Professioni sanitarie. È tempo di superare definitivamente i vincoli del passato

Professioni sanitarie. È tempo di superare definitivamente i vincoli del passato

Professioni sanitarie. È tempo di superare definitivamente i vincoli del passato

Gentile Direttore, il dibattito che si è aperto in Regione Lombardia sul Progetto di Legge n. 6 dedicato alle attività libero-professionali delle professioni sanitarie offre l'occasione per affrontare una questione che da troppo tempo attende una risposta chiara e definitiva...

Gentile Direttore,
il dibattito che si è aperto in Regione Lombardia sul Progetto di Legge n. 6 dedicato alle attività libero-professionali delle professioni sanitarie offre l’occasione per affrontare una questione che da troppo tempo attende una risposta chiara e definitiva.

Nel corso dell’audizione presso la III Commissione Consiliare, FIALS Lombardia ha espresso una valutazione favorevole all’impianto generale della proposta, ritenendola un passo importante verso una maggiore valorizzazione delle professioni sanitarie. Tuttavia, riteniamo che il tema meriti una riflessione più ampia, che riguarda non soltanto l’organizzazione del lavoro, ma il futuro stesso del Servizio sanitario nazionale e regionale.

La sanità di oggi è profondamente diversa da quella nella quale furono concepite molte delle norme che ancora regolano l’attività dei professionisti sanitari. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità, la necessità di rafforzare la sanità territoriale e domiciliare e la persistente carenza di personale impongono un cambiamento di prospettiva.

In questo contesto, la possibilità per i professionisti sanitari di esercitare attività libero-professionale in modo regolamentato, trasparente e compatibile con il servizio pubblico non deve essere considerata una concessione straordinaria, bensì uno strumento moderno di valorizzazione professionale e di risposta ai bisogni assistenziali dei cittadini.

L’esperienza maturata durante il periodo emergenziale ha dimostrato che è possibile conciliare l’interesse pubblico con forme di attività professionale esterne all’orario di servizio. Per questo motivo riteniamo che sia giunto il momento di superare definitivamente il carattere temporaneo delle deroghe introdotte negli ultimi anni e costruire una disciplina stabile e uniforme.

Occorre inoltre garantire criteri applicativi omogenei sul territorio, semplificare gli attuali percorsi autorizzativi, assicurare adeguate tutele assicurative, previdenziali e fiscali e prevenire qualsiasi forma di discriminazione nei confronti di chi sceglie di svolgere attività libero-professionale.

Il tema centrale, tuttavia, è un altro. Le professioni sanitarie rappresentano oggi una delle colonne portanti del sistema salute. Eppure, troppo spesso continuano a essere considerate in una posizione subordinata rispetto ad altre professioni.

Non si può continuare a trattare le professioni sanitarie come professioni di serie B.

Valorizzare infermieri, tecnici sanitari, fisioterapisti, ostetriche e tutte le altre professioni del comparto significa rendere più attrattivo il sistema sanitario, contrastare la fuga di professionisti, favorire il ricambio generazionale e migliorare la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.

Per queste ragioni auspichiamo che il confronto istituzionale prosegua con coraggio e visione, nella consapevolezza che investire sulle professioni sanitarie significa investire sul futuro della sanità italiana.

Cordiali saluti.

Roberto Gentile
Segretario Regionale FIALS Lombardia

03 Giugno 2026

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