Medicina. Bernini: “La riforma dell’accesso ha funzionato. A breve il decreto con le correzioni”

Medicina. Bernini: “La riforma dell’accesso ha funzionato. A breve il decreto con le correzioni”

Medicina. Bernini: “La riforma dell’accesso ha funzionato. A breve il decreto con le correzioni”

La ministra dell'Università annuncia l'arrivo del provvedimento che conferma l'impianto del semestre aperto. "Abbiamo trasformato una selezione acritica in una formazione mirata". E sugli studenti: "Ascoltati e recepite le loro richieste".

“A brevissimo uscirà un decreto” per confermare e perfezionare la riforma dell’accesso alla Facoltà di Medicina. Ad annunciarlo è la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, intervenuta all’Assemblea 2026 di Farmindustria.

Il provvedimento arriva dopo che sono stati respinti “tutti i ricorsi” presentati da professori, università e studenti. L’impianto della riforma, ha spiegato la ministra, ha superato il vaglio giudiziale e ora si procede con alcuni aggiustamenti richiesti dagli studenti dopo la prima applicazione.

Il cuore della riforma è il superamento del test d’ingresso come selezione preliminare. Bernini ha definito il vecchio sistema un “test ghigliottina”, basato su “presupposti selettivi abbastanza discutibili”, con domande su cui si è spesso scherzato ma che, ha sottolineato, “non si scherza sulla vita dei futuri medici”.

Oggi, ha spiegato la ministra, il paradigma è stato invertito: tutti gli studenti che fanno richiesta vengono ammessi all’università e seguiti per sei mesi. Invece di selezionare prima di formare, si forma prima di selezionare. “Abbiamo trasformato una selezione acritica in una formazione mirata”, ha rivendicato.

I numeri parlano chiaro: prima, su 100 candidati, ne entravano 20 e 80 restavano fuori. Oggi, 80 entrano e solo 20, dopo il percorso, “rimangono su materie affini o fanno scelte diverse”. Una inversione statistica che Bernini considera un successo.

La riforma, ha spiegato la ministra, è stata costruita anche ascoltando i diretti interessati. Al termine dei primi sei mesi, i rappresentanti degli studenti di tutte le appartenenze culturali, ideologiche e politiche sono stati convocati per un confronto.

“Ci hanno detto: bisogna che ci diate più tempo per studiare, facciate esami un po’ più tardi, è stato tutto molto congestionato, quindi dateci un tempo maggiore per sedimentare un’esperienza che non avevamo mai fatto”, ha raccontato Bernini.

Gli esami del primo semestre – chimica, fisica e biologia – sono stati riconosciuti dagli studenti come fondamentali. “Sono esami che varranno loro per tutto”, ha detto la ministra, sottolineando come queste materie rappresentino un “passepartout” che può aprire strade anche molto diverse da Medicina.

Un altro obiettivo della riforma è l’orientamento. Il nuovo sistema consente all’università di conoscere gli studenti, le loro caratteristiche e inclinazioni. “Abbiamo chiesto all’università di fare un’attività di orientamento”, ha spiegato Bernini, auspicando un orientamento “stabile” che possa ridurre gli alti tassi di abbandono del primo anno.

“Chimica, fisica e biologia – ha concluso – sono un passepartout che può portarli, e ha dimostrato di portarli, molto lontano”. L’obiettivo finale, ha ribadito la ministra, è trasformare il vecchio test selettivo “in un modello flessibile che consenta ai ragazzi di adattarsi al tempo che cambia e soprattutto alle nuove professionalità che devono soddisfare le esigenze di questo tempo”.

“Ha funzionato”, ha concluso Bernini.

23 Giugno 2026

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