approccio alle cure, mettendo in primo piano il miglioramento delle condizioni di vita e il mantenimento dell’autonomia. In tale contesto, è indispensabile dare valore a tutte le professioni sanitarie, specialmente quelle portatrici di competenze specifiche per la riabilitazione e il supporto alle persone anziane e fragili. In sinergia con il Geriatra di Comunità, sarà possibile costruire un sistema sempre più efficace e reattivo, in grado di garantire un supporto costante ai pazienti e alle loro famiglie”.

Il Terapista Occupazionale, sottolinea l’Ordine in una nota, riveste un ruolo fondamentale proprio nel sostegno a famiglie e caregiver, che affianca nella gestione del carico psicologico, emotivo e assistenziale. Aggiunge la presidente di Commissione d’Albo: “La nostra Professione attua strategie pratiche orientate al mantenimento delle capacità residue della persona assistita, contribuendo a incentivarne l’autonomia e il senso di autodeterminazione. Attraverso la promozione di attività significative, favorisce motivazione, partecipazione sociale e benessere, contrastando il senso di isolamento e restituendo una dimensione di ‘casa’”.

L’operato di questo Professionista, oltre che nei servizi territoriali, si esprime infatti al domicilio del paziente: “La casa è l’ambiente privilegiato per la Terapia Occupazionale, consentendo di osservare la persona nelle attività quotidiane, individuare barriere e facilitatori ambientali, promuovere adattamenti domestici, favorire l’utilizzo di ausili e tecnologie assistive e sostenere una permanenza sicura”. Una figura di ‘ponte’, dunque, che favorisce l’integrazione tra ospedale, territorio e dimensione domiciliare, e che può rappresentare una leva importante per il nuovo modello di assistenza agli anziani.

Conclude il presidente Catania: “Auspichiamo che l’integrazione delle reti di geriatria di comunità con il Terapista Occupazionale e con gli altri profili professionali interessati permetta di sviluppare percorsi assistenziali più efficaci e sostenibili, contribuendo a prevenire la perdita di autonomia, ridurre ospedalizzazioni e istituzionalizzazioni evitabili e contenere i costi economici e sociali della non autosufficienza. Solo valorizzando le competenze professionali già presenti nel Servizio Sanitario regionale, infatti, sarà possibile garantire alla persona anziana la migliore qualità di vita possibile”.

30 Giugno 2026

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