Ipertensione arteriosa pediatrica, colpa anche delle anomalie renali. Lo studio del Bambino Gesù: “Danni al cuore già per il 41% dei ragazzi”

Ipertensione arteriosa pediatrica, colpa anche delle anomalie renali. Lo studio del Bambino Gesù: “Danni al cuore già per il 41% dei ragazzi”

Ipertensione arteriosa pediatrica, colpa anche delle anomalie renali. Lo studio del Bambino Gesù: “Danni al cuore già per il 41% dei ragazzi”

Sebbene sia tipica dell’età adulta, l’ipertensione è in aumento anche tra bambini e adolescenti, soprattutto in relazione alla diffusione dell’obesità. Lo studio pubblicato su Journal of Clinical Medicine mostra come il rene potrebbe avere un ruolo diretto nel causare l’innalzamento della pressione arteriosa. LO STUDIO

Le anomalie dei vasi renali sono una delle cause che contribuiscono all’insorgenza dell’ipertensione arteriosa negli adolescenti, complicandone la gestione. Inoltre, 4 ragazzi ipertesi su 10 mostrano già un danno al cuore nonostante la giovane età. Sono i risultati di uno studio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù pubblicato su Journal of Clinical Medicine.

L’ipertensione arteriosa è una condizione spesso asintomatica, nota come “killer silenzioso”, e rappresenta nel tempo un importante fattore di rischio per ictus, infarto e insufficienza renale. In occasione della Giornata mondiale contro l’ipertensione arteriosa del 17 maggio, lo studio accende i riflettori su una possibile causa ancora poco considerata della malattia nei più giovani.

Ipertensione in aumento tra bambini e adolescenti
L’ipertensione è uno dei principali problemi di salute pubblica a livello globale ed è responsabile come concausa di circa il 12,8% dei decessi. Sebbene sia tipica dell’età adulta, negli ultimi anni è in aumento anche tra bambini e adolescenti, soprattutto in relazione alla diffusione dell’obesità.

Nella popolazione pediatrica interessa il 3-7% dei soggetti apparentemente sani, ma può arrivare fino al 20-25% nei bambini in sovrappeso o obesi. In molti casi è legata a malattie renali, endocrine o cardiovascolari, ma in una quota significativa – fino al 30% – non si riesce a identificarne la causa e si parla di ipertensione “essenziale”. Questa condizione è particolarmente rilevante perché tende a persistere nel tempo e può provocare già in età pediatrica danni agli organi bersaglio, soprattutto al cuore, con aumento della massa ventricolare sinistra e alterazioni della struttura cardiaca.

Il ruolo dei reni e le conseguenze sul cuore
Lo studio condotto dall’unità operativa di Medicina dello sport e ipertensione arteriosa e da quella di Imaging multimodale del Bambino Gesù si concentra su una possibile causa finora poco considerata: le anomalie anatomiche delle arterie renali. Analizzando 107 bambini e adolescenti con ipertensione primaria, i ricercatori hanno osservato che circa il 65% presenta varianti della vascolarizzazione renale, come arterie accessorie o di calibro ridotto. La presenza di queste anomalie potrebbe alterare il flusso di sangue al rene e attivare meccanismi ormonali che aumentano la pressione arteriosa. In questo modo, anche nei casi apparentemente “senza causa”, il rene potrebbe avere un ruolo diretto nel causare l’innalzamento della pressione arteriosa.

Lo studio ha anche rilevato come il 41% dei pazienti presenti già un danno cardiaco sotto forma di ipertrofia ventricolare sinistra, segno che la pressione arteriosa elevata può danneggiare il cuore fin dalle prime fasi della vita. Il confronto tra il gruppo di pazienti con e senza anomalie renali non ha evidenziato differenze significative nei valori pressori o nel danno cardiaco, ma ha mostrato che nei primi l’ipertensione è più difficile da controllare e richiede più spesso una terapia con più farmaci.

“In molti ragazzi quella che chiamiamo ipertensione essenziale (“senza causa”) potrebbe in realtà dipendere da come sono fatti i vasi del rene – spiega in una nota Ugo Giordano, responsabile dell’Unità operativa semplice di Medicina dello Sport e Ipertensione Arteriosa del Bambino Gesù e primo autore dello studio – Riconoscere queste anomalie aiuta a capire meglio la malattia e a intervenire prima, per proteggere il cuore”.

I risultati suggeriscono quindi l’importanza di approfondire lo studio della vascolarizzazione renale nei giovani con ipertensione arteriosa persistente, soprattutto nei casi più difficili da controllare o già associati a segni di danno d’organo. “Resta comunque fondamentale, sempre come primo approccio, intervenire sugli stili di vita – conclude Giordano – alimentazione equilibrata, riduzione del sale, attività fisica regolare e controllo del peso rappresentano il primo passo per prevenire e gestire l’ipertensione anche nei più giovani”.

15 Maggio 2026

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