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Vertenza salute/2. Ecco le proposte di Regioni, Salute e Miur. Formazione in ospedale e parità di trattamento tra carriera professionale e gestionale

Oggi durante l’incontro con i sindacati medici le Regioni e i Ministeri della Salute e dell'Università hanno presentato due proposte di legge delega sulla valorizzazione della professione. Ma vediamo cosa prevedono le due proposte, che i sindacati dovranno esaminare nelle prossime due settimane, che hanno sia punti in comune che aspetti differenti.

14 MAR - Proposta Ministero Salute-Miur
Sul tema della formazione professionale la proposta prevede l’istituzione di una rete formativa regionale costituita sia da strutture universitarie sia da strutture ospedaliere, che abbiano ottenuto l’accreditamento per la formazione specialistica sulla base di criteri condivisi tra MIUR e Ministero della Salute. In quest’ottica è prevista anche una revisione sistema accreditamento prevedendo quali ulteriori criteri il volume complessivo delle attività, la complessità della casistica e il livello tecnologico delle strutture, al fine di garantire una maggiore qualità della formazione specialistica.
 
Inoltre si prefigge anche l’inserimento dei medici specializzandi, all’interno delle strutture, con graduale assunzione di responsabilità assistenziale. Anche se la valutazione finale del medico in formazione specialistica resta di competenza della scuola di specializzazione
 
Per quanto riguarda lo sviluppo della carriera la proposta Miur-Salute disegna una carriera professionale distinta da quella manageriale, articolata sulla complessità degli incarichi conferiti, mediante la graduazione delle posizioni, stabilendo che la retribuzione di posizione contrattuale e aziendale possa essere equivalente a quella prevista per i direttori di struttura complessa e che le indennità contrattualmente definite per la parte tabellare della retribuzione e per l’esclusività di rapporto per i dirigenti di struttura siano attribuibili anche ai dirigenti con incarico professionale in identica misura.

 
In questo senso si prevede anche l’implementazione dei sistemi di valutazione delle competenze professionali acquisite.
 
Per quanto riguarda invece i fabbisogno standard si propone di definire una metodologia condivisa, tenendo conto: di parametri qualitativi e di efficienza di utilizzo delle risorse umane; degli obiettivi e dei livelli essenziali di assistenza indicati dal Piano sanitario nazionale e da quelli regionali;  delle reti di offerta territoriali ed ospedaliere e del loro sviluppo, 4. dei cambiamenti della domanda di salute, legati in particolare alle modifiche demografiche ed epidemiologiche;  della evoluzione tecnologica; dello sviluppo delle competenze dei professionisti sanitari.
 
Proposta Regioni

Anche le Regioni prevedono per la formazione specialistica l’istituzione della rete formativa regionale costituita sia da strutture universitarie sia da strutture ospedaliere e strutture territoriali del SSN, che abbiano ottenuto l’accreditamento per la formazione specialistica. In questo senso è prevista anche la revisione del sistema di accreditamento nonché la revisione della composizione dell’osservatorio nazionale della formazione medica-specialistica, assicurando la componente regionale in presenza paritaria, al fine di garantire una maggiore qualità della formazione specialistica, nonché l’estromissione dalla rete formativa regionale delle strutture per le quali siano venuti meno i requisiti di accreditamento.
 
Le Regioni chiedono però una revisione della composizione e dell’organizzazione dell’osservatorio regionale per la formazione medico-specialistica, assicurando una adeguata rappresentanza della regione.
 
Come la proposta ministeriale anche le Regioni prevedono delle modalità per l’inserimento dei medici specializzandi all’interno delle strutture, in coerenza con le finalità formative della Scuola di specializzazione e sotto la supervisione della stessa, con graduale assunzione di responsabilità assistenziale. La valutazione finale del medico in formazione specialistica resta  anche per le Regioni di competenza della scuola di specializzazione.
 
Nella proposta regionale si fa riferimento anche alla possibilità per le regioni, anche in piano di rientro, e le province autonome di finanziare contratti di formazione specialistica aggiuntivi per le reti formative regionali/provinciali. Inoltre, le Regioni reclamano la possibilità per le regioni di apporre apposite clausole ai contratti di formazione specialistica aggiuntivi, compatibili con la normativa vigente.
 
Sul tema formazione la proposta regionale parla anche di un accesso anche per chi non ha la specializzazione, ma la proposta sembra essere già stata accantonata.
 
Per quanto riguarda la carriera si prevede l’intercambiabilità dei due percorsi di carriera (professional e gestionale) con  trattamenti di retribuzione complessivi equivalenti e l’implementazione dei sistemi di valutazione delle competenze professionali e manageriali acquisite;
 
Sugli standard le Regioni prevedono di definire una metodologia per determinare il fabbisogno di professionisti e operatori dell’area sanitaria, tenendo conto:
1. degli obiettivi e dei livelli essenziali di assistenza indicati dal Piano sanitario nazionale e da quelli regionali;
2. di parametri qualitativi e di efficienza di utilizzo delle risorse umane;
3. degli obiettivi e dei livelli essenziali di assistenza indicati dal Piano sanitario nazionale e da quelli regionali;
4. delle reti di offerta territoriali ed ospedaliere e del loro sviluppo, così come determinate, in particolare,
5. dei cambiamenti della domanda di salute, legati in particolare alle modifiche demografiche, epidemiologiche e alle patologie emergenti;
6. della evoluzione tecnologica;
7. dello sviluppo delle competenze dei professionisti sanitari.

14 marzo 2016
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