Toscana. Nuove linee guida per il sopporto alle famiglie colpite da lutto perinatale

Toscana. Nuove linee guida per il sopporto alle famiglie colpite da lutto perinatale

Toscana. Nuove linee guida per il sopporto alle famiglie colpite da lutto perinatale

Le strutture sanitarie dovranno cercare di garantire alle donne una stanza singola in un’area separata dai reparti di degenza delle neomamme. Introdotto anche un modello di cura multidisciplinare per accompagnare la donna e la coppia dalla diagnosi alle dimissioni. Monni: “Il dolore non si cancella, ma abbiamo il dovere di fare in modo che il sistema sanitario lo accolga con rispetto”.

La Regione Toscana ha deciso di ridefinire l’assistenza offerta in caso di lutto immediatamente prima o dopo una nascita. La scelta, spiega la Regione in una nota nasce da una iniziativa diretta dell’assessora al diritto alla salute e alle politiche sociali Monia Monni, che si è interessata al caso di una giovane donna che dopo aver appena perso il proprio bambino aveva scelto di rendere pubblico il proprio dolore acuito dal fatto di aver dovuto affrontare un percorso di aborto farmacologico condividendo la stanza con donne che avevano appena partorito o che stavano per farlo.

La storia era stata raccontata sulle pagine di cronaca della Versilia lo scorso febbraio. Nel suo messaggio la madre raccontava la sofferenza di aver vissuto quel momento nello stesso reparto in cui altre donne davano alla luce i loro figli, tra i pianti dei neonati e la gioia delle nuove famiglie. L’assessora ha voluto contattare e sentire telefonicamente la coppia e, di fronte alla loro storia, si è impegnata personalmente a cambiare le regole ospedaliere per evitare che altri genitori dovessero affrontare la stessa sofferenza. Da questo ascolto è nato un provvedimento che impegna la sanità pubblica a riorganizzare i propri servizi per evitare che un trauma simile venga ingigantito dal contesto logistico.

Le nuove indicazioni regionali modificano l’intero percorso assistenziale, partendo dal presupposto che dietro le procedure ospedaliere ci sono persone che affrontano momenti di estrema vulnerabilità. Per questo motivo le strutture sanitarie dovranno cercare di garantire alle donne una stanza singola in un’area separata dai reparti di degenza delle neomamme. L’obiettivo è tutelare la paziente sia sotto il profilo visivo che acustico, impedendo che il contatto con la nascita di altri bambini possa peggiorare una situazione già dolorosa.

Oltre alla gestione degli spazi, il piano introduce un modello di cura multidisciplinare che accompagna la donna e la coppia dalla diagnosi fino alle dimissioni. Il protocollo prevede una terapia del dolore mirata, un supporto psicologico immediato e la possibilità per il partner o per una persona di fiducia di restare accanto alla donna durante tutto il ricovero. Questo accompagnamento proseguirà anche nelle fasi successive al parto, attraverso colloqui dedicati ad aiutare la coppia nella valutazione degli esiti clinici e la possibilità di continuare le sedute di supporto psicologico a lungo termine.

“Non possiamo cancellare un dolore così profondo, ma abbiamo il dovere di fare in modo che il sistema sanitario lo accolga con rispetto e competenza, senza lasciare nessuno in solitudine” dichiara l’assessore Monia Monni. “Quella lettera – prosegue – ci ha spinto a ripensare la gestione del lutto perinatale. Con queste linee guida stabiliamo regole chiare affinché ogni struttura offra un ambiente protetto e attento ai bisogni della persona, trasformando la vicinanza in un impegno strutturale e garantendo la massima dignità a chi affronta una perdita così grande”.

23 Luglio 2026

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