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Allattamento al seno. “Garantisce benefici alla mamma, al bambino e alla società”. Sin, Tas e Vivere Onlus siglano documento di indirizzo con Ministero della Salute


Il testo, firmato con il ministro Lorenzin, spiega che ”l’allattamento materno diventa ancora più prezioso per i nati ad alto rischio ricoverati nelle Unità di Terapia Neonatali (Utn) ed in particolare per i nati pretermine”. Al via la nuova campagna 2016 di comunicazione e sensibilizzazione in materia. IL DOCUMENTO

12 MAG - Ad un’alimentazione con latte materno si riconoscono una serie di benefici per la mamma, il bambino e più in generale per la società. E l’allattamento materno diventa ancora più prezioso per i nati ad alto rischio ricoverati nelle Unità di Terapia Neonatali (Utn) ed in particolare per i nati pretermine, venendo in pratica a colmare la loro fragilità immunologica e riducendo il rischio di gravi patologie intestinali (Nec) e di infezioni (sepsi), alle quali questa categoria di neonati è notoriamente soggetta.

Un approccio che rappresenta l’asse portante del documento ‘Promozione dell’uso del latte materno nelle Unità di Terapia intensiva neonatale e accesso dei genitori ai reparti’, siglato oggi, In occasione della Conferenza nazionale ‘Promozione e sostegno dell’allattamento al seno’, tenutasi a Roma il 12 maggio, presso l’Auditorium del Ministero della Sanità, dal Presidente della Società italiana di neonatologia (Sin), Mauro Stronati, del TAS, Riccardo Davanzo e di Vivere Onlus, Martina Bruscagnin, alla presenza del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e di Giuseppe Ruocco, Direttore Generale Dgisan- Ministero della Salute. Nell’occasione è stato dato il via alla nuova campagna 2016 di comunicazione e sensibilizzazione in materia dal Direttore generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali Daniela Rodorigo.


Il documento si basa su sei elementi cardine
1. garantire l’accesso libero dei genitori al reparto di cura neonatale durante il ricovero dei loro figli, offrendo loro informazioni ed appoggio, anche sull’uso del latte materno e/o umano;
2. promuovere la permanenza dei genitori col loro figlio 24/24 h ai fini di ridurre stress e facilitare l’alimentazione con latte materno;
3. facilitare il contatto fisico fra genitori e neonati;
4. facilitare la costituzione di banche del latte umano a base ospedaliera per aumentare l’uso del latte umano in assenza di quello materno, in particolare nei neonati pretermine;
5. aiutare la famiglia a partecipare nella cura e nella presa di decisioni cliniche che riguardano il loro figlio ed in particolare la sua alimentazione, auspicabilmente con latte materno e/o umano;
6. promuovere la diffusione presso lo staff sanitario di conoscenze aggiornate sulla promozione e l’uso del latte umano nelle UTIN.
 
Nel dettaglio il testo raccomanda di favorire l’ingresso dei genitori nelle TIN, con lo scopo di sensibilizzarli sui vantaggi che l’allattamento materno e la loro presenza accanto al bambino comportano sulla salute del neonato, sia dal punto di vista nutrizionale che affettivo-psicologico. 
Società scientifiche, importanti istituzioni nazionali e internazionali, lavori scientifici si sono più volte espressi sui vantaggi derivanti dall’agevolare il rapporto di contiguità tra i genitori e il proprio neonato in ospedale, anche in relazione agli effetti favorevoli sul successo dell’alimentazione al seno, obiettivo vitale per la salute dei neonati ed in particolare per i pretermine.

Ancor più preziosa per questi ultimi, infatti, l’alimentazione con latte materno è in grado in parte di colmare la loro fragilità immunologica e ridurre il rischio di gravi patologie intestinali e di infezioni (sepsi), beneficiando dei fattori immunitari contenuti nel colostro prima e nel latte maturo dopo ed agevolando il raggiungimento del full enteral feeding.
 
La presenza costante della mamma in TIN accanto al neonato pretermine favorisce l'alimentazione con latte materno, inizialmente tramite sondino o siringa e appena possibile, attaccando direttamente il bambino al seno. L’accesso della famiglia alla TIN facilita allo stesso modo la spremitura del latte materno, ottimizzandone la produzione, favorendo l’avvio e il mantenimento dell’allattamento, oltre ad avere un chiaro e preciso fondamento etico/scientifico. 

Anche se l’accesso dei genitori nelle TIN italiane è aumentato nel corso degli ultimi 20 anni, esistono ancora grosse differenze rispetto a Scandinavia e paesi come Germania, Francia, Regno Unito. Per di più la situazione italiana è piuttosto disomogenea nel confronto fra TIN di differenti ospedali. Molte sono le ragioni solitamente addotte per limitare l’accesso dei genitori alle TIN, nessuna delle quali però ha base scientifica. 
I vantaggi di un’alleanza stretta con i genitori, sancita anche dalla loro presenza in TIN, va oltre i già citati effetti benefici sull’allattamento al seno e può contribuire a migliorare la vita di tutti i giorni di quel mondo che ruota intorno ai neonati delle TIN e che trova vigore nella qualità e ricchezza delle relazioni.

Allo stato attuale la prematurità non costituisce di per sè un fattore in grado di determinare effetti negativi stabili e prevedibili sullo sviluppo del bambino. Un esito evolutivo sfavorevole associato alla prematurità sembra essere piuttosto il frutto dell'interazione tra questo evento e una molteplicità di fattori di rischio, talvolta di natura familiare e sociale. Per questo motivo l’accesso della famiglia alla TIN porta a diversi effetti positivi. I genitori vivono meglio l’esperienza del ricovero e si riduce il loro grado d’ansia; migliora il rapporto con i professionisti sanitari; i genitori imparano prima a prendersi cura del proprio bambino; viene facilitata la pratica della kangaroo care.

“La presenza dei genitori nelle TIN è indispensabile per il neonato, in particolare per quello pretermine, poiché contribuisce a creare da subito un rapporto unico tra madre e figlio oltre a favorire l’alimentazione con latte materno - osserva il Presidente della SIN, Mauro Stronati. - La Società Italiana di Neonatologia da sempre raccomanda e promuove la presenza costante della famiglia accanto al neonato critico, necessaria sia per alleviare e contenere lo stress a cui è sottoposto il neonato stesso, sia per gli effetti positivi sui genitori e quindi sulla loro relazione affettiva con il figlio. Numerosi studi clinici e scientifici hanno dimostrato che l'instaurarsi di interazioni precoci ed efficaci tra il neonato pretermine e la figura affettiva di riferimento, costituisce un elemento protettivo per lo sviluppo cognitivo, emotivo e linguistico del bambino. Contrariamente, gli effetti della separazione della mamma dal suo bambino determinano conseguenze importanti nella relazione di attaccamento, con problemi anche drammatici sullo sviluppo neurocognitivo del neonato. Sottoscrivendo il documento, la SIN si impegna ulteriormente affinché la presenza dei genitori sia garantita in tutte le TIN, per il bene dei piccoli e delle loro famiglie”. 

 

12 maggio 2016
© Riproduzione riservata


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