Giornata dell’ostetrica. In una indagine Syrio l’impegno delle ostetriche italiane nei percorsi di accompagnamento alla nascita

Giornata dell’ostetrica. In una indagine Syrio l’impegno delle ostetriche italiane nei percorsi di accompagnamento alla nascita

Giornata dell’ostetrica. In una indagine Syrio l’impegno delle ostetriche italiane nei percorsi di accompagnamento alla nascita

Gentile Direttore, il 5 maggio 2026 si celebra, come ogni anno, la Giornata Internazionale dell’Ostetrica, un appuntamento di rilievo globale promosso dall’ICM – International Confederation of Midwives. Il tema scelto per quest’anno, “One Million More Midwives”, richiama l’attenzione su una necessità globale...

Gentile Direttore,
il 5 maggio 2026 si celebra, come ogni anno, la Giornata Internazionale dell’Ostetrica, un appuntamento di rilievo globale promosso dall’ICM – International Confederation of Midwives. Il tema scelto per quest’anno, “One Million More Midwives”, richiama l’attenzione su una necessità globale sempre più urgente: aumentare il numero di ostetriche nel mondo. Come sottolinea l’ICM, le ostetriche svolgono un ruolo fondamentale nell’erogazione di servizi essenziali per la salute sessuale, riproduttiva, materna, neonatale e adolescenziale. Tuttavia, a livello globale, il loro numero è ancora insufficiente e, spesso, non vengono messe nelle condizioni di esercitare pienamente la propria professione.

Questa ricorrenza rappresenta anche per le ostetriche italiane un’importante occasione per ribadire alla comunità il senso della propria missione: essere accanto alle donne, o meglio “con e per le donne”, accompagnandole lungo tutte le fasi della vita.

In questo contesto, Syrio – Società Italiana di Scienze Ostetrico-Ginecologico-Neonatali – coglie l’opportunità per presentare i risultati più significativi di una recente indagine nazionale, condotta online tra giugno e dicembre 2025, dal titolo “L’ostetrica nei percorsi di accompagnamento alla nascita e alla genitorialità (CAN)”.

L’obiettivo dello studio è stato quello di fotografare il ruolo dell’ostetrica all’interno di questi percorsi, analizzando la tipologia di utenza, i modelli assistenziali offerti e la loro organizzazione nel sistema sanitario, i diversi setting di cura (ospedale, territorio, libera professione), gli interventi garantiti, le metodologie adottate e le prospettive future per migliorare il servizio.

Risultati dell’indagine
Hanno partecipato all’indagine 164 ostetriche operanti prevalentemente nei punti nascita e nei consultori del Servizio sanitario nazionale; una quota più contenuta esercita invece la libera professione. Un dato significativo riguarda l’autonomia organizzativa: molte professioniste dichiarano di essere direttamente coinvolte sia nella progettazione, governance e sia nella conduzione dei percorsi di accompagnamento alla nascita, spesso in collaborazione con altre figure sanitarie, in particolare psicologi, pediatri e ginecologi.

I percorsi vengono offerti in diversi contesti: ospedali, strutture territoriali pubbliche e realtà private, come poliambulatori, palestre e studi ostetrici. La promozione avviene soprattutto attraverso siti web istituzionali e materiali informativi distribuiti nei luoghi frequentati dalle donne in gravidanza.

Gli incontri si svolgono prevalentemente in presenza (talvolta a on line) e sono rivolti a gruppi di donne in gravidanza o nel post partum, ma anche a coppie. Non si tratta più dei tradizionali “corsi pre-parto”, definizione ormai superata, bensì di veri e propri percorsi di accompagnamento alla nascita e alla genitorialità, che proseguono anche dopo il parto, in un’ottica di presa in carico continua.

In molte realtà, per facilitare la partecipazione – soprattutto delle coppie lavoratrici – gli incontri vengono programmati anche in orari serali.

Dal punto di vista metodologico, emerge un approccio partecipativo: gli incontri non si configurano come lezioni frontali, ma come spazi interattivi basati su tecniche di apprendimento attivo e di rilassamento. I partecipanti vengono coinvolti in simulazioni, attività pratiche e prico-motorie, supportate da materiali dedicati come bambolotti per la cura del neonato e l’allattamento, cuscini e materassini per il lavoro corporeo, modelli anatomici – e strumenti visivi quali lavagne, video e fotografie.

Le ostetriche evidenziano numerosi benefici legati a questi percorsi: favoriscono una partecipazione attiva e consapevole della coppia, creano spazi di condivisione e supporto, promuovono la relazione precoce con il bambino e offrono strumenti concreti per la gestione del dolore durante il parto. Inoltre, contribuiscono a sostenere l’allattamento al seno e a diffondere informazioni basate su evidenze scientifiche, con l’obiettivo di tutelare la salute e il benessere della donna, del neonato e della famiglia. Particolarmente rilevante è il coinvolgimento del partner, considerato un elemento chiave del percorso: la partecipazione agli incontri aumenta la consapevolezza del ruolo genitoriale e rafforza la capacità di offrire supporto emotivo e pratico durante il parto e nel periodo post partum, oltre a favorire il confronto con altri futuri genitori.

In conclusione, dall’indagine emerge con chiarezza come il modello assistenziale prevalente sia quello della continuità delle cure (Continuity of Care), oggi riconosciuto come uno degli elementi chiave per garantire qualità ed efficacia nei sistemi socio-sanitari.

Per Syrio, questo studio rappresenta un’importante occasione di riflessione sull’evoluzione dei percorsi di accompagnamento alla nascita, mettendo a confronto passato e presente e confermando un progressivo cambiamento nel modello di presa in carico. I risultati offrono inoltre spunti concreti per definire e codificare linee di indirizzo condivise, basate sulle competenze realmente espresse sul campo dalle ostetriche. Allo stesso tempo, costituiscono una base utile per sviluppare piani operativi orientati al miglioramento dei servizi e alla valorizzazione della professione ostetrica.

Prof.ssa Miriam Guana
Presidente Syrio

Miriam Guana

05 Maggio 2026

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