Ortottista di primo livello in Lombardia. Aimo: “Collaborazione sì, ma i percorsi si costruiscono insieme”

Ortottista di primo livello in Lombardia. Aimo: “Collaborazione sì, ma i percorsi si costruiscono insieme”

Ortottista di primo livello in Lombardia. Aimo: “Collaborazione sì, ma i percorsi si costruiscono insieme”

“Screening e visita oculistica non sono equivalenti: servono confronto tra professionisti, competenze chiare e percorsi condivisi, per tutelare appropriatezza e sicurezza”, ribadiscono i medici oculisti rispondendo alla Commissione d'Albo degli Ortottisti e tornando a chiedere il ritiro della delibera della Lombardia.

“I percorsi assistenziali nel Servizio Sanitario Nazionale devono essere costruiti prima di tutto dalle figure professionali direttamente interessate, attraverso un confronto preventivo, e non definiti a posteriori sulla base di modelli già deliberati unilateralmente”. Così il presidente Alessandra Balestrazzi e il Consiglio Direttivo dell’Aimo (Associazione Italiana Medici Oculisti ETS) tornano a ribadire la loro posizione contro la delibera della Regione Lombardia che introduce la visita ortottista come filtro di primo livello nei nuovi percorsi assistenziali in oculistica.

“È necessario fare chiarezza su un punto sostanziale: lo screening ortottico è cosa diversa dalla valutazione e dalla visita oculistica. Lo screening non coincide con una valutazione clinica specialistica oftalmologica e non può, pertanto, essere considerato automaticamente uno strumento sostitutivo o equivalente alla prestazione oculistica. Per questa ragione, riteniamo che lo screening, per sua stessa natura e finalità, non possa essere considerato uno strumento in grado di ridurre le liste di attesa delle prestazioni oculistiche, soprattutto quando il cittadino necessita di una valutazione medica specialistica. Il rischio, al contrario, è quello di introdurre un ulteriore passaggio nel percorso assistenziale, senza incidere concretamente sui tempi di accesso alla visita del medico oculista, con il rischio che vengano misconosciute patologie gravi come le patologie oncologiche che possono a volte essere diagnosticate tramite una visita oculistica accurata”, sostiene l’Aimo.

I medici oculisti precisano di essere “pienamente favorevoli a una collaborazione tra professionisti e alla ricerca di soluzioni organizzative che consentano di migliorare l’appropriatezza, la qualità e l’efficienza dell’assistenza. Siamo quindi disponibili a valutare insieme, con le rappresentanze professionali interessate, percorsi condivisi, protocolli chiari e modelli organizzativi realmente funzionali alle esigenze dei cittadini e del Servizio sanitario”.

“Proprio in questa prospettiva, tuttavia – sottolineano -, riteniamo necessario ribadire che la deliberazione della Regione Lombardia, così come è stata promulgata, non è accettabile. Prima di procedere all’attuazione di un modello che incida sulle modalità di accesso alle prestazioni oftalmologiche, è indispensabile un confronto concreto tra le professioni coinvolte e una definizione condivisa delle competenze, delle responsabilità e dei percorsi clinico-assistenziali. Per questo motivo ribadiamo la richiesta di ritirare la deliberazione della Regione Lombardia, così come attualmente formulata, e di aprire un tavolo di confronto con tutte le figure professionali interessate, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise che siano realmente orientate alla riduzione delle liste di attesa, senza creare percorsi impropri o ridurre le garanzie di appropriatezza e sicurezza per il cittadino”.

“La collaborazione tra professionisti è certamente la strada da perseguire. Ma una collaborazione efficace presuppone che i percorsi vengano costruiti insieme, prima della loro applicazione, nel rispetto delle diverse competenze e responsabilità professionali e, soprattutto, nell’interesse dei pazienti”, conclude la nota del presidente e il Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Medici Oculisti Ets.

11 Settembre 2026

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