Esclusivo. Intervista video a Lorenzin: “Con sanità elettronica risparmi per 7 mld di euro”

Esclusivo. Intervista video a Lorenzin: “Con sanità elettronica risparmi per 7 mld di euro”

Esclusivo. Intervista video a Lorenzin: “Con sanità elettronica risparmi per 7 mld di euro”
L'E-health produce risparmi mentre sulle sigarette eletroniche "siamo in attesa del parere del Css". Questi i due argomenti trattati dal Ministro della Salute in due video interviste esclusive rilasciate al Forum della Pubblica amministrazione in corso a Roma. LE VIDEO INTERVISTE 1-2

Si è aperto oggi a Roma il Forum della Pubblica amministrazione e per l'occasione abbiamo effettuato una serie di interviste video, a partire da quella al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha parlato delle prospettive eocnomiche e sociosanitarie positive che potrebbe comportare lo sviluppo della sanità elettronica e poi in una seconda intervista ha toccato il tema delle sigarette elettroniche spiegando come sul tema si sia in attesa del parere del Consiglio superiore di Sanità.
 
 
 

 
 
Ma oltre al Ministro interviste video anche a numerosi esponenti del panorama sanità intervenuti al Forum Pa. Vai agli approfondimenti: Del Favero (Federsanità Anci); Desideri (Usl 8 Arezzo); Mancuso (Asp Catanzaro); Rabino (Fed Sovrazonale To3); Mangia (Federsanità Anci)

Concetti ribaditi dal ministro nel suo intervento alla conferenza ‘L’innovazione per la sostenibilità del sistema sanitario', tenutasi nel pomeriggio.

“L’innovazione digitale in sanità può garantire un risparmio pari a 7 miliardi di euro. E’ per questo che stiamo lavorando con gli altri ministeri per costruire un approccio integrato che metta a sistema il potenziale già esistente”. Lorenzin ha quindi insistito sulla “necessità di sviluppare un linguaggio uniforme che permetta di sfruttare a pieno vettori come la telemedicina, la ricetta elettronica e l’assistenza domiciliare”.

Investire sull’innovazione digitale garantisce “oltre a un abbassamento dei costi, anche un netto miglioramento della qualità della vita dei pazienti – ha proseguito il ministro – Umanità e tecnologia possono infatti procedere di pari passo e innescare un circolo virtuoso per tutta la comunità. E’ per questo che il nuovo Patto per la salute dovrà passare attraverso le nuove tecnologie”. In quest’ottica, uno strumento su cui puntare con decisione è rappresentato “dal fascicolo sanitario elettronico che favorisce un sistema di informazione in tempo reale e consente un miglior monitoraggio dell’appropriatezza delle prestazioni. E, infatti, stiamo aggiornando le banche dati, in modo da uniformare le procedure in tutto il Paese”.

Nel complesso, secondo Lorenzin “non bisogna limitarsi a sottolineare ciò che non funziona, ma serve maggiore ottimismo. Il nostro sistema può vantare delle grandissime eccellenze in cui vengono prodotte terapie avanzate, sperimentazioni all’avanguardia e innovazione”. La sfida più importante consiste “nel creare uniformità territoriale, perché la riforma del titolo V ha risposto alle esigenze dei territori, ma in alcuni casi ha determinato anche eccessiva frammentazione. La priorità è quindi quella di costruire una visione di insieme che sappia valorizzare la forza delle comunità locali”. 

Altro punto fondamentale nella visione di Lorenzin risiede “nel passaggio dall’ospedale al territorio”, ha ricordato a margine dell’assemblea di Federsanità Anci, sempre nel corso del Forum Pa. “Dove questo è già avvenuto, si è registrata una riduzione verticale della spesa e una maggiore qualità dell'assistenza percepita dai cittadini. Sarà di centrale importanza in questo senso il ruolo dei medici di medicina generale e la costruzione di 'hub' territoriali che diano assistenza alla cittadinanza, lasciando agli ospedali la sola gestione delle urgenze, implementando al contempo le eccellenze”. 

Per il ministro si tratta di cambiamenti necessari “ad affrontare per tempo la grande sfida dell'invecchiamento della popolazione. Per questo saranno necessarie anche campagne di prevenzione, utili anche in un'ottica di risparmio”. E l’assistenza territoriale, soprattutto nelle città più piccole, potrebbe essere accompagnata da forme di sussidiarietà che compensino le limitate risorse disponibili”. In questo senso, è urgente un grande sforzo “non solo economico, ma anche culturale per implementare la qualità dell'assistenza. Bisogna conciliare il taglio degli sprechi, con la costruzione di un sistema di benessere di alta qualità”. 
 
 
 

29 Maggio 2013

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