Lazio. Passo indietro della Regione su spesa farmaceutica e riorganizzazione territoriale, riprende il dialogo con i medici di famiglia

Lazio. Passo indietro della Regione su spesa farmaceutica e riorganizzazione territoriale, riprende il dialogo con i medici di famiglia

Lazio. Passo indietro della Regione su spesa farmaceutica e riorganizzazione territoriale, riprende il dialogo con i medici di famiglia

Resta lo stato di mobilitazione “per numerosi problemi aperti”, ma l’intersindacale della medicina generale annuncia la ripresa del dialogo e delle trattative regionali. “Un gesto di buon senso come questo può contribuire a ripristinare un clima di fiducia, condizione necessaria per un dialogo costruttivo”.

Le OOSS dei medici di medicina generale del Lazio, riunite nell’intersindacale composta da FIMMG, SMI, SNAMI, Federazione Medici del Territorio e CISL Medici, comunicato e prendono atto “con soddisfazione” della nota della Direzione Salute della Regione Lazio, nella quale si dispone la sospensione delle attività di monitoraggio della spesa farmaceutica di cui alla nota U0328201 del 26 marzo 2026. L’intersindacale prende altresì atto della contemporanea sospensione, nelle more della definizione del nuovo Accordo Integrativo Regionale, della nota U0034522 del 15 gennaio 2026. Un passo indietro della Regione apprezzato dai sindacati, che hanno deciso di riprendere il dialogo con il governo regionale, a pochi giorni dall’annuncio dello stato di mobilitazione.

Le OO.SS. della medicina generale, fa infatti sapere la nota dell’Intersindacale della medicina generale., hanno accettato l’invito alla ripresa del confronto e confermano la partecipazione alla convocazione del prossimo 9 aprile per il tavolo delle trattative regionali, mantenendo tuttavia lo stato di mobilitazione della categoria, “in quanto restano aperte numerose criticità come la definizione del ruolo del medico di medicina generale nella gestione del paziente cronico e fragile e i problemi connessi all’attribuzione dei nuovi incarichi nelle Aziende Sanitarie Locali, troppo spesso lasciati alla libera interpretazione dei dirigenti periferici, in assenza di una regolamentazione condivisa”.

I sindacati ritengono, comunque, che “un gesto di buon senso come questo possa contribuire a ripristinare un clima di fiducia, condizione necessaria ed indispensabile, nel rispetto dei reciproci ruoli e responsabilità, per avviare una nuova stagione di dialogo costruttivo che consenta in primo luogo ai cittadini di avere dei medici sereni nell’adottare le giuste terapie senza timore di sanzioni economiche basate su logiche ragionieristiche”.

“L’appropriatezza – sottolineano infine i medici – è un obiettivo comune, il sistema pubblico è un bene comune, una terapia appropriata contribuisce a garantire sia la sostenibilità del sistema sia la salute dei cittadini”.

03 Aprile 2026

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