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Seconda giornata nazionale salute della donna. Lorenzin: “Riconoscere la medicina di genere per mettere al centro la salute femminile”

Ma la parola d’ordine è prevenzione. Questi i messaggi lanciati dal ministro della Salute oggi in occasione della giornata che celebra la salute al femminile con incontri, eventi, dibattiti e soprattutto screening gratuiti e informazioni alle donne in oltre 150 strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale. Presentato il CALENDARIO DELLA PREVENZIONE

22 APR - Mettere al centro la salute della donna significa riconoscere la medicina di genere e la specificità biologica della donna, testare i farmaci sulle esigenze fisiologiche del mondo femminile. Significa soprattutto parlare di prevenzione. Perché la salute della donna va difesa in quanto la sfida alla sostenibilità dei servizi sanitari nazionali passa anche attraverso la donna, promotrice non solo della propria salute ma anche di quella della famiglia.
 
È questo in sintesi il messaggio chiaro e forte che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha lanciato oggi aprendo, nella sede di via Ribotta a Roma, la Seconda giornata nazionale della salute della donna, che ricorre in occasione della data di nascita di Rita Levi Montalcini. Una giornata di confronto tra esperti e istituzioni, che hanno dibattuto sui temi relativi alla salute femminile abbracciando tutto l’arco della vita: dall’infanzia e adolescenza, all’età giovanile e adulta, fino alla senescenza, mettendo a fuoco le azioni di prevenzione e le risposte che il Servizio sanitario nazionale offre. Un’occasione per dare alle donne un calendario della prevenzione, un promemoria sugli stili di vita, le vaccinazioni, le visite mediche ed esami, gli screening che devono seguire per avere cura della loro salute.


Perché, come ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al ministro Lorenzin “la salute femminile costituisce un bene primario e collettivo la cui tutela non deve conoscere ostacoli e limitazioni”.

Soprattutto una giornata ha visto protagonisti i cittadini non solo a Roma, ma anche in molte città italiane. Sono state tante le ragazze e i ragazzi e moltissime le donne di tutte le età che hanno partecipato attivamente alla giornata, chiedendo informazioni o sottoponendosi a visite e screening gratuiti nell’area del ministero della Salute di via Ribotta allestita ad hoc con gazebo gestiti da professionisti di Società scientifiche e Associazioni.
 
Per questo nel suo discorso di apertura il ministro ha voluto ringraziare medici, infermieri e operatori sanitari e volontari che stanno lavorando, e hanno lavorato nei giorni scorsi nelle oltre 150 strutture italiane, per offrire supporto alle donne; e non ha dimenticato Carla Vittoria Maira, vicepresidente della Fondazione Atena e presidente di Atena Donna che ha ispirato lo scorso anno questa giornata. “È passato un anno e sono successe molte cose – ha detto – in quell’occasione abbiamo messo nero su bianco 50 obiettivi di salute declinando un decalogo di gol da raggiungere e che mettono al centro la salute della donna e la prevenzione della salute della donna. Oggi vorrei che questo tema non sembrasse retorico. Parlare di salute della donna significa riconoscere la medicina di genere, riconoscere la specificità biologica della donna”.  
 
In questi anni la scienza, la ricerca e anche le battaglie politiche hanno impresso una spinta positiva all’emancipazione femminile ma, ha ricordato Lorenzin “da poco si è riconosciuto ciò che è evidente: che le donne sono diverse”. “Abbiamo una fisiologia diversa, un sistema ormonale che funziona in maniera differente – ha aggiunto – tutto questo significa quindi tarare i farmaci su di noi, fare ricerca specifica per la medicina personalizzata e di genere”. Tuttavia, nonostante i progressi realizzati grazie alla ricerca oncologia su malattie specifiche al femminile come il cancro al seno, al collo dell’utero “si è ancora restii a fare ricerca sulle donne. La maggiori parte dei farmaci continuano ad essere testati sugli uomini, mentre le donne hanno bisogno di posologie e necessità differenti”.  
 
Al G7 il tema della differenza di genere.Un tema, questo della differenza di genere che Lorenzin ha voluto fortemente fosse inserito nell’agenda nazionale, ma anche europea e internazionale e che, ha anticipato, porterà all’attenzione del G7.  “La vera sfida per i servizi sanitari nazionali nel prossimo decennio – ha aggiunto – sarà la sostenibilità per aiutare, alla luce di una popolazione che è sempre più anziana, le persone ad ammalarsi il meno possibile. E questa sfida passa attraverso le donne che sono le promotrici non solo della propria salute ma anche di quella della famiglia”.
 
Le azioni del Governo. Lorenzin ha poi sottolineato le azioni che il Governo ha messo in campo per la salute delle donne: “Con i nuovi Lea abbiamo stanziato più di un miliardo di euro per nuove prestazioni sanitarie, moltissime delle quali sono a favore delle donne: abbiamo riconosciuto l'endometriosi che colpisce centinaia di migliaia di donne, abbiamo lavorato sugli screening neonatali, sull’epidurale rendendola obbligatoria, abbiamo realizzato nuovi percorsi sicuri per il parto e lavorato moltissimo sull’oncologia e le demenze. La ma la prevenzione è tutto. Bastano piccoli gesti quotidiani che ci permettano di di essere consapevoli dell’importanza della nostra salute”.
 
Le madrine. Accanto al Ministro sono poi salite sul palco, nella sala del ministero dove si è tenuto il convegno di apertura, alcune delle madrine di questa giornata, a partire da Alessandra Martines che ha sottolineato l’importanza dell’allattamento al seno, mentre ha parlato di prevenzione Ludovica Bizzaglia, giovane attrice che rivolgendosi ai ragazzi ha ricordato che “può capitare a tutti di ammalarsi”. E poi, la cantante Dolce Nera, l’attrice Michela Andreozzi e Barbara de Rossi, vicina alle esigenze della donne con l’”Associazione salva mamme” che ha puntato i riflettori sul benessere della donna che significa anche “salute dell’anima”. E ancora, la modella curvy, Lucilla Agosti, che parlando di anoressia e bulimia ha ricordato come sia importante per le donne a dire no a stereotipi che possono distruggere la loro salute. Poi è stata la volta della giovane attrice Serena Rossi e di Eleonora Daniele che ha ringraziato il ministro per l’inserimento dell’autismo nei nuovi Lea: “Ho un fratello autistico e sostengo i vaccini – ha voluto sottolineare – e  non può passare il messaggio che i vaccini provocano l’autismo”.

22 aprile 2017
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