Spese mediche e altre urgenze. Da Commissione Salute E-R parere favorevole al microcredito

Spese mediche e altre urgenze. Da Commissione Salute E-R parere favorevole al microcredito

Spese mediche e altre urgenze. Da Commissione Salute E-R parere favorevole al microcredito

La norma prevede fino a 10mila euro di prestito per famiglia da restituire in 5 anni. Il prestito non è a fondo perduto e serve a coprire esclusivamente i bisogni primari quali spese mediche urgenti, canoni di affitto e bollette di luce e gas, tasse scolastiche, per evitare il rischio di usura e sovraindebitamento.

Un milione di euro all’anno per il triennio 2026-2028 per sostenere le famiglie in temporanea difficoltà economica ed escluse dai tradizionali canali bancari. È quanto provede il progetto di legge sul microcredito della Giunta dell’Emilia-Romagna, che ha raccolto il parere favorevole dalla commissione Sanità. Si tratta di una misura che offre piccoli prestiti a condizioni agevolate per evitare il rischio di usura e sovraindebitamento.

“Quella che stiamo discutendo è una proposta fondamentale per non lasciare sole le famiglie, soprattutto in questa fase storica segnata da profonde instabilità economiche, che rafforza la capacità della Regione di sostenere i cittadini nei momenti di maggiore vulnerabilità attraverso uno strumento di prevenzione e accompagnamento pensato per intervenire prima che una difficoltà temporanea si trasformi in una condizione permanente di fragilità”, le parole del relatore di maggioranza Lorenzo Casadei (Movimento 5 Stelle) riprese in una nota dell’ufficio stampa dell’assemblea legislativa

“Con questa proposta di legge vogliamo creare le condizioni per intervenire a sostegno delle persone in situazione di fragilità prima che sia troppo tardi, ovvero prima che si sentano costretta a ricorrere a forme di credito improprio: vogliamo dare loro autonomia e aiutarle a ripartire”, spiega l’assessora Elena Mazzoni.

La proposta di legge nasce dall’analisi del contesto socioeconomico dell’Emilia-Romagna, dalla quale emerge come il rischio di povertà o esclusione sociale si attesti all’8,2%, coinvolgendo 366mila residenti. La percentuale di chi vive in condizioni di grave indigenza è salita dall’1,3% all’1,7%, mentre le disuguaglianze nei redditi restano stabili: la povertà relativa colpisce il 6,7% della popolazione, pari a 299mila persone.

Il progetto di legge stanzia un totale di 3 milioni per i primi tre anni per alimentare un apposito Fondo regionale di garanzia e azzerare o abbattere i tassi di interesse. I beneficiari residenti in Emilia-Romagna potranno accedere a finanziamenti fino a un massimo di 10mila euro per nucleo familiare, senza dover presentare garanzie reali (come l’ipoteca sulla casa) e da restituire entro cinque anni. Il microcredito si rivolge a chi vive una temporanea vulnerabilità dovuta a disoccupazione, cassa integrazione, sopraggiungere di una non autosufficienza o spese impreviste non derogabili.

Il prestito non è a fondo perduto e serve a coprire esclusivamente i bisogni primari quali spese mediche urgenti, canoni di affitto e bollette di luce e gas, tasse scolastiche e materiale per l’istruzione dei figli, interventi urgenti per la messa a norma o l’efficienza energetica della casa. In collaborazione con l’Ente nazionale per il microcredito (Enm), ogni beneficiario sarà seguito gratuitamente da tutor specializzati in educazione finanziaria con l’obiettivo di supportare le famiglie a gestire correttamente il proprio bilancio mensile, accompagnandole verso una reale autonomia economica.

27 Luglio 2026

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