Revoca bando UPO. Bottino (Acoi): “Segnale di responsabilità. Chiamate accademiche e incarichi assistenziali restino distinti”

Revoca bando UPO. Bottino (Acoi): “Segnale di responsabilità. Chiamate accademiche e incarichi assistenziali restino distinti”

Revoca bando UPO. Bottino (Acoi): “Segnale di responsabilità. Chiamate accademiche e incarichi assistenziali restino distinti”

Per Bottino l’integrazione tra Università e Ssn funziona quando “ricerca, didattica e assistenza collaborano dentro regole leggibili, responsabilità definite e procedure coerenti”. La qualità della formazione e delle cure  “cresce attraverso il rispetto delle competenze, la selezione per merito e la piena trasparenza nell’attribuzione degli incarichi”.

L’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi) accoglie con favore la decisione dell’Università del Piemonte Orientale di revocare in autotutela il bando per un posto di professore associato di Chirurgia generale. “È un segnale di responsabilità istituzionale che conferma l’esigenza di garantire procedure pienamente chiare, trasparenti e rispettose delle diverse competenze”, dichiara Vincenzo Bottino, presidente Acoi.

“Nel bando era previsto che il vincitore svolgesse attività clinica presso l’Azienda Ospedaliera di Alessandria, ricoprendo anche il ruolo di direttore della Struttura complessa di Chirurgia generale. Lo stesso decreto evidenzia che la procedura universitaria di chiamata e le determinazioni relative agli incarichi assistenziali attengono a piani procedurali distinti, regolati dalle rispettive discipline”, ricostruisce la nota dell’associazione.

“È il nodo sul quale Acoi, insieme ad Anaao Assomed, aveva richiamato l’attenzione”, prosegue Bottino. “Una selezione accademica deve individuare il docente secondo le regole universitarie. La direzione di una struttura sanitaria richiede un percorso autonomo, trasparente e coerente con la normativa del Servizio sanitario. La sovrapposizione tra i due livelli genera incertezza, comprime le opportunità dei professionisti ospedalieri e indebolisce la credibilità della governance clinica”.

Per il presidente Acoi, la scelta dell’Ateneo rappresenta un precedente utile anche per altre realtà. “L’autotutela è uno strumento di buona amministrazione quando consente di prevenire contenziosi, tutelare la parità tra i candidati e correggere una procedura prima che produca effetti difficili da rimuovere. L’Università del Piemonte Orientale ha scelto di riesaminare il proprio atto, preservando la possibilità di una nuova procedura formulata in modo più chiaro”.

Bottino richiama quindi il valore dell’integrazione tra Università e Servizio sanitario nazionale. “L’integrazione funziona quando ricerca, didattica e assistenza collaborano dentro regole leggibili, responsabilità definite e procedure coerenti. La qualità della formazione e delle cure cresce attraverso il rispetto delle competenze, la selezione per merito e la piena trasparenza nell’attribuzione degli incarichi”.

“Acoi continuerà a vigilare e a offrire il proprio contributo tecnico e istituzionale”, conclude Bottino. “Il caso di Alessandria dimostra che il confronto fondato sugli atti può produrre risultati concreti. Ora auspichiamo che l’eventuale nuova procedura distingua con precisione il reclutamento universitario dalle successive determinazioni assistenziali, tutelando candidati, professionisti, specializzandi e pazienti”.

21 Luglio 2026

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