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Stamina. Lorenzin: “È necessario riportare la vicenda in un ambito scientifico”

“Perché purtroppo gli altri ambiti si sono dimostrati molto deboli”. Così la ministra della Salute, Lorenzin, in Commissione Igiene e Sanità del Senato dove ha svolto il seguito della sua audizione sul Caso Stamina. Secondo la responsabile della Salute in questa vicenda l’ambito scientifico è passato in secondo piano rispetto a quello giudiziario e mass mediatico.

17 GIU - Oggi la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha concluso la sua audizione sul Caso Stamina davanti ai componenti della Commissione Igiene e Sanità del Senato. E lo ha fatto rispondendo alle domande che la scorsa volta per questioni di tempo erano rimaste inevase. In particolare ha risposto alla senatrice Paola Taverna, M5S, che le ha chiesto se non si possa definire “assordante” il suo silenzio sulla vicenda e al senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, FI-Pdl, che le ha chiesto del perché non ha pensato di far ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio.
 
Non silenziosa ma equilibrata
“Non credo di essere stata silenziosa - ha risposto Lorenzin alla senatrice Taverna – ho tentato di essere equilibrata, perché la mia parola è sempre stata la parola finale quando si cercava un equilibrio. Potrei scrivere parecchi quaderni con le posizioni diversificate su questa vicenda che sono circolate durante tutto l'anno, anche dopo il parere del primo comitato e l'emersione delle vicende giudiziarie, che anche se vanno accertate dovrebbero dare adito a delle riserve. Ho cercato di non prestarmi a nessuna sollecitazione per garantire la mia terzietà e ho cercato di distinguere sempre la vicenda giudiziaria da quella più prettamente tecnico-scientifica”.

 
In più ha aggiunto “Credo che quello che sta succedendo agli Spedali Civili di Brescia stia andando oltre la volontà del legislatore, che parlava solo del completamento dei cicli di trattamento per pazienti selezionati, per motivi caritatevoli, nemmeno compassionevoli. E' venuto il momento di affrontare la situazione nei modi che valuteremo insieme, come fatto fino a oggi. Anche la situazione dei medici di Brescia penso sia di grandissima difficoltà dal punto di vista deontologico e probabilmente giuridico”.
 
Ricorso al Consiglio di Stato
Al senatore Lettieri ha invece risposto di non aver “condiviso l’ordinanza del Tar perché il principio di imparzialità non si applica al metodo scientifico che di per sé richiede una valutazione aperta e franca. In questa vicenda di scientifico c’è stato molto poco e anche poco rispetto dei principi basilari della metodica. È prevalsa la ricerca del consenso, l’aspetto di spettacolarizzazione mediatico ed è venuto meno il rispetto del metodo scientifico. Abbiamo deciso di non ricorrere al Consiglio di Stato ma di fare un secondo comitato che si esprimesse nuovamente sulla questione perché la vicenda ha travalicato gli ordinari meccanismi dei rapporti inter istituzionali come abbiamo visto anche in questi giorni”.
 
Lorenzin ha poi motivato oltre la sua decisione affermando “Abbiamo creduto di non fare ricorso perché la sentenza del Consiglio di Stato avrebbe fatto riferimento a termini giuridici e non a una valutazione di merito scientifica. Purtroppo ci troviamo di fronte a migliaia di persone che nel metodo ripongono l’ultima speranza, di vita o di morte, per se stessi e per i propri famigliari anche grazie ad un’operazione mediatica portata vanti in modo molto spregiudicato abbiamo deciso di riportare la questione in un ambito scientifico perché purtroppo gli altri ambiti hanno dimostrato una grandissima debolezza".
 
“Nessuno desidera più di me che questa vicenda si concluda in tempi consoni e brevi”. Ha spiegato la ministra “Abbiamo volutamente costituito una segreteria tecnica del Cnr e non del ministero che assicurasse massima imparzialità e il comitato scientifico valuterà il protocollo nei tempi che riterrà opportuni. Auspico solerzia ma non premerò sulla velocità delle valutazioni scientifiche che dovranno prendere i componenti in base alla documentazione di cui dispongono”.
 
Cartelle cliniche
“Nel corso di questi mesi – ha spiegato Lorenzin – le cartelle cliniche dei pazienti trattati con il metodo Stamina sono state esaminate da Agenzia italiana del farmaco, Istituto superiore di sanità e anche dalla Procura di Torino. Hanno avuto dunque una serie di valutazioni dal punto di vista tecnico ma tutti hanno risposto che dalle cartelle cliniche che ci erano state consegnate non è emerso alcun elemento di riscontro che fosse degno di nota dal punto di vista della situazione dei pazienti”.
 
Questione Turco-Fazio.
Lorenzin ha poi affrontato il tema delle cure compassionevoli “perché questa vicenda – ha detto – è iniziata intorno alla valutazione del metodo stamina come metodo compassionevole e su questo caso come su altri ritengo che sia necessario rivedere la norma. Non lo faremo a caldo, c’è bisogno di sedimentare la carica emotiva ma alcuni aspetti della norma vanno rivisti per permetterci una regolamentazione della novella della Turco Fazio che ci permetta insieme agli operatori giudiziari di valutare se è il caso di darci un sistema di regole che ci permetta di affrontare l’innovazione tecnologica-scientifica con basi anche più certe in modo da evitare  in futuro situazioni di così grande eterogeneità nell’ambito del territorio”. 

17 giugno 2014
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