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Insediato Osservatorio permanente contro violenza a operatori sanitari. Ogni giorno più di tre aggressioni, 2 su 3 contro donne

L'Osservatorio è presieduto dal Ministro della Salute e ne fanno parte il comandante dei Carabinieri del Nas, il coordinatore degli assessori alla sanità regionali, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, il presidente della Federazione degli infermieri, il presidente della Federazione nazionale ordini dei veterinari, il presidente della Federazione dei farmacisti, il direttore generale dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali e i direttori generali della Prevenzione, della Programmazione e delle Professioni sanitarie del ministero.

13 MAR - Si è insediato stamattina, presso il Ministero della Salute, alla presenza del ministro Beatrice Lorenzin, l'Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni di tutti gli operatori sanitari. L’Osservatorio risponde ad una proposta del presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, Filippo Anelli, e avrà il compito di raccogliere dati, di fare proposte per la prevenzione, per nuove norme di legge, per misure amministrative e organizzative.
 
L'Osservatorio è presieduto dal Ministro della Salute e ne fanno parte il comandante dei Carabinieri del Nas, il coordinatore degli assessori alla sanità regionali, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, il presidente della Federazione degli infermieri, il presidente della Federazione nazionale ordini dei veterinari, il presidente della Federazione dei farmacisti, il direttore generale dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali e i direttori generali della Prevenzione, della Programmazione e delle Professioni sanitarie del ministero.

 
“L’Osservatorio insediatosi oggi – commenta il ministro Lorenzin – si pone importanti obiettivi: attivare un monitoraggio su tutti i livelli di sicurezza degli operatori sanitari, proporre misure concrete che li mettano in sicurezza negli ambiti di rischio - innalzando al contempo il loro livello di formazione rispetto alla gestione del rischio – e intervenire sugli aspetti organizzativi delle singole Asl, delle singole Regioni, perché spesso siamo di fronte a tematiche legate a problemi non solo sociologici ma anche organizzativi. Un’azione coordinata e corale, che mira a ridare prestigio e dignità alle professioni sanitarie, proteggendo e valorizzando il loro quotidiano indispensabile lavoro, al servizio, non va dimenticato, dei pazienti e di tutti i cittadini”.
 
Nel corso dell'incontro si è sottolineato come medici, infermieri, veterinari, farmacisti e ostetrici sono costretti a lavorare in situazioni ‘di frontiera’, anche sotto la soglia di sicurezza. Tanto che, è stato affermato, molte colleghe sono costrette a farsi accompagnare al lavoro da padri, fratelli, fidanzati, persino da bodyguard finanziati a loro spese.
 
Tre le aree individuate come maggiormente a rischio di violenza: l’area territoriale, con i presidi di guardia medica, gli ambulatori, i servizi psichiatrici; quella ospedaliera, in particolare il pronto soccorso; quella veterinaria (servizi ispettivi, macelli, allevamenti).
 
 
I dati. Dei 4.000 casi di violenza sul luogo di lavoro registrati in un anno in Italia, più di 1200 riguardano operatori della sanità: all’interno di questo 30%, il 70% è contro professioniste donne, soprattutto medici della guardia medica. Sono questi i dati portati dalla Fnomceo – e confermati dal Ministero della Salute - all’attenzione dell’Osservatorio. 

“Più di tre episodi di violenza al giorno contro professionisti della sanità, due contro colleghe donne –ha detto il presidente Fnomceo, Filippo Anelli -. Una carneficina silenziosa, che spesso rimane nascosta, per vergogna, per pudore di una denuncia che scoperchierebbe il vaso di Pandora delle inadeguatezze strutturali, perché quasi messa in conto come componente del rischio professionale”.
 
“Ringraziamo ancora una volta il ministro Lorenzin per la grande sensibilità dimostrata su queste tematiche – afferma Anelli -, sensibilità condivisa dagli altri componenti dell’Osservatorio. Ora occorre che anche sul territorio e nella politica ad ogni livello si instauri e cresca una cultura della sicurezza, e vengano attuati provvedimenti strutturali e sistematici”.
 
Prossima convocazione, l’11 di aprile. Ospiti dell’Osservatorio saranno, in quell’occasione, due medici donna che hanno recentemente denunciato una violenza.
 
“La loro storia, il loro vissuto sia di sprone affinché nessuna collega debba più sopportare la loro sofferenza – auspica Anelli – la sicurezza dei nostri professionisti è una questione etica e sociale. Dobbiamo garantirla a loro perché garantiscano cure di qualità ai pazienti”.

13 marzo 2018
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