Magi (Sumai): “Bene l’Osservatorio del Ministero contro la violenza ai medici, ma cambino anche le condizioni di lavoro”
“Bene l’iniziativa della ministra della Salute Beatrice Lorenzin perché appena una settimana fa a Lecce si è ripetuta ancora una volta la stessa storia, la stessa notizia: donne medico molestate sul lavoro. È sempre disturbante – e nel 2018 lo è ancor di più – venire a conoscenza di molestie accadute sul luogo di lavoro; nel caso questo avvenga ai danni di professioniste in campo medico-sanitario, poi, il fatto assume un rilievo ancor diverso. Un rilievo più grave, se possibile. Perché a ricevere violenza è chi lavora per fornire assistenza, supporto, cure”. A dichiararlo è la Rete Donne-Commissione di Genere SUMAI.
“Dai meri apprezzamenti verbali fino a ciò che si configura come violenza sessuale vera e propria, purtroppo, occasioni che favoriscono simili occorrenze non mancano: molto, troppo spesso le donne lavorano da sole. Effettuano visite in poliambulatori privi di un servizio di vigilanza e/o guardiania e sono di fatto in ogni momento suscettibili di aggressione. Si recano a casa dei pazienti per effettuare visite domiciliari da sole, spesso in quartieri difficili, in realtà di disagio sociale.
“Ciascuna di noi potrebbe raccontare episodi di violenza subiti o un vissuto professionale costellato di situazioni di profondo imbarazzo. Solo le più eclatanti arrivano sui giornali: come se fosse lecito per un uomo, anche nella veste di paziente, non solo esternare commenti ben poco opportuni, ma anche usare toni violenti o intimidatori nei confronti di chi si reca a svolgere la propria professione, e questo solo perché si tratta di una donna.
“Non vogliamo più trovarci in queste situazioni – conclude la Rete Donne-Commissione di Genere Sumai che nel rivolgersi ai Direttori e Commissari Straordinari ASL, ai Direttori Presidi Ospedalieri, ai Responsabili Personale a Convenzione chiede: “condizioni di lavoro che consentano di esercitare con la massima serenità possibile. Chiediamo pertanto che ogni presidio ambulatoriale e ospedaliero sia dotato di un servizio di vigilanza e guardiania presente fino all’orario di chiusura, che le visite domiciliari non vengano effettuate da una singola unità, ma sia obbligatorio recarsi sempre in due, e che non si resti da sole in pronto soccorso né all'interno di alcuna struttura sanitaria”.
13 Marzo 2018
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