Nuova Nota Aifa sugli Inibitori di Pompa Protonica: uso appropriato, sicurezza e sostenibilità del Ssn

Nuova Nota Aifa sugli Inibitori di Pompa Protonica: uso appropriato, sicurezza e sostenibilità del Ssn

Nuova Nota Aifa sugli Inibitori di Pompa Protonica: uso appropriato, sicurezza e sostenibilità del Ssn

L'Aifa unifica e aggiorna le note prescrittive di omeprazolo e simili. Medici e società scientifiche plaudono al riconoscimento del ruolo clinico nella rivalutazione periodica delle cure.

“Una revisione che è il risultato di un ampio lavoro tecnico condiviso tra Aifa, rappresentanze della medicina generale, società scientifiche e professionisti del settore, con l’obiettivo di garantire appropriatezza prescrittiva, sicurezza clinica e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”.

Fimmg, Fnomceo, Fmt, Sifo, Simg, Smi, Snami e le Società Scientifiche di area gastroenterologica Simi, Sige, Aigo, Sied, accolgono con favore la pubblicazione da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) della Nuova Nota 1, che unifica e aggiorna le precedenti Note 1 e 48 relative alla prescrivibilità e rimborsabilità degli inibitori di pompa protonica (IPP).

Gli IPP, quali omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo e rabeprazolo sono farmaci fondamentali nella gestione delle patologie acido-correlate. La nuova Nota ne ridefinisce le condizioni d’uso sulla base delle più aggiornate evidenze scientifiche, valorizzando il ruolo clinico del medico nella valutazione individuale del paziente. La Nota richiama l’attenzione sull’ampia diffusione dell’impiego cronico degli IPP e sulla necessità di rivalutazioni periodiche, anche ai fini di una possibile de-prescrizione quando clinicamente appropriata.
Se da Aifa arriva, come è logico, un invito ai medici operanti in ambito ambulatoriale o ospedaliera (in caso di dimissioni), a uniformarsi alle nuove disposizioni, che rappresentano un aggiornamento fondato su evidenze cliniche e consenso scientifico internazionale, dalle sigle che hanno attivamente partecipato a questo importante lavoro giunge un messaggio di grande soddisfazione per il riconoscimento del ruolo professionale, oltre a essere: “Un intervento importante anche in considerazione del fatto che l’uso prolungato non giustificato è stato associato a possibili effetti avversi, tra cui infezioni gastrointestinali, disbiosi, ipomagnesiemia, deficit di vitamina B12, aumento del rischio di fratture e nefropatia cronica”.

Le organizzazioni firmatarie ribadiscono l’impegno congiunto per una prescrizione basata sulle evidenze, orientata alla tutela della salute dei cittadini e alla qualità del Servizio sanitario nazionale.

20 Febbraio 2026

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