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Patto Salute. Siglata l'intesa. Lorenzin: “Messo in sicurezza Ssn per generazioni future”. Pronti anche i nuovi standard ospedalieri

Dopo momenti di tensione, con alcuni presidenti di Regioni che accusavano l'Esecutivo di aver modificato il testo su cui giovedì scorso si era raggiunta l'intesa, grazie ad un lavoro di mediazione è arrivato il via libera definitivo al Patto. Introdotte misure per consentire maggiore flessibilità nelle assunzioni del personale. Lorenzin: "Ora possibile nuova programmazione sanitaria". Ecco il testo del PATTO PER LA SALUTE oggi all'esame della Stato Regioni, a cui però saranno apportate alcune modifiche concordate nel corso della Conferenza, e il testo sui nuovi STANDARD OSPEDALIERI il cui esame è stato però rimandato.

10 LUG - “È una grande giornata per la sanità italiana”, così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha commentato il via libera della Conferenza Stato-Regioni al Nuovo patto per la Salute. Un sì arrivato dopo una lunga giornata non priva di momenti di tensione (il testo arrivato oggi all’attenzione dei governatori conteneva modifiche che non rispettavano i desiderata delle regioni, e sembrava potessero bloccare l’entrata in porto del provvedimento), ma che grazie ad un lavoro di mediazione ha consentito la svolta definitiva.
 
“Abbiamo messo in sicurezza il sistema sanitario italiano per le prossime generazioni, affrontando grandi temi come quello della longevità, la riorganizzazione del territorio e del personale, la garanzia di una maggiore efficienza dei servizi e nuovi sistemi di controllo ed efficientamento sia della qualità che della quantità”, ha detto il ministro, sottolineando che “il patto rimette al centro le politiche sanitarie che guardano alla qualità dell'assistenza ed alla prevenzione dopo anni in cui avevamo solo l'ossessione del costo”.

 
Certo, come ha aggiunto il ministro, “questo non vuol dire che non si debbano tenere in equilibrio i bilanci, ma che si può cominciare a fare di nuovo programmazione sanitaria. Inoltre passa il principio che quello che si risparmia viene reinvestito in sanità”. 
 
E questo è solo l’inizio, perché tra l’inserimento nel Ddl Madia della proposta targata Lorenzin per la riforma della governance per la scelta dei direttori generali sanitari e dei primari, e la riforma dell'Aifa e dell'Agenas, che dovrebbe andare in discussione i primi di settembre, si potrà ottenere “una macchina efficiente in grado di rendere competitivo il sistema italiano, di continuare ad erogare prestazioni di alto livello ai cittadini e di avere anche nuove misure che consentono di aiutare le Regioni in Piano di rientro”. 
 
“Abbiamo affrontato - ha aggiunto il ministro - anche il problema dello sblocco del turn over. Abbiamo ricevuto a questo proposito la collaborazione da parte del Mef, pur rimanendo nei paletti di invarianza di spesa, ha permesso l’apertura verso strumenti più elastici che permetteranno di rispondere al fabbisogno di personale in tutte le Regioni, comprese quelle in Piano di rientro. Chi ha equilibrio di bilancio, ha tutti i parametri a posto e ci dimostra di aver bisogno di personale per garantire i livelli essenziali di assistenza, potrà farlo”.
 
La partita sul Patto della Salute è quindi chiusa e “rappresenta l’approdo di un grosso lavoro che ha registrato enorme dedizione di tutte le parti in causa”, ha sottolineato Luigi Marroni, assessore alla Salute in Toscana, al termine della Conferenza Stato-Regioni.

“Il principale nodo, che siamo riusciti a sciogliere - ha spiegato l’assessore toscano - riguardava la gestione del personale. Le Regioni che ha raggiunto l’equilibrio economico-finanziario avranno maggiore libertà nella gestione del personale e del turn over, mentre quelle in Piano di rientro dovranno ovviamente attenersi a parametri più stringenti”. Marroni ha sottolineato che è stato questo il principale scoglio da superare, soprattutto per via di alcuni attriti col Mef. Sarà inoltre rafforzato il sistema di monitoraggio, affinché il Patto riceva piena attuazione. Saranno infatti istituiti dei tavoli che, con scansione periodica, coinvolgeranno Mef, Ministero della Sanità e Regioni.

Tuttavia sono state messe a punto “alcune modalità affinché ci sia meno incidenza sulla gestione del personale anche nelle Regioni sottoposte a Piano di rientro”, ha precisato Catiuscia Marini, presidente dell’Umbria. “Il blocco del turn over, sino al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario è stato infatti abbassato da due anni e mezzo a un anno e mezzo”. La definizione di questi aspetti ha costituito “il tema su cui ci siamo concentrati durante l’incontro odierno, cercando di garantire una maggiore flessibilità nella gestione del personale, sempre tenendo conto della sostenibilità economica. Le Regioni virtuose potranno infatti tornare ad assumere”. 

Nel complesso il Patto “affronta temi fondamentali - ha concluso Marini - che consentiranno di assicurare al sistema una solida programmazione sia a livello di servizi che per quanto concerne la capacità di garantire i Lea. Le Regioni sono state protagoniste di questo passaggio epocale che permetterà di salvaguardare e implementare il Ssn”. 
È soddisfatto Claudio Montaldo, assessore alla salute della Regione Liguria: "La politica sanitaria in Italia cambia verso, i bisogni di salute tornano al centro del sistema sanitario in un quadro in cui la sostenibilità economica non sarà più l'unico parametro di riferimento".
Per il prossimo triennio sono state programmate risorse pari a 109,9 miliardi per il 2014, 112 per il 2015 e 115 per il 2016. Tra i punti salienti del patto la revisione dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, entro la fine dell'anno. “In questo modo – ha spiegato Montaldo –  il sistema potrà rispondere ai nuovi bisogni di salute delle persone”.
 
Entro ottobre poi le Regioni, il ministero della Salute e l'Università dovranno ridefinire i criteri e il numero dei processi formativi, le modalità di accesso al sistema per i medici e per le altre professioni sanitarie. "Anche per la Liguria - ha concluso Montaldo - si apre una fase di grande potenzialità, supportata dalla solida base dei risultati conseguiti in questi anni. Saremo un punto cardine del nuovo quadro che si verrà a definire. È stato un impegno durissimo arrivare a questo risultato dopo mesi di confronto con il governo”.


“Con l'intesa raggiunta oggi – ha spiegato Luca Coletto, assessore alla sanità del Veneto e coordinatore degli assessori in Conferenza della Regioni – sono stati sciolti i nodi sui tagli del Fondo sanitario. Questo significa che se il Governo decidesse per futuri tagli dovrà dirci dove saranno fatti, non saranno più le Regioni a sforbiciare. In questo modo il Governo si prende in carica anche la possibilità di rimodulare il fondo e il Patto stesso”.
"Sono estremamente soddisfatta per il lavoro portato avanti in queste settimane e per il risultato raggiunto con la sottoscrizione del Patto per la Salute” ha detto  Antonella Stasi Presidente facente funzioni della Regione Calabria.
 
“Questo risultato – ha detto – arriva anche grazie alla collaborazione instaurata con il Mef e alla caparbietà del Ministro Lorenzin, che ha svolto un'importante azione di mediazione anche tra le regioni.
 
Per la Calabria ci sono molteplici novità positive in virtù della maggiore attenzione e del nuovo approccio verso le regioni in piano di rientro, con un aumento delle risorse disponibili rispetto agli anni precedenti che consentirà il miglioramento del servizio sanitario regionale. Nel testo c’ è una maggiore elasticità per quanto riguarda il blocco del turn over ed una particolare attenzione per i Lea”.
 


 
Ecco il testo del Patto per la Salute entrato in Stato Regioni. Pronti anche i nuovi Standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitavi per l'assistenza ospedaliera.
 

Negli approfondimenti a fondo pagina la sintesi dei provvedimenti.

10 luglio 2014
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