I camici bianchi resteranno al loro posto più a lungo, le regole sulle incompatibilità per gli operatori sanitari si allentano e la ricetta medica cartacea diventa definitivamente un ricordo. Sono questi i pilastri della rivoluzione sanitaria contenuta negli emendamenti al decreto Milleproroghe approvati ieri in commissione Bilancio alla Camera.
Un pacchetto di misure che punta a fronteggiare la cronica carenza di personale sanitario, semplificare la burocrazia e garantire continuità assistenziale, in attesa che il ricambio generazionale possa finalmente decollare.
Ecco di seguito gli emendamenti approvati.
Trattenere e riassumere medici già in pensione
Si chiede di prorogare fino al 31 dicembre 2026 la possibilità per ospedali e Asl di trattenere o riassumere medici e sanitari già in pensione.
L’emendamento, composto dai commi 10-bis e 10-ter, interviene su due fronti. Il primo (10-bis) proroga di un anno la facoltà per Regioni e Province Autonome di conferire incarichi semestrali di lavoro autonomo a dirigenti medici, veterinari, sanitari e operatori socio-sanitari collocati in quiescenza, anche se non più iscritti agli albi professionali.
Il cuore della norma è però il comma 10-ter, che estende al 2026 due strumenti emergenziali. Da un lato, consente alle Aziende sanitarie e al Ministero della Salute di trattenere in servizio, su loro richiesta, i dirigenti medici e sanitari dipendenti che abbiano superato il limite di età (65 anni). La deroga permette di spostare questo tetto fino al compimento del 72° anno di età.
Dall’altro, viene riconfermata la possibilità per le stesse amministrazioni di riammettere in servizio, sempre su istanza degli interessati e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, il personale sanitario andato in pensione a partire dal 1° settembre 2023. I professionisti che aderiscono dovranno optare tra il mantenere il trattamento pensionistico già in godimento o percepire la retribuzione prevista per il nuovo incarico.
Tuttavia, la proroga presenta un’importante esclusione. Rispetto alla normativa precedente, le modifiche apportate sopprimono esplicitamente i riferimenti ai docenti universitari che svolgono attività assistenziali in medicina e chirurgia. Ciò significa che la facoltà di trattenimento o riammissione non sarà estesa a questa categoria di professionisti, rimanendo quindi limitata ai soli dipendenti del Ssn e del Ministero della Salute.
Incompatibilità professioni sanitarie
Proroga al 2029 della deroga alle incompatibilità per gli operatori delle professioni sanitarie.
Ecm triennio 2023-2025
Il termine per l’assolvimento dell’obbligo di formazione continua per il triennio 2023-2025 è prorogato al 31 dicembre 2028. Il triennio formativo 2026-2028 e il relativo obbligo di formazione continua hanno ordinaria decorrenza dal 1° gennaio 2026.
Laboratori Ssn
Si proroga al 2026 l’adeguamento degli standard organizzativi e di personale della rete dei laboratori del Servizio sanitario nazionale ai processi di incremento dell’efficienza resi possibili dal ricorso a metodiche automatizzate.
Fondo disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
L’operatività del Fondo istituito per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, è prorogata per gli anni 2026, 2027 e 2028 con una dotazione finanziaria pari a 20 milioni di euro per ciascuno dei predetti anni.
Ricetta medica dematerializzata
Si rende permanente la ricetta medica dematerializzata.