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Vaccini. Spaccatura nel M5S su emendamento che cancella l’obbligo certificazione. Trizzino e Fattori: “Non saremo complici”

"Il libero pensiero che anima ogni confronto democratico deve trovare nelle evidenze scientifiche un muro insormontabile. Il suo superamento non è affatto manifestazione di libertà ma il suo esatto contrario", così il deputato pentastellato commenta ieri sera sulla sua pagina Facebook l'emendamento che, tra le altre, porta la firma del presidente della Commissione Sanità del Senato Sileri (M5S). E questa mattina interviene anche la senatrice Fattori: "La salute dei più deboli non può essere sacrificata a logiche di equilibri politici e ad ambizioni elettorali".

01 APR - A 72 ore dalla presentazione in Commissione Sanità al Senato dell'emendamento di maggioranza al disegno di legge sui vaccini che cancella l'obbligo di certificazione per l'ingresso nelle scuole, dopo le voci critiche da parte delle opposizioni iniziano ora a registrarsi le prime spaccature interne al Movimento 5 stelle. Ad esprimere la sua contrarietà alla proposta di modifica che, tra le altre, porta la firma del presidente della Commissione Sanità del Senato Pierpaolo Sileri (M5S) è stato ieri sera il deputato pentastellato Giorgio Trizzino che, sulla sua pagina Facebook, ha scritto: "Non sarò mai complice per una morte che potrebbe essere evitata grazie all’utilizzo dei vaccini!"
 
"Mentre ancora oggi un neonato è morto di pertosse, un ennesimo tentativo di stravolgimento del Disegno di Legge sui vaccini all’esame in Senato, provoca disorientamento e indignazione. Mi spiace constatare che da parte di autorevoli voci di parlamentari amici e medici, vengano assunte posizioni così in contrasto con indiscutibili indicazioni scientifiche alle quali è solo doveroso attenersi, senza possibili spazi di dissenso. Assurde posizioni ideologiche potrebbero causare morti evitabili e questo la nostra coscienza non può permetterlo. Sono da sempre rispettoso di ogni confronto che si svolga dentro i canoni della democrazia, come è giusto che sia. Ma affermo ancora una volta e con tutta la mia forza che il libero pensiero che anima ogni confronto democratico deve trovare nelle evidenze scientifiche un muro insormontabile", prosegue.


"Il suo superamento non è affatto manifestazione di libertà ma il suo esatto contrario. A queste riflessioni invito gli autori dell’emendamento e più in generale chiunque abbia a cuore la salute pubblica. Con gli strumenti di cui dispongo e forte dei convincimenti esposti, farò di tutto affinché l’emendamento, che cancella l'obbligo delle certificazioni vaccinali per l'iscrizione e l'ingresso nelle scuole venga ritirato. Mi batterò perché venga contrastato qualunque altro atto contrario alla logica dell’evidenza e nocivo alla salute dei bambini", conclude Trizzino.
 
 
Sulle stesse posizioni di Trizzino si è poi espressa questa mattina la senatrice Elena Fattori (M5S), da sempre voce critica all'interno del movimento sul tema dell'obbligo vaccinale. "Io non sarò complice!", scrive sulla sua pagina Facebook. "Mi unisco all'appello del collega Giorgio Trizzino affinché questo emendamento venga ritirato. L'Oms ha incluso l'esitazione vaccinale tra i pericoli per la salute mondiale del 2019 e nel nostro Paese si piangono ancora morti per malattie che non dovrebbero essere più in circolazione. Per questo occorre dare messaggi univoci e chiari e fondati sulle regioni della medicina e della scienza. La salute dei bimbi e soprattutto dei più piccini e dei più deboli non può essere sacrificata a logiche di equilibri politici e ad ambizioni elettorali", conclude Fattori.
 
 
La posizione del Governo sul tema era stata espressa sabato scorso dal sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, che nel merito aveva dichiarato: “L'emendamento preso singolarmente ha poco senso, abbiamo 150 pagine di emendamenti e la discussione sul ddl deve ancora entrare nel vivo. Nessun passo indietro sulla volontà di una legge di buon senso che garantisca il diritto all'istruzione e il diritto alla salute di tutti, con particolare tutela dei bambini immunodepressi che non possono vaccinarsi e che non possono essere messi a rischio”.
 
Insomma, il dibattito sugli emendamenti al Ddl 770 non è ancora entrato nel vivo ma il clima intorno al provvedimento inizia già a surriscaldarsi.
 
Giovanni Rodriquez 

01 aprile 2019
© Riproduzione riservata


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