Rigenerazione, non solo sostenibilità: una proposta per il futuro della sanità

Rigenerazione, non solo sostenibilità: una proposta per il futuro della sanità

Rigenerazione, non solo sostenibilità: una proposta per il futuro della sanità

Viviamo un tempo in cui la parola sostenibilità domina il dibattito sulla salute pubblica. Ci preoccupiamo, giustamente, della tenuta del sistema sanitario di fronte all’invecchiamento della popolazione, alla crescita delle malattie croniche, alla fragilità sociale e ai costi delle nuove tecnologie. Ma continuare a parlare solo di sostenibilità rischia di farci perdere una possibilità più grande: immaginare una sanità che non sopravvive, ma rigenera

La “Sanità Rigenerativa” è un approccio olistico e sistemico, distinto dalla “medicina rigenerativa”, che mira non solo a riparare tessuti (obiettivo della medicina rigenerativa) ma a creare un intero ecosistema sanitario che rigeneri salute, benessere e valore sociale attraverso prevenzione, personalizzazione e presa in carico globale del paziente, anticipando i bisogni e migliorando la qualità della vita in modo sostenibile per tutti, non solo curando le patologie. 

La “medicina rigenerativa” è un campo specifico della medicina che utilizza terapie (es. cellule staminali, fattori di crescita) per riparare, rigenerare o sostituire tessuti e organi danneggiati, focalizzandosi sulla guarigione biologica.

La “sanità rigenerativa” cambia paradigma dalla cura della malattia alla promozione della salute e del benessere a lungo termine e genera valore non solo clinico ma anche economico e sociale, migliorando la qualità della vita e la sostenibilità del sistema sanitario. Si basa sull’anticipare i bisogni, creare percorsi personalizzati e integrare medicina di precisione e presa in carico complessiva del paziente (non solo la parte malata). Infine unisce pubblico e privato, innovazione scientifica e bisogni reali della popolazione, trasformando il modello assistenziale. 

In sintesi, la sanità rigenerativa usa gli strumenti della medicina rigenerativa (e altri) per costruire un sistema sanitario che si rigenera da solo, producendo salute e benessere diffuso, non solo per singoli individui ma per l’intera comunità, in una visione di longevità sana e sostenibile. 

Sostenibilità dei sistemi sanitari

Nel dibattito sanitario italiano ed europeo una parola è diventata centrale e quasi ossessiva: sostenibilità. La utilizziamo come un mantra difensivo, una parola-scudo che esprime insieme paura e resistenza. La paura di non farcela e la resistenza di un sistema che sembra sempre sul punto di cedere.

Oltre a sostenibilità, anche sanità, solitudini e inclusione sono all’interno della stessa visione:

Sostenibilità: in quantosviluppo che soddisfa i bisogni attuali senza compromettere le future generazioni, bilanciando le dimensioni ambientale, sociale ed economica (vedi Commissione Brundtland, Agenda 2030). 

Sanità: intesa non solo come assenza di malattia, ma stato di completo benessere fisico, mentale e sociale (vedi OMS) e diritto fondamentale (vedi Costituzione), che oggi include prevenzione, cure e promozione di stili di vita sani per tutta la popolazione. 

Solitudini: intese come stato di isolamento emotivo o sociale, percepito quando i legami affettivi e sociali non soddisfano i bisogni di connessione, diventando un problema di salute pubblica e di coesione sociale, soprattutto tra anziani e giovani. 

Inclusione: in quanto processo per garantire che tutti gli individui, indipendentemente da abilità, origine, genere, età, possano partecipare pienamente alla società, con pari opportunità e accesso a risorse e servizi, contrastando ogni forma di esclusione. 

I determinati che interagiscono sono noti a tutti:

L’invecchiamento demografico,

L’aumento delle malattie croniche e delle disabilità,

La solitudine sociale e la fragilità delle reti familiari,

La difficoltà a reperire professionisti sanitari,

L’esplosione dei costi dei nuovi farmaci e delle tecnologie,

La crescita della domanda di cure ospedaliere e d’emergenza.

In questo scenario la sostenibilità rischia di diventare sinonimo di sopravvivenza: contenere, ottimizzare, tagliare, fare più con meno. Ma se il vero problema fosse la domanda e non solo l’offerta? E se provassimo a spostare il paradigma? Crediamo che oggi la domanda urgente non sia più: “Come facciamo a sostenere l’esistente?” ma piuttosto: “Come possiamo rigenerare valore in modo nuovo?”

Perché parlare di rigenerazione

La parola “rigenerazione” non appartiene solo all’urbanistica. In biologia significa ricostruire un tessuto lesionato generando nuova vita, non riparando meccanicamente il danno. In economia significa creare valore multiplo — umano, sociale, ambientale — invece di estrarlo. In urbanistica significa ricostruire comunità, non solo edifici. In sanità, però, continuiamo a ragionare quasi esclusivamente in termini di sostenibilità, invece di immaginare una sanità rigenerativa, capace di generare salute prima della malattia e insieme alla comunità. Rigenerare non è un sinonimo elegante di ottimizzare. Rigenerare è un cambio culturale: creare valore, non semplicemente contenere costi. Rigenerare la salute per una sanità sostenibile significa spostare il focus dalla cura alla prevenzione e agli stili di vita sani (dieta, attività fisica, meno fumo/alcol), investendo strutturalmente sulla prevenzione primaria, adottando politiche “salutogene” (“salute in tutte le politiche”), sfruttando l’innovazione e la tecnologia, e riducendo gli sprechi e l’impatto ambientale del settore sanitario stesso, coinvolgendo attivamente cittadini, istituzioni e aziende per un sistema più equo e resiliente, basato su forme di comunità proattive e responsabilizzate.

Gli approcci chiave per la “rigenerazione della salute”

Possono essere identificati, quale oggetto di policy, in:

Prevenzione (Primaria, Secondaria, Terziaria): Investire di più (anche il 5-10% del budget sanitario) in prevenzione, che genera risparmi maggiori rispetto alla cura. Sviluppare programmi di screening, vaccinazioni e profilassi e attività di educazione e sensibilizzazione su stili di vita sani (alimentazione equilibrata, attività motoria).

  • Promozione della Salute e Stili di Vita Sani: tramite l’aumento del consumo di frutta/verdura, ridurre sale, alcol e fumo e incoraggiando l’attività fisica e sportiva in tutti i contesti (lavoro, comunità). Parimenti occorre combattere la povertà alimentare e promuovere una cultura alimentare sana.
  • Politiche Integrate (“Salute in tutte le politiche”): tramite la considerazione dell’impatto sulla salute di tutte le decisioni politiche (urbane, industriali, sociali) e tramite la promozione di trasporti urbani sostenibili e la creazione di città salutari (vedi gli esempi di “green cities” in Cina) e garantendo inclusione sociale e attenzione alle fasce più vulnerabili.
  • Innovazione e Digitalizzazione: utilizzando la tecnologia per migliorare l’efficienza, l’accesso alle cure e la prevenzione (es. Missione Salute PNRR) e la ricerca, le cure di precisione e l’integrazione tra ricerca, prevenzione e cura.

Sostenibilità Ambientale del Sistema Sanitario: riducendo sprechi (carta, plastica, energia) e migliorare la raccolta differenziata, usando materiali ecocompatibili e approvvigionamenti “verdi” e rendendo i sistemi sanitari più efficienti e resilienti dal punto di vista ambientale. 

La sostenibilità, quindi, richiede un patto tra istituzioni, professionisti, aziende, pazienti e cittadini, per rendere la sanità non solo accessibile (equità), ma anche capace di rispondere alle sfide future attraverso responsabilità e innovazione. 

Il ruolo della prevenzione

La prevenzione come policy per evitare nuove malattie notoriamente si basa su azioni volte a impedire l’insorgenza di patologie, agendo sui fattori di rischio attraverso stili di vita sani (dieta equilibrata, esercizio fisico, no fumo), vaccinazioni, igiene personale (il banale lavaggio delle mani) e interventi sanitari mirati come campagne di screening e educazione sanitaria, specialmente a livello di prevenzione primaria, per mantenere le persone sane ed evitare che si ammalino, riducendo costi sanitari e migliorando la qualità della vita. 

Di solito le strategie principali in cui si sostanzia sono:

Stili di Vita Sani: Alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, non fumare, mantenere un peso sano, uso di protezioni solari e cinture di sicurezza.

Educazione Sanitaria: Campagne informative (es. contro il fumo), educazione nelle scuole per modificare comportamenti e atteggiamenti.

Vaccinazioni: Proteggono da malattie infettive, agendo come una forma di profilassi.

Igiene: Lavarsi le mani per prevenire la diffusione di microrganismi infettivi.

Screening e Diagnosi Precoce: Individuare precocemente malattie (es. autopalpazione per il cancro al seno) per trattarle meglio, anche se tecnicamente rientra nella prevenzione secondaria, rafforza l’approccio generale.

Interventi Ambientali e Lavorativi: Progettazione sicura di luoghi di lavoro, utilizzo di DPI per evitare esposizione a cancerogeni come l’amianto (prevenzione primaria). 

Le tipologie di Prevenzione, notoriamente, sono:

Primaria: Agisce su individui sani per evitare l’insorgenza di una patologia (es. campagne antifumo, vaccinazioni).

Secondaria: Intercetta la malattia nelle sue fasi iniziali, quando è più facile da curare (es. screening).

Terziaria: Mira a limitare le complicanze e migliorare la qualità della vita dei malati cronici. 

In sintesi, oggi e per il nostro approccio, prevenire significa agire “a monte” per eliminare o ridurre i fattori di rischio e promuovere comportamenti salutari, proteggendo sia il singolo che la collettività. 

Infografica 1 – Dall’emergenza alla prevenzione.

Oltre la prevenzione in un approccio “One Health”

L’approccio “One Health” va “oltre la prevenzione” nel senso tradizionale, poiché integra salute umana, animale ed ecosistemi per affrontare minacce sanitarie emergenti (zoonosi, antimicrobico-resistenza, impatti climatici) attraverso collaborazione interdisciplinare, visione olistica e politiche intersettoriali, riconoscendo che la salute di tutti è interconnessa e richiede soluzioni sistemiche, puntando a resilienza e benessere sostenibile. Si evolve verso la “salute circolare” per un futuro più sano per il pianeta. 

Se la prevenzione tradizionale si concentra sulla prevenzione delle malattie (es. vaccini, screening), spesso focalizzata sull’uomo, invece l’approccio One Health riconosce che la salute umana dipende dalla salute degli animali e degli ecosistemi, quindi la prevenzione deve agire su tutti e tre i fronti, in modo integrato e simultaneo. 

Elementi chiave dell’approccio One Health sono:

Interconnessione: salute umana, animale e ambientale sono un’unica entità interdipendente.

Approccio Multidisciplinare: Medici, veterinari, epidemiologi, ecologi e altri professionisti devono lavorare insieme.

Intersettorialità: richiede la collaborazione tra settori (sanità, agricoltura, ambiente, politica) per affrontare rischi comuni.

Visione Olistica: considera i determinanti socio-economici e ambientali che influenzano la salute. 

Le azioni che vanno agite per andare “oltre la prevenzione” sono:

Sorveglianza Integrata: si basa sul monitoraggio di malattie e patogeni a livello umano, animale e ambientale.

Politiche Intersettoriali: necessitano strategie coordinate per cambiamenti climatici, inquinamento e perdita di biodiversità, che impattano sulla salute.

Resilienza: deve costruire sistemi più robusti per rispondere a crisi sanitarie (come pandemie) e ambientali.

Salute Circolare/Planetaria: si deve espandere il concetto per includere la sostenibilità del pianeta come base per la salute di tutti gli esseri viventi. 

Alcuni esempi concreti di politiche “One Health”:

Gestione delle Zoonosi: tramite la sorveglianza congiunta di animali e umani per prevenire il “salto” (spillover) di virus.

Resistenza Antimicrobica (AMR): affermare e sviluppare un approccio “One Health” per ridurre l’uso inappropriato di antibiotici in medicina umana e veterinaria.

Cambiamento Climatico: affrontare gli impatti climatici (inquinamento, eventi estremi) sulla salute attraverso azioni ambientali e sanitarie coordinate. 

In sintesi, One Health non è solo prevenire le malattie, ma creare le condizioni per la salute in un sistema complesso e interconnesso, agendo sulle cause profonde dei problemi sanitari.

Infografica 3 – Milestone del PNRR in un approccio “One Health”

Tre consapevolezze che rendono possibile il salto

Oggi siamo in un momento unico. Ci sono almeno tre forze storiche che rendono possibile questo passaggio:

Una nuova idea di prevenzione: è costruire contesti — luoghi, relazioni, reti — in cui la salute, non solo la sanità, sia generata. La prevenzione reale è ciò che evita la malattia, non ciò che la intercetta più presto.

L’approccio One-Health: un sistema sanitario forte non può vivere in un ecosistema sociale ed ecologico malato. L’aria che respiriamo, la qualità dei quartieri, la mobilità, la biodiversità, gli spazi verdi, la sicurezza, la coesione: tutto questo è salute.

L’ingresso dell’IA generativa: non una tecnologia che sostituisce, ma un’intelligenza che connette: dati, conoscenze, persone, servizi. Uno strumento capace di liberare tempo di relazione e personalizzare interventi, non di produrre più burocrazia più velocemente.

Che cos’è una sanità rigenerativa

Solitamente la sanità rigenerativa viene intesa come un campo medico innovativo che mira a riparare, rigenerare o sostituire tessuti, organi e cellule danneggiati da malattie, traumi o difetti congeniti, sfruttando la capacità di auto-riparazione del corpo stesso, attraverso terapie che utilizzano cellule staminali, fattori di crescita e biomateriali per stimolare i processi naturali di guarigione, offrendo alternative meno invasive alle protesi o a interventi chirurgici complessi. Viene intesa come è un ecosistema che genera salute, non un sistema che reagisce alla malattia.

In una accezione di sistema invece si deve intendere come una sanità che si pone obiettivi di salute della popolazione, delle comunità … va oltre l’approccio della singola patologia ed evolve verso un approccio di “One Health” … con al centro le persone nel loro contesto di vita e di lavoro.

Una logica di creazione di valore invece che di compensazione delle perdite. Quindi significa spostare il centro dell’azione nei luoghi della vita quotidiana, investire sulle reti sociali e territoriali, riconoscere i cittadini come co-produttori di salute, usare la tecnologia per potenziare l’umano, misurare gli eventi avversi evitati, non solo le prestazioni erogate.

Le performance non sono relative al singolo paziente, ma alle persone delle comunità afferenti.

    Che cos’è la sanità rigenerativa (in 7 punti) Generare salute, non inseguire la malattia Costruire salute nei luoghi di vita Integrare salute, ambiente e relazioni (One Health)Allearsi con le comunità Usare la tecnologia per aumentare umanità. Passare dai costi agli investimenti Cambiare cultura, non solo processi

Casi reali che mostrano la possibilità

Frome (Somerset, UK)Un modello che unisce medicina generale e comunità attraverso i community connectors. Risultato: -14% di accessi al PS, mentre nel resto del Somerset crescevano del 29%.

Buurtzorg (Olanda)Team infermieristici autonomi che lavorano con e nella comunità.
Risultato: qualità di vita migliore, costi più bassi, professionisti più soddisfatti.

Sanità di iniziativa (Emilia-Romagna, Toscana)Gestione proattiva della cronicità con team multiprofessionali e contatti programmati. Valore: prevenzione riacutizzazioni, riduzione PS e ricoveri ripetuti.

Social Prescribing (UK, Canada, sperimentazioni italiane)ll medico prescrive relazioni e attività sociali, non solo farmaci e visite. Valore: riduzione solitudine, miglioramento benessere, riduzione domanda sanitaria inutile.

Cure palliative domiciliariLa cura nel contesto di vita invece che nella fase acuta ospedaliera.
Valore trasformativo: più tempo a casa, meno ricoveri non desiderati, dignità e relazioni.

              Esempi concreti di valore rigenerato Frome: -14% accessi PS in tre anniBuurtzorg: qualità più alta, costi più bassiSanità di iniziativa: prevenzione riacutizzazioniCure palliative domiciliari: più vita a casaPrescrizione sociale: riduzione solitudine

Rigenerare la salute

Una sanità rigenerativa non si valuta con il numero di visite o esami, ma con gli eventi evitati e i benefici generati. Rigenerare la salute nelle comunità, quindi, significa adottare un approccio integrato e partecipativo che va oltre la cura del singolo malato, promuovendo il benessere a livello collettivo attraverso la prevenzione, l’educazione e la valorizzazione delle risorse locali, con un focus su stili di vita sani (dieta, attività fisica) e l’empowerment della comunità stessa, come previsto da iniziative come il PNRR e le Case della Comunità. Si tratta di un cambiamento di paradigma che include anche la salute mentale e l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, coinvolgendo enti del terzo settore, scuole e cittadini. 

Approcci chiave per rigenerare la salute

Social Prescribing: spostare il focus dalla malattia alla promozione della salute, identificando e utilizzando le risorse sociali e relazionali della comunità (es. gruppi di supporto, attività ricreative) per migliorare il benessere, come suggerito dall’OMS.

Progettazione Integrata (Budget di Salute): Coinvolgere attivamente cittadini, famiglie, enti locali e terzo settore nella definizione dei bisogni e delle soluzioni, creando un “contratto” personalizzato per costruire una rete di servizi più forte e inclusiva.

Promozione di Stili di Vita Sani:

Alimentazione: Valorizzare la dieta mediterranea, i prodotti locali (km 0) e l’educazione nutrizionale nelle scuole.

Attività Fisica: Incoraggiare l’esercizio regolare e l’uso di spazi pubblici per l’attività.

Prevenzione: Potenziare screening, vaccinazioni e sorveglianza, investendo nella prossimità territoriale.

Sviluppo Territoriale (Case della Comunità): Utilizzare le nuove strutture territoriali (Case della Comunità) come hub per la prevenzione, la specialistica ambulatoriale e il supporto sociale, animate da un nuovo modello organizzativo e metodologico.

Educazione alla SaluteProcessi educativi per acquisire consapevolezza e capacità decisionali per il proprio benessere, lungo tutto l’arco della vita.

Coinvolgimento Transdisciplinare: Integrare saperi tecnici, relazionali, sociali e psicologici per affrontare la complessità dei bisogni di salute, creando un dialogo tra organizzazioni sanitarie e tessuto sociale. 

Rigenerare la salute nelle comunità 

Richiede un approccio integrato che superi la tradizionale prestazione sanitaria, unendo la pianificazione urbana, l’inclusione sociale e la cura di prossimità. Questo modello, spesso definito Urban Health, considera la salute come il prodotto di un equilibrio olistico tra la persona e il suo ambiente. 

Strategie di Rigenerazione Urbana e Sociale

La rigenerazione urbana moderna non riguarda solo il recupero edilizio, ma mira a trasformare le città in luoghi accessibili, sicuri e vivibili per ridurre emarginazione e degrado. 

Pianificazione Integrata: Integrare la tutela della salute nella progettazione territoriale per favorire stili di vita sani, trasporti sostenibili e adattamento ai cambiamenti climatici.

Riduzione delle Diseguaglianze: Identificare azioni specifiche per diminuire le disparità di salute legate all’esposizione a fattori ambientali (inquinamento, qualità dell’acqua) e alla mancanza di servizi.

Inclusione e Resilienza: Trasformare aree dismesse in spazi che promuovano la socialità e il benessere collettivo, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. 

Nuovi Modelli di Cura: Le Case della Comunità

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede la creazione di 1.038 Case della Comunità, intese come nuove strutture socio-sanitarie di prossimità. 

Funzioni: Offrono servizi di prevenzione (screening oncologici, vaccinazioni), specialistica ambulatoriale, assistenza medica e psicologica.

Integrazione Socio-Sanitaria: Agiscono come centri in cui i saperi tecnici sanitari dialogano con quelli relazionali e sociali per una presa in carico complessa della persona.

E-health: Supportano la salute dei cittadini attraverso schedulazione delle prestazioni, telemonitoraggio, teleconsulto e teleriabilitazione. 

Azioni per la Promozione della Salute

Oltre alle infrastrutture, la rigenerazione passa per il cambiamento dei comportamenti individuali e collettivi: 

Stili di vita sani: Promuovere il consumo di frutta e verdura, l’attività fisica regolare, la riduzione del fumo e dell’alcol, e il mantenimento del peso forma.

Sviluppo di coesione: Incrementare il supporto e le infrastrutture dedicate alla salute nelle organizzazioni e sviluppare collaborazioni attive all’interno delle comunità.

Urban One Health: Adottare un modello che riconosca il legame indissolubile tra salute umana, animale e dell’ecosistema per migliorare la qualità complessiva della vita. 

Per approfondire le iniziative locali, è possibile consultare i portali regionali dedicati, come quello della Regione Lombardia sull’”Urban Health”, della Regione Emilia Romagna sul progetto “Community Lab” o della Regione Toscana sulla sanità territoriale.

Perché ora

Perché la storia ci sta offrendo un’opportunità unica: unire nuova prevenzione, One Health e IA generativa in un progetto culturale e operativo condiviso. Se non lo facciamo, continueremo a rincorrere la malattia e la sostenibilità diventerà impossibile. Se lo facciamo, possiamo rigenerare salute, fiducia e coesione. La vera domanda non è più come sostenere il sistema, ma come generare salute insieme alle comunità, reinventando la cura oltre i confini dei servizi. La scelta non è tra pubblico e privato, tra ospedale e territorio, tra umano e tecnologia. La scelta è tra un sistema che sopravvive e un ecosistema che rigenera.

Non chiediamoci più quanto il sistema può sopportare. Chiediamoci quanto valore possiamo rigenerare, insieme.

Ringraziamenti: Si ringrazia il collega Andrea Vannuci della Fondazione  Italiana di Leniterapia per il contributo dato alla stesura del presente articolo.

Silvia Scelsi,

Presidente Nazionale ASIQUAS, Presidente Nazionale ANIARTI, Responsabile Professioni Sanitarie Istituto “Gaslini”, Genova,

Giorgio Banchieri,

Segretario Nazionale ASIQUAS, Docente DISSE, Univ. “sapienza, Roma

Riferimenti bibliografici

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Social prescribing: Bringing community back to health? (2025). The Lancet, 405(12), 211–212. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40651811/

Istituto Superiore di Sanità – DoRS Piemonte / CCW. (2024). La prescrizione sociale: Un modello per una pratica salutogenica (Traduzione toolkit WHO). https://www.dors.it/2024/03/la-prescrizione-sociale-un-modello-per-una-pratica-salutogenica/

IBSA Foundation. (2025). Social prescribing: Il modello che amplia il concetto di curahttps://www.ibsafoundation.org/it/blog/social-prescribing-il-modello-che-amplia-il-concetto-di-curaQuotidiano Sanità. (2025). Comunità proattive e prescrizione socialehttps://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/comunit-proattive-e-prescrizione-sociale/

Recenti Progressi in Medicina. (2025). Comunità compassionevoli e valore sociale del fine vitahttps://www.recentiprogressi.it/archivio/4588/articoli/45978/

S. Scelsi, G. Bancheri

03 Marzo 2026

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