Sanità privata. I sindacati chiedono incontro urgente al Ministro della Salute e alla Conferenza delle Regioni per il rinnovo dei contratti

Sanità privata. I sindacati chiedono incontro urgente al Ministro della Salute e alla Conferenza delle Regioni per il rinnovo dei contratti

Sanità privata. I sindacati chiedono incontro urgente al Ministro della Salute e alla Conferenza delle Regioni per il rinnovo dei contratti

Contratti della sanità privata e delle Rsa, i sindacati chiedono un incontro urgente al governo e alle Regioni. "Dopo anni di attesa non è accettabile subordinare il rinnovo a nuove risorse pubbliche. A rischio la qualità dell'assistenza".

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp hanno inviato oggi una richiesta formale di incontro urgente al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, sulla vertenza per il rinnovo dei contratti della Sanità privata e delle RSA, che riguarda migliaia di lavoratrici, lavoratori e professionisti impegnati ogni giorno nell’assistenza, nella cura e nella continuità dei servizi ai cittadini.

Le organizzazioni sindacali giudicano “non più sostenibile l’atteggiamento assunto dalle associazioni datoriali Aiop e Aris. Dopo anni di attesa, non è accettabile che il rinnovo contrattuale venga ancora subordinato alla richiesta di ulteriori risorse pubbliche o alla revisione dei meccanismi tariffari. La Sanità privata e le RSA rappresentano una parte rilevante del sistema di cura del Paese. Non è pensabile che qualità dell’assistenza, dignità professionale e diritti contrattuali continuino a essere trattati come variabili dipendenti dagli equilibri economici delle imprese”.

Una situazione resa ancora più grave dal quadro complessivo che si sta determinando nel settore sanitario: “A breve potrebbe arrivare la sottoscrizione del contratto 2025-2027 della sanità pubblica, un passaggio importante e atteso che rischia però di allargare ulteriormente la forbice tra lavoratrici e lavoratori del pubblico e del privato accreditato. Parliamo di personale che, pur dipendendo da soggetti privati, opera in strutture accreditate e garantisce ogni giorno prestazioni rese per conto del Servizio sanitario nazionale, assicurando quindi un servizio pubblico essenziale alle cittadine e ai cittadini”.

Dall’ultimo confronto svoltosi presso il Ministero della Salute non sono emersi avanzamenti concreti: “Per questa ragione – spiegano – le federazioni hanno chiesto un incontro urgente, finalizzato a individuare soluzioni che consentano di superare una vertenza ormai annosa e di garantire il regolare rinnovo dei contratti collettivi del settore”.

Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp “il Governo ha svolto in questi mesi una azione di mediazione, che riconosciamo. Tuttavia, sul piano concreto, alcune scelte stanno andando nella direzione opposta rispetto alla necessità di ricomporre la vertenza. Il riferimento è anche all’emendamento al Decreto Lavoro che, invece di estendere tutele minime anche a chi opera nel sociosanitario e nelle strutture accreditate, introduce una deroga che rischia di penalizzare proprio lavoratrici e lavoratori già segnati da salari bassi, carichi elevati e rinnovi contrattuali troppo spesso rinviati. Così si scava un solco ancora più profondo tra lavoratori, istituzioni e parti datoriali, anziché creare le condizioni per una soluzione equa e dignitosa”.

“È necessario riaffermare con chiarezza un principio: nessun modello sanitario può reggersi sulla compressione del valore del lavoro. La qualità dell’assistenza, la dignità professionale e la tenuta dei servizi passano anche dal rispetto dei contratti e dal loro rinnovo nei tempi dovuti. Non può esistere un sistema in cui chi garantisce prestazioni pubbliche attraverso strutture accreditate viene trattato come personale di serie B, con diritti e retribuzioni sempre più distanti da quelli del personale pubblico”.

“In assenza di risposte e del superamento del silenzio da parte di tutti i soggetti coinvolti, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp valuteranno ulteriori iniziative di mobilitazione, dando continuità al percorso già avviato con lo sciopero nazionale del 17 aprile scorso”, concludono.

10 Giugno 2026

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