Oms Europa e Conferenze Episcopali Europee: un patto contro le disuguaglianze sanitarie e la solitudine

Oms Europa e Conferenze Episcopali Europee: un patto contro le disuguaglianze sanitarie e la solitudine

Oms Europa e Conferenze Episcopali Europee: un patto contro le disuguaglianze sanitarie e la solitudine

Firmato un accordo di collaborazione tra Oms/Europa e CCEE per affrontare le emergenze sanitarie e sociali del continente. Kluge: "138 milioni di europei vivono in povertà estrema, la solitudine è un'emergenza di salute pubblica".

“La solitudine non è un fallimento personale – è un’emergenza di salute pubblica, che aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e demenza fino al 30%”. Con queste parole il Direttore regionale dell’Oms per l’Europa, Hans Henri P. Kluge, ha annunciato la firma di una Lettera di Intenti tra Oms/Europe e il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), siglata il 23 giugno per istituire una partnership strategica volta a ridurre le disuguaglianze sanitarie nel continente.

L’accordo, che fa seguito al primo evento congiunto tra le due organizzazioni tenutosi a Roma il 18 marzo 2026, rappresenta un passo concreto verso la costruzione di una risposta paneuropea alle disuguaglianze sanitarie, “radicata nella scienza e nella solidarietà”.

I dati citati da Kluge sono impressionanti: “138 milioni di europei vivono in povertà estrema; milioni di donne e uomini anziani trascorrono i loro ultimi anni in grave isolamento”. Numeri che, secondo il Direttore regionale, “richiedono che agiamo” e che nessuna autorità sanitaria può affrontare da sola.

“La Chiesa ha una presenza che raggiunge comunità che i sistemi sanitari spesso non possono raggiungere – parrocchie rurali, margini urbani, le famiglie dei più vulnerabili”, ha sottolineato Kluge. La partnership mira a combinare “la competenza tecnica e le evidenze scientifiche di WHO/Europe con le reti pastorali locali di fiducia della CCEE” per costruire “qualcosa di nuovo: una risposta paneuropea alle disuguaglianze sanitarie, radicata nella scienza e nella solidarietà”.

L’Arcivescovo Gintaras Grušas, Presidente della CCEE, ha definito l’accordo come “un segno di speranza”. “Ogni vita ha uguale valore. Ogni persona merita dignità umana. Non è un’aspirazione – è un dovere condiviso e il fondamento della pace sociale”, ha dichiarato Kluge.

La Lettera di Intenti, ha precisato l’Arcivescovo Grušas, “non è ancora un impegno formale o un accordo istituzionale in senso stretto. Piuttosto, è l’espressione di una volontà condivisa di camminare insieme, di ascoltarci a vicenda, di esplorare preoccupazioni comuni nel vasto e delicato campo della salute, della cura, della dignità umana e del servizio al prossimo”.

L’obiettivo è garantire che i 187 milioni di persone più vulnerabili in Europa – donne, uomini e bambini – non vengano lasciati indietro dai divari digitali, dai servizi sottofinanziati, dall’isolamento sociale e dall’esposizione alla violenza nelle loro case e comunità.

Entrambe le organizzazioni si impegnano a promuovere un quadro etico in cui la tecnologia sia utilizzata per ridurre le disuguaglianze sanitarie, garantendo che gli strumenti di intelligenza artificiale non lascino ulteriormente indietro le popolazioni povere, rurali o anziane.

La Lettera di Intenti istituisce un quadro per futuri scambi tecnici sulla riduzione delle disuguaglianze sanitarie in Europa, gettando le basi per un memorandum d’intesa formale, previsto per la fine del 2026 o l’inizio del 2027. Il tutto con il sostegno di Papa Leone XIV, che ha già riconosciuto l’importanza della salute come “bene vitale per la resilienza e la coesione sociale”, affermando che “la salute non può essere un lusso per pochi, ma è una condizione essenziale per la pace sociale”.

30 Giugno 2026

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