Infertilità e genere. Il glossario mondiale riscrive il linguaggio della riproduzione

Infertilità e genere. Il glossario mondiale riscrive il linguaggio della riproduzione

Infertilità e genere. Il glossario mondiale riscrive il linguaggio della riproduzione

Non più solo una questione clinica, ma anche sociale e di diritti: il nuovo Glossario dell’ICMART amplia il linguaggio dell’infertilità e riconosce diverse forme di genitorialità. Sono queste alcune delle principali novità introdotte nel documento, appena pubblicato su Human Reproduction e Fertility and Sterility. L’Italia protagonista con la ricercatrice Laura Rienzi

La medicina della riproduzione cambia il suo linguaggio adattandolo non solo ai progressi scientifici, ma a quelli della società. Non è soltanto un semplice aggiornamento, ma una rivoluzione semantica quella contenuta nella 4ª edizione del The International Glossary on Infertility and Fertility Care, a cura dell’ICMART (International Committee for Monitoring Assisted Reproductive Technology) e pubblicata in contemporanea su due riviste scientifiche, Human Reproduction e Fertility and Sterility.

L’infertilità non è più letta solo come una condizione legata al sistema riproduttivo, ma anche come una questione funzionale e sociale, comprendente l’impatto che l’impossibilità di riprodursi ha sulla vita e sui diritti della persona, sia come individuo che come parte di una coppia, indipendentemente dal genere. “Se l’infertilità è ora intesa come una disabilità funzionale, l’accesso ai trattamenti diventa un diritto fondamentale dell’individuo, indipendentemente dal genere, dall’orientamento sessuale o dalla presenza di un partner”, spiega Laura Rienzi, embriologa di fama internazionale, Professoressa Associata di Scienze Biomolecolari presso l’Università di Urbino e direttrice scientifica del gruppo IVIRMA Italia, che sul glossario ha svolto il ruolo di chair del “Gruppo di Lavoro sulla terminologia di Laboratorio ed Embriologia”.

“Standardizzare il linguaggio non è un esercizio accademico”, ha precisato ancora la professoressa Rienzi. “È uno strumento per combattere la disinformazione, facilitare il lavoro delle istituzioni, e garantire che ogni individuo possa vedere tutelato il proprio desiderio di genitorialità”.

Frutto di un imponente lavoro di consenso internazionale coordinato per l’appunto dall’ICMART, ovvero il Comitato Internazionale per il Monitoraggio delle Tecnologie di Riproduzione Assistita che collabora con l’Organizzazione Mondiale della Sanità in qualità di riferimento globale per l’alfabetizzazione sulla salute riproduttiva, il nuovo glossario si presenta in totale con 348 definizioni, di cui 79 nuovi termini e 14 voci eliminate “perché obsolete o scientificamente superate”.

Il documento – supportato da tutte le maggiori società scientifiche: ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology), ASRM (American Society for Reproductive Medicine) , IFFS (International Federation of Fertility Societies) – recepisce i cambiamenti culturali della società contemporanea, superando, ad esempio, il modello unico della coppia tradizionale per includere un linguaggio che rispetti l’inclusività e la diversità. Si riconoscono formalmente i “genitori intenzionali” (intended parents), includendo singoli e coppie dello stesso sesso, superando il vecchio approccio eteronormativo. Oltre a “identità di genere” e “transgender e cisgender”, tra le nuove voci figurano anche: Social Freezing (ora definito come crioconservazione autologa degli ovociti, la possibilità per le donne di preservare la propria fertilità); Intelligenza Artificiale, con l’ingresso ufficiale del time-lapse imaging e degli algoritmi nel monitoraggio dell’embrione; biopsia embrionale (definizioni precise per i test genetici preimpianto (PGT), per garantire massima trasparenza e sicurezza alle coppie).

“La medicina oggi non può guardare più solo all’organo e, nel nostro caso, al sistema riproduttivo, ma agli impatti sulla persona e sulla società”, ribadisce l’embriologa italiana. “Per questo il glossario è il risultato di un dialogo senza precedenti con la società civile, grazie alla revisione di un panel internazionale di esperti che ha voluto includere anche le principali associazioni di pazienti, tra cui Fertility Europe e l’americana Resolve, garantendo che ogni termine rispetti la dignità e i diritti di chi affronta il percorso della procreazione medicalmente assistita”.

12 Maggio 2026

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