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Ddl concorrenza. Bocciati 20 emendamenti sulla Sanità. Restano proposte di maggioranza e opposizione per vendita fascia C con ricetta in parafarmacia

Ammesse alla discussione dalle Commissione riunite Finanze e Attività produttive anche le proposte su semplificazione vendita omeopatici, su assegnazione e acquisizione della titolarità delle farmacie e fondo di solidarietà per le farmacie rurali. Stoppate proposte su integratori alimentari, podologi, farmacia dei servizi e servizi aggiuntivi. GLI EMENDAMENTI AMMESSI

17 LUG - Sui 110 presentati ieri la commissione Finanze e Attività produttive ne ha bocciati 22 che sono stati giudicati inammissibili per estraneità di materia mentre uno è stato ritirato. Sono quindi 87 gli emendamenti all’articolo 32 del Ddl che tocca argomenti sanitari che rimangono in pista (in attesa sul giudizio di eventuali ricorsi per gli emendamenti bocciati).
 
Ma partiamo dagli emendamenti che sono stati ammessi. In primis hanno passato la tagliola molte proposte provenienti non solo dall’opposizione, ma anche da parte della maggioranza, ed in particolare Scelta Civica e Partito Democratico (rispettivamente, a prima firma Galgano, Di Stefano e Carella), che propongono la libera vendita dei farmaci di Fascia C anche nelle parafarmacie. Rimangono anche varie proposte sull’assegnazione e l’acquisizione della titolarità delle farmacie fino alla creazione delle farmacie non convenzionate con il Ssn (che avranno la natura di esercizi commerciali di vicinato e potranno essere situate ad una distanza non inferiore di 100 metri rispetto a quelle convenzionate. Ok anche all’esame delle proposte in materia di semplificazione della vendita dei medicinali omeopatici e a quella per destinare il 3% degli utili delle società di capitali al fondo di solidarietà per le farmacie rurali.

 
Tra gli emendamenti bocciati e giudicati non inammissibili anche per estraneità alla materia. Tra i non ammessi quelli riguardanti proposte per Norme più stringenti su convegni, congressi e incontri riguardanti integratori alimentari. No anche all’emendamento che riguardava il profilo professionale del podologo e quello per la classificazione medicinali equivalenti a carico del servizio sanitario nazionale. No anche a proposte su farmacia dei servizi e prestazioni aggiuntive erogabili in farmacia.
 
L.F.

17 luglio 2015
© Riproduzione riservata


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