SIVeMP (Sindacato dei Veterinari di Medicina Pubblica) e SIMeVeP (Società italiana di Medicina Veterinaria Preventiva) allertano su “una trasformazione preoccupante è in atto nelle istituzioni europee”. Nello specifico “sotto la bandiera della competitività e della semplificazione”, si rischia che in Unione Europea “vengano introdotte riforme sostanziali mascherate da aggiustamenti tecnici, aprendo le porte di fatto a una deregolamentazione strutturale a scapito delle valutazioni di impatto, della trasparenza e della partecipazione democratica”.
SIVeMP e SIMeVeP si concentrano, nello specifico sull’Agenda di Semplificazione e sul Pacchetto Omnibus 2025 della Commissione Europea, che “accorpano in un unico testo modifiche a decine di direttive e regolamenti, precedentemente distinti”. La loro natura multi-settoriale, spiegano, “obbliga il Parlamento Europeo alla votazione complessiva sull’intero pacchetto, eliminando la possibilità di emendare o discutere nel dettaglio le singole misure”. Con il rischio di introdotte riforme sostanziali come semplici aggiustamenti tecnici.
Secondo SIVeMP e SIMeVeP:
- Il pacchetto Omnibus per l’ambiente e sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre gli obblighi di rendicontazione, rischia di abbassare gli standard di tutela ambientale e climatica e di modificare il Green Deal senza adeguate valutazioni d’impatto e senza un sufficiente coinvolgimento pubblico.
- Con l’Omnibus VI la Commissione rischia di indebolire i protocolli di autorizzazione delle sostanze tossiche, mettendo sotto pressione il regolamento REACH – fiore all’occhiello dell’UE per la sicurezza delle sostanze chimiche – e sacrificando la tutela di salute ed ecosistemi, in assenza di solide valutazioni scientifiche, a favore di una competitività industriale di breve termine.
- Il pacchetto Omnibus “Alimenti e Mangimi” presentato dalla Commissione Ue a fine 2025 con approvazione prevista entro metà 2026, introduce cambiamenti significativi per ridurre gli oneri amministrativi e modernizzare le procedure, con il rischio però di abbassare la qualità e gli standard di sicurezza alimentare e dei controlli di frontiera stabiliti da anni di dibattito ed esperienza scientifica.
“Quest’ultimo processo, in particolare, si inserisce in un contesto globale caratterizzato dall’aumento del commercio, minacce emergenti per la salute (zoonosi incluse), tensioni geopolitiche e cambiamenti climatici. Tutti fattori che associati ad un potenziale allentamento dei controlli interni, rischiano di compromettere la sicurezza alimentare dei prodotti immessi sul mercato europeo”.
“Poiché l’applicazione rimane esclusivamente nazionale, si profila anche il rischio di una frammentazione in 27 diversi regimi nazionali con responsabilità disomogenee e incertezza giuridica”, concludono.
Tra le proposte alternative: codificare criteri vincolanti per le procedure accelerate; pubblicare le valutazioni d’impatto prima delle decisioni politiche; disaggregare i pacchetti Omnibus quando toccano diritti fondamentali come salute, ambiente, dati – assicurando un dibattito democratico puntuale.
“Come garanti della salute secondo l’approccio One Health, i medici veterinari non possono restare spettatori di una riforma che incide sulla qualità dei controlli e sulla trasparenza”, è il messaggio finale.